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    Predefinito Quell'insolito Le Corbusier



    Un'esposizione a Lissone, Milano, rende omaggio ad uno dei massimi esponenti dell'architettura e del design del '900. In mostra il suo talento di pittore e scultore. Dal 23 marzo al 15 giugno.


    Il talento artistico di Le Corbusier in mostra alla Civica Galleria d’Arte Contemporanea di Lissone.
    Dal 23 marzo al 15 giugno un evento espositivo di grande spessore culturale, che si sviluppa attorno alla figura di uno dei più interessanti personaggi dell’architettura e dell’arte del XX secolo.




    Particolarmente intrigante è lo spettro di creatività del maestro svizzero che è andato ben oltre l’architettura di cui è, secondo molti, il maggior esponente del '900. La specificità della mostra sta proprio nel mettere a fuoco l’«altro» Le Corbusier, pittore, scultore e designer.

    Singolare anche il parallelo tra la figura di Le Corbusier e la città di Lissone, che può vantarsi di aver proposto negli anni Quaranta, Cinquanta e Sessanta un premio internazionale, il “Premio Lissone”, appunto. Un riconoscimento che ha consentito alla città di costituirsi una collezione di gran pregio con opere di maestri come Adami, Appel, Dorazio, Feito, Moreni, Morlotti, Perilli, Reggiani, Scanavino, Tàpies e Vedova e di possedere uno dei capolavori del razionalismo di Giuseppe Terragni.

    La mostra che viene presentata a Lissone rappresenta anche un tentativo di riempire il lungo vuoto seguito alle tre mostre tenute nella seconda metà degli anni Ottanta a Venezia (1986), Milano (1986-87) e Torino (1988), in occasione del centenario della nascita.



    La rassegna accoglie una settantina di opere che documentano l’attività di Le Corbusier a partire dagli esordi pittorici, con opere fondamentali come le nature morte che segnalano la presa di distanza dal Cubismo e l’avvio della stagione del Purismo, per proseguire con i dipinti degli anni ’30, fra cui spiccano vaste composizioni come La femme au guéridon et au fer à cheval, 1928, e le Deux femmes étendues, 1936-40. Gli anni ’50 e ’60, poi, sono documentati dalla serie dei grandi Taureaux, cui si collegano due grandi arazzi e un gruppo di sculture. Non mancano, naturalmente, i celebri oggetti di design e una sezione specifica dedicata alla Main Ouverte, la grande Mano Aperta che Le Corbusier progettò nel 1952 per la piazza della città di Chandigarh. Un monumento che si pone come cifra stilistica e morale di Le Corbusier. Come l’artista stesso ebbe a scrivere poco prima della morte, “questo segno della Mano Aperta per ricevere ricchezze create, per distribuirle ai popoli del mondo, deve essere il segno della nostra epoca”.

    Un ciclo di conferenze, previste per i giorni 8 e 17 aprile, 8 e 15 maggio, supporteranno l'esposizione, consentendo agli appassionati di approfondire i vari aspetti della sua molteplice esperienza, affrontando, nei quattro appuntamenti, la figura e l’opera di Le Corbusier come intellettuale, come pittore, come designer e come architetto.

    Orari: martedì, mercoledì, giovedì 15.00-19.00 (mattino: riservato alle scuole, su prenotazione)
    venerdì, sabato e domenica 10.00-22.00; lunedì chiuso
    Ingresso: € 5,00 - ridotto € 3,00
    Informazioni: tel. 039.7397271- 039.2145174
    info@lecorbusier-lissone.it
    Prenotazioni visite guidate: tel. 02.70630724

    (24 MARZO 2003, ORE 10:00)

    Dal Il Nuovo : http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0...174076,00.html

  2. #2
    Nebbia
    Ospite

    Predefinito Personalmente considero Le Corbusier un pazzo condannato dalla storia

    Fortunatamente alcuni suoi deliri rimasero inascoltati, come ad esempio il pogetto di demolizione di tutte le case del centro storico parigino per la costruzione di nuovi grossi palazzi a serpentoni corredati di strade statali sui tetti sulle quali si sarebbe dovuto articolare il crescente fenomeno del traffico cittadino. Altre cose però (come i loft ed i monolocali) hanno centrato il bersaglio, condizionando per anni la moderna archiettura e fabbricando milioni di infelici.
    Credo che la storia e soprattutto i nuovi fenomeni culturali di massa come il Fen Shui ed il nuovo "interior designe" lo abbiano condannato. L'uomo ha bisogno di vivere in luoghi poco claustrofobici e molto più rilassanti di un loft o di un monolocale.

    Saluti artistici.

 

 

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