
Originariamente Scritto da
SPYCAM
In difficoltà per trovare un alloggio a Muammar Gheddafi durante la sua permanenza a New York, dove è arrivato lunedì sera per partecipare all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, funzionari libici si sono finti diplomatici olandesi.
Lo scrive il «Times» di Londra, ricordando la lunga lista di "no" ricevuti dalla delegazione di Tripoli per la sistemazione nella «Grande Mela» del colonnello, costretto alla fine a rinunciare alla tradizionale tenda beduina che ha fatto piantare senza troppi problemi in giro per il mondo, davanti all'Eliseo a Parigi e a Villa Pamphili a Roma.
Un paio di settimane fa, i funzionari, tra i quali uno che si è presentato come Ronald, hanno preso contatto con un agente immobiliare di Upper East Side, al quale hanno chiesto di affittare la Barclay Mansion, una palazzina a sei piani sulla 78ma strada. Ma Jason Haber, racconta il quotidiano britannico, ha fiutato l'imbroglio nel giro di poche ore e la trattativa si è bloccata.
«Quando qualcuno dice che rappresenta l'Olanda, questa è una garanzia - ha spiegato Haber al Times - Ma dopo una breve conversazione, ho capito che l'accento non era olandese. E quando hanno iniziato a mandarmi le e-mail, è diventato tutto chiaro: le e-mail venivano da un indirizzo dell'ambasciata libica».
La Barclay Mansion, che comprende tre appartamenti, è di proprietà di una famiglia che l'ha acquistata lo scorso anno per 18,5 milioni di euro. «Tutte le conversazioni sono state molto sbrigative, erano molto maleducati....Dicevano cose tipo, "chiamate questa persona, fatelo subito, adesso"», ha rivelato ancora l'agente immobiliare, che non ha mai presentato la proposta ai proprietari, dal momento che i libici volevano tutti e tre gli appartamenti, che non erano invece disponibili.
Nelle settimane scorse, Gheddafi - alla sua prima visita negli Stati Uniti da quando è arrivato al potere 40 anni fa - aveva chiesto di poter piantare la tenda a Central Park, nel cuore di New York. Dopo il rifiuto del sindaco Michael Bloomberg, le attenzioni si erano concentrate sulla residenza libica di Englewood, nel New Jersey, ma anche qui era arrivato un secco "no" alla richiesta, arrivata nel pieno delle polemiche per il rilascio di Abdel Baset Ali al-Megrahi, l'attentatore di Lockerbie liberato il 20 agosto scorso da un carcere scozzese per ragioni umanitarie.
Alla fine, il colonello, che domani interverrà all'Assemblea generale dell'Onu dopo il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, ha dovuto accontentarsi di soggiornare nella missione diplomatica libica a New York sulla 48ma strada. Dove non c'è alcun giardino per piantare la tenda.
Gheddafi non trova casa a New York: i libici si fingono olandesi - l'Unità.it