Non ci sono parole per questo momento, molta gente è scesa in piazza, molta gente ha parlato con i colori delle bandiere, altri hanno taciuto, ma la guerra è morte e questa guerra non sarà un'eccezione.
Lascio agli altri forum politici le discussioni che possono accendersi in merito alle decisioni dei governi, io non mi riconosco in questa scelta, nè in punto di diritto, dato che il veto del consiglio di sicurezza implica come sola cosa che questa è una guerra tra le nazioni che l'hanno dichiarata e non della comunità internazionale, nè in punto di fatto , dato che a livello personale non appoggio questa scelta, ma ripudio la retorica e mi limito a guardare cosa accade. Qui, se qualcuno vuole e crede, può mettere una sua parola di pace, un verso o anche un minuto di silenzio, per quell'utopia insostenibile che sembra essere l'amore e la fratellanza tra i popoli e la gente. Io ho sempre amato questa poesia:
Uomo del mio tempo
Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
- t' ho visto - dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T'ho visto: eri tu,
con la scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
quando il fratello disse all'altro fratello:
"Andiamo ai campi". E quell'eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
salite dalla terra, dimenticate i padri:
Le loro tombe affondano nella cenere,
e gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.
Salvatore Quasimodo




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