La denuncia di una donna malata di tumore: «Manca il personale. Ho dovuto rinunciare alle cure»
«Io morirò, ma salvate l’ospedale»
A Civita Castellana il reparto di oncologia è ormai ridotto al collasso
«Domani non so se sarò ancora in vita ma fate qualcosa per salvare il reparto oncologico di questo ospedale». Il drammatico appello è stato lanciato ieri da una donna di Civita Castellana, malata terminale di tumore. Con grande determinazione, una forza di spirito non indifferente e grande voglia di combattere, ha deciso di mettere in evidenza anche attraverso una denuncia ai carabinieri le difficoltà che incontrano ogni giorno ammalati, personale paramedico e l'unico medico costretti a fare i conti con la carenza di personale per mandare avanti il reparto di oncologia dell'Andosilla.
«Chiedo ai dirigenti di questo ospedale il rispetto di tutti i malati - ha esordito - che devono lottare contro i tumori chiedendo loro che venga reintegrato il personale che manca in questo reparto». Con un tono di voce deciso ha esposto i motivi della presa di posizione. «Questa mattina - ha raccontato - in servizio c’era un solo infermiere qualificato e tanto lavoro. Ho dovuto rinunciare cosi al prelievo per effettuare le analisi e domani non posso sottopormi alle terapie di cui ho bisogno per curare la malattia. E' una vergogna quanto accaduto in quanto ferisce chi soffre e chi si dedica a noi con altruismo disinteressato».
La donna ha anche raccontato un episodio. «Per sopperire alle assenze o carenze - ha fatto notare - il responsabile del reparto, il dottor Said Kalil, con grande dedizione e spirito di sacrificio ha eseguito una terapia urgente su una giovane ragazza. Ma non si può pretendere che questo medico lavori da solo e con un solo infermiere in aiuto per evitare ai malati altre sofferenze e ulteriori mortificazioni. Non è la prima volta che per la grande mole di lavoro si verificano queste situazioni. Sia il dottore che la sola assistente professionale presente fanno di tutto per venire incontro alle nostre esigenze ma oltre ai limiti umani non si può andare».
La donna si è spinta oltre lanciando anche un allarme. «Ho l'impressione che questo reparto che pochi ospedali possono vantare per professionalità di coloro che ci lavorano sia boicottato e pertanto invito i cittadini a preservarlo da ogni possibile chiusura. Avere una struttura medica idonea vicino casa è indispensabile e importante per tutti; figurarsi per noi che dobbiamo usufruirne in ogni momento. Grazie a questo reparto molti di noi evitano scomodi viaggi a Viterbo e Roma ed è più facile trovare la persona chi ti accompagna visto che non si perdono giorni di lavoro». Al reparto oncologico dell'ospedale di Civita Castellana fino allo scorso anno erano presenti due infermieri professionali, ora scesi a uno




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