Intanto scusate se faccio un post lungo.... ogni tanto mi capita.... ma mi piacerebbe che lo leggeste....
Questa è una riflessione non strettamente politica, ma che con la politica c'entra molto, perché è la riflessione su una lezione di vita che ho fatto in questi mesi.....
E in realtà non sapevo bene neanche dove postarla, se sul Principale, sul Forum Ulivo o qui sul Fondoscala, alla fine ho deciso qui....
Vabbeh, il titolo tutto non c'entrava, nello spazio per il titolo... Vabbeh va, ve lo butto qui....
Ecco, il titolo è:
L'Appartamento spagnolo, il Consiglio Mondiale dell'Internazionale Socialista e la lezione di Storia Moderna Monografico del Professor Leonardi di sabato 15 marzo 2003
Apparentemente tutti voi direste che non c'è un legame logico in questi tre fatti, direste che ho bevuto troppo (sono lucidissimo, giuro....), oppure fumato troppo (sono quasi proibizionista....), oppure etc. etc. etc....
Ma tutto ha un legame....
Venerdì notte, dalle 23.30 all'1.30 circa ho visto (in lingua originale, senza volermela scoattare troppo) l'Appartamento Spagnolo.....
Sabato mattina, dalle 11 alle 13 ho seguito una lezione del mio professore di Storia Moderna Monografico, e in particolare oggi abbiamo visto le teorie razziste di Alfred Rosenberg, il principale teorico del nazionalsocialismo.....
E mentre il professore spiegava le teorie di Rosenberg, facendo ogni tanto una battuta per far capire che non le condivideva, io ripensavo all'esperienza che ho fatto con il Consiglio Mondiale dell'Internazionale Socialista del 20 e 21 gennaio 2003.....
Questi tre argomenti che ho messo nel titolo sono tutti legati.....
Perché lavorando all'Internazionale Socialista a gennaio, e vedendo quei delegati dell'Angola, che stavano lì per il Consiglio, ed erano nera, erano stranieri, parlavano una lingua diversa dalla mia, avevano modi di vita diversi dai miei, stavano lì per il Consiglio, ed erano socialdemocratici anche loro, come me... al di là di tutte le differenze superficiali, intimamente eravamo uguali...
E questa è pressappoco l'esperienza che fa il protagonista dell'Appartamento Spagnolo (credo Michel, si chiami).... che alla fine dell'Erasmus di un anno in Spagna, scontento della vita che conduce e del lavoro che ha appena cominciato, che lo obbliga a vestirsi sempre preciso, con la giacca e la cravatta, a schedare tutto nelle cartelline gialle, verdi e rosse del Ministero dell'Industria francese (mi pare sia il ministero dell'Industria francese), lasciatosi con la fidanzata e con ancora in testa l'esperienza dell'Erasmus, si mette a scrivere "L'appartamento spagnolo", scappato dal luogo di lavoro.....
E alla fine dice, guardando alcune sue foto di qualche anno prima (lui ha adesso venticinque anni), che lui non è più quello (e viene inquadrata una foto), non è più quello (viene inquadrata un'altra foto), non è più neanche quello (viene inquadrata una foto credo di lui da piccolo), ma lui è quello, quello e quello, e quello (e vengono inquadrate le facce dei suoi compagni di appartamento a Barcellona, una per una)..... e che lui non è francese, ma è francese, è spagnolo, è inglese, è tedesco, è danese.....
E il film finisce così, e questo è il legame con tutto.... mi sono sentito molto rappresentato in questo film, ed è proprio così che mi sento, anche se non ho mai fatto un Erasmus.....
Io mi sento internazionalista.... E quello che ho imparato dal Consiglio Mondiale dell'Internazionale Socialista, che l'Appartamento Spagnolo dice come idea alla fine del film, la stessa lezione di vita a cui pensavo quando sentivo il professore spiegare le teorie razziste di Rosenberg, è proprio questa.....
Siamo tutti uguali, e le differenze sono superficiali, intimamente siamo tutti uguali, e ne sono profondamente convinto.... io lo ho vissuto..... e questo è diventato da poco più di due mesi, ed ha avuto la sacralizzazione questa mattina, uno dei punti cardine della mia personalità.......




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