Risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: Un'emozione Da Poco

  1. #1
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    Predefinito Un'emozione Da Poco

    “Per me, per me, più che normale che un’emozione da poco mi faccia stare male, una parola detta piano...” la voce alla radio di una giovane Anna Oxa canta questa canzone che lui ricorda ancora, perché quelle parole in un qualche modo sembrano scritte per lui. E’ un bambino molto sensibile diceva sua madre, che di sensibilità invece ne aveva poca e che con la sua rozza sincerità lo metteva spesso in imbarazzo davanti ai suoi compagni. Crescendo non era cambiato - pensava tra sé - salvo il fatto che non arrossiva facilmente ed aveva imparato a controllare la propria espressione, nascondendo così questo aspetto che non amava della propria natura. Le luci degli strumenti di bordo della sua auto illuminavano appena il suo viso, rassicuranti, perché tutto andava bene. Aveva ancora parecchia strada e sarebbe arrivato a casa attorno a mezzanotte. Una cosa normale per un dirigente d’azienda, ma lui pensava a come l’avrebbe accolto lei. Negli ultimi giorni sembrava quasi indifferente e quando rientrava lei non gli andava più incontro festosa come una volta. Ora sembrava ostentare un’indifferenza che lo feriva. Ripercorreva mentalmente gli avvenimenti della sera prima. Un pò di televisione dopo cena, insieme sul comodo divano e poi erano andati a letto. Ma nel momento in cui lui aveva allungato la mano verso lei, era scesa silenziosamente dal letto e, al buio, l’aveva sentita nel corridoio poi più nulla. Probabilmente, pensò, é andata a dormire nella camera che era una volta del figlio e che ora lavorava in Germania. Era così infatti. Lui provò una stretta al cuore e fece fatica a prendere sonno.
    C’era poco traffico in autostrada ed in breve arrivò a casa, non grande e immersa nel verde della collina. Azionò l’apertura automatica del cancello e poi quella del garage. Appena entrato in casa lei gli venne incontro e lui fece appena in tempo a mormorare sorridendo “Sono stanco morto...” poi si avviarono insieme verso la camera da letto. Non poté fare a meno di ammirare il modo sinuoso e affascinante che aveva di camminare, un incedere dall’eleganza innata, malgrado le umili origini. Andò un attimo in bagno per lavarsi i denti. Lei era già distesa sul letto e l’aria fresca della notte estiva entrava dalla finestra. A lui piaceva comunque coprirsi sempre, anche se col solo lenzuolo, per non doversi poi svegliare infreddolito nelle prime ore dell’alba. Lei gli si stese di fianco allungandosi tutta e lui cominciò ad accarrezzarla dolcemente. Si stupiva sempre, nel sentire il suo pelo di seta scorrere sotto le dita mentre gli occhi di lei erano grandi e luminosi e lo guardavano intensamente. E lui gli chiese “Ma tu mi vuoi veramente bene?”. Lei sembrò non capire e non rispose subito, ma poi lui udì, piano, ma distintamente la sua risposta nel silenzio assoluto della camera “Miao!”. Sorrise, spense la luce e si addormentò quasi subito.



    Missì, la protagonista di questo raccontino pubblicato due anni fa si è spenta alle 13 di oggi. Il suo "medico" le ha praticato l'iniezione che ha messo fine alle sue sofferenze, dopo che nulla era stato lasciato di intentato per salvarla Aveva sedici anni. Molti, mi dicono, per una micia. Pochissimi per me che avrei voluto averla ancora con me. Mi vergogno a dirlo, ma provo dolore. Si dice che i gatti abbiano tre nomi: quello che gli date voi; quello che sonoscono solo loro e quello che conosce solo Dio. Credo che sia così. O almeno, mi piace pensarlo.
    So long.



  2. #2
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    Ho provato anch'io un dolore enorme alla morte del mio lupo alsaziano....anche xchè è stato necessario fargli un'iniezione letale da quanto soffriva....ti assicuro che durante i suoi lamenti ho pianto come stessi perdendo un familiare, l'immagine dei suoi occhi tristi e fieri mentre mi guardava e si lamentava non li dimenticherò mai, come non mi perdonerò mai il ritardo con cui capii che quanto gli stava succedendo era fatale...forse se avessi ascoltato il mio intuito anzichè qualche familiare idiota sarei pure riuscita a salvarlo.....aveva mangiato dei bocconi avvelenati messi dall'ulss lungo l'argine del fiume che passa vicino a casa.....la pianto qui perchè al ricordo mi sto commuovendo......non ne ho più avuto uno.....

  3. #3
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  4. #4
    Alessandra
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    Avendo avuto fin da piccola animali, per la precisione nel tempo ben quattro pastori tedeschi, so quello che si prova quando se ne vanno. Con il gatto credo sia ancora peggio perchè il gatto fa la vita del padrone, in casa, sul letto, dovunque. Missi poi la conoscevo da un pò, una vita spericolata come quella del suo padrone. Mi dispiace tanto tanto Lupo.

  5. #5
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    Devo alcuni ringraziamenti:
    Pensy: ti ringrazio di aver diviso con me il tuo dolore per aver perso qualcosa che amavi. Non ho proseguito il gioco del seduttore da strapazzo sul thread della Buonanotte, ora sai perché. Lei non era più vicina a me, come sempre.
    PCosta: sei un bastardo. Il tuo post mi ha fatto appannare gli occhi, cosa che ad un lupo non é permessa. Ho fatto battute su di te. In altri casi c’é stato chi se ne é avuto a male, scambiando simpatia o complicità per chissà cosa. Ma io con te andavo a colpo sicuro: contavo sulla tua intelligenza e non ho sbagliato. P sta per Paolo? Se potessi confermarmelo, mi farebbe piacere.
    Sandra (Ale per gli altri...): in Missì ho amato la sua indipendenza assoluta, la sua fierezza indomita, che però non gli impediva di volermi bene. Mi ricorda qualcosa che ho sulla punta della lingua, ma che non mi viene. Se mi ritorna in mente, te la dico. Bacino.
    So long.



  6. #6
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    Vorrei portare il contributo della mia esperienza,ricordando una gattina nera che aveva allevato mia figlia. Si chiamava VAM, non sto a dirvi perché, ed era un'animalaccio dispettoso. Io non l'amavo, lei lo sapeva e mi faceva un sacco di dispetti. Col procedere dell'età però si era molto addolcita e non era raro che venisse anche da me a fare le fusa.
    Improvvisamente il Padreterno mi chiamò, riluttante, a visitare i pascoli del cielo. Io tenni duro e non accolsi l'invito. Quando tornai a casa dall'ospedale,però, mi era stato prescritto di non avere assolutamente contatti con bambini e animali. Mia figlia fu costretta a mettere la gattina, ormai anziana ed anche malata, in giardino, fuori di casa. La sua vita declinò immediatamente, se ne stava nascosta chissà dove, non andava in giro, non cercava nemmeno di rientrare in casa. Penso che avesse rapporti solo con mia figlia, quando le portava da mangiare.
    Una mattina la trovammo morta. Mia figlia la sotterrò piangendo silenziosamente, io stavo per piangere perché sentivo quanto la povera bestiola avesse sofferto anche involontariamente per causa mia.

  7. #7
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    Originally posted by Ceinwyn
    Capisco il tuo dolore. Ogni volta che ho perso un gatto ( 3 in tutta la mia vita) ho perso un pezzo di cuore, ho sentito un dolore così grande e ho pianto così tante lacrime come quando ho perso mio padre, incomprensibile per chi non ama i gatti ( mio padre capirebbe!).
    Sono convinta che i gatti si reincarnino, tornino da noi ma solo se " hanno delle faccende in sospeso " come dice Casper ...non credo sia il caso di Missì ...mi sembra proprio sia stato tanto amata!
    Mentre ti scrivo ( come sempre quando sono al pc) ho un giovane mascalzone bianco e nero sdraiato sul divano che dorme a pancia in su e mi controlla .... l'idea che un giorno lo perderò mi fa già star male!

    Un bacio grande grande

    Ceinwyn
    Grazie Ceinwyn. Avrei tante cose da dire e, siccome sul Fondo si può scrivere senza tema di passare per ridicoli, magari riprenderemo l'argomento mici. Per me é stata una giornata dura per molti motivi ed ora mi sento molto stanco, come se avessi scaricato da solo un camion e rimorchio di roba, ma sono meno triste, grazie a voi. Non voglio rovinare il thread della buona notte e quindi vi saluto qui. Grazie di cuore.
    So long.



  8. #8
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    Originally posted by sosunturzos
    Vorrei portare il contributo della mia esperienza,ricordando una gattina nera che aveva allevato mia figlia. Si chiamava VAM, non sto a dirvi perché, ed era un'animalaccio dispettoso. Io non l'amavo, lei lo sapeva e mi faceva un sacco di dispetti. Col procedere dell'età però si era molto addolcita e non era raro che venisse anche da me a fare le fusa.
    Improvvisamente il Padreterno mi chiamò, riluttante, a visitare i pascoli del cielo. Io tenni duro e non accolsi l'invito. Quando tornai a casa dall'ospedale,però, mi era stato prescritto di non avere assolutamente contatti con bambini e animali. Mia figlia fu costretta a mettere la gattina, ormai anziana ed anche malata, in giardino, fuori di casa. La sua vita declinò immediatamente, se ne stava nascosta chissà dove, non andava in giro, non cercava nemmeno di rientrare in casa. Penso che avesse rapporti solo con mia figlia, quando le portava da mangiare.
    Una mattina la trovammo morta. Mia figlia la sotterrò piangendo silenziosamente, io stavo per piangere perché sentivo quanto la povera bestiola avesse sofferto anche involontariamente per causa mia.
    Un grazie vivissimo anche a te Sosunturzos per la tua testimonianza. Mi scuso per il ritardo, ma ho il pc in crash.
    So long.



 

 

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