Ecco la Sanremo, Mondiale di primavera
Duecento corridori divisi in 25 squadre si daranno battaglia lungo i 297 km della Classicissima. Cipollini ci sarà e con lui il gotha delle due ruote.
MILANO, 21 marzo 2003 - Un vero e proprio Mondiale di primavera. La 94ª edizione della Milano-Sanremo schiera al via il meglio del ciclismo internazionale. A cominciare da Mario Cipollini che si presenterà con la maglia numero 1 dell'ultimo trionfatore e quella iridata di campione del mondo. Supermario ha rischiato di dover dare forfait per un'infezione gastrointestinale, ma per fortuna le sue condizioni sono migliorate e la Classicissima di primavera lo vedrà al via. All'appello mancano solo mister Tour, Lance Armstrong, concentrato come al solito sul suo pressoché unico obiettivo stagionale, poi Ullrich e Pantani. E se Cipollini - pur non al meglio - andrà alla ricerca del quarto podio e, perché no?, di un fantastico bis, non manca per il Re Leone una schiera di rivali dai pedigree illustri. Dal quattro volte trionfatore Zabel, al nome nuovo delle due ruote italiane, Pozzato, fresco trionfatore della Tirreno-Adriatico, all'altro baby d'oro del nostro ciclismo, quel Di Luca che proprio dalla Tirreno arriva con gamba esplosiva e rabbia agonistica da vendere, dopo la vittoria sfumata per gli abbuoni. Insieme a Di Luca, c'è da scommettere che fuoriclasse come Bettini, Rebellin e Popovych proveranno a far saltare il banco sulla Cipressa o sul Poggio, che da troppi anni non risultano decisivi e consegnano così il verdetto a un volatone su via Roma.Appuntamento sabato mattina in piazza S.Ambrogio a Milano, dunque, dove alle 7.30 è fissato il raduno di partenza. Il via ufficiale verrà dato due ore dopo (quando inizierà anche la cronaca diretta sul sito Gazzetta), con il gruppo che inizierà a muoversi lungo il percorso della Classicissima, identico dall'82 - quando la Gazzetta dello Sport, organizzatrice della corsa, inserì lo strappo della Cipressa prima del Poggio - e che ritrova il Turchino, dopo che nelle ultime due edizioni era stato sostituito dal Bric Berton. La corsa dovrebbe decidersi negli ultimi 50 chilometri, quindi dopo 240 ci corsa. Oltrepassata Savona, si procede in pianura attraversando Finale Ligure, Albenga e Alassio e si risale verso i Capi - Cervo e Berta (quest'anno il Mele è stato escluso a causa di una frana tra Albenga e Andora, e il gruppo percorrerà un tratto in autostrada) - piazzati in rapida successione, prima di affrontare la Cipressa dopo il passaggio per Imperia. Ai 240 metri della Cipressa si arriva dopo 5.7 km di salita al 4.1% di pendenza media e 9 di massima: qui, chi ha gambe e coraggio, potrebbe tentare l'attacco decisivo. Allo scollinamento mancheranno 24 km al traguardo e un altro strappo, il Poggio, teatro di molte delle più belle imprese nella storia della corsa. Tre km e 400 metri di salita al 5% di pendenza media, con punte dell'8 per brevi tratti: dalla cima al traguardo mancheranno 4 km, divisi tra discesa e rettilineo in Riviera. Vedremo se, come negli ultimi 6 anni, sarà ancora volata.




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