L'IRAQ E LA Nouvelle Droite
LA FINE DEGLI EQUIVOCI
Maurizio Cabona
Terza fase, dopo il 1991 e il 1999, delle guerre americane contro il resto
del mondo: finiscono Onu, Nato, illusioni di pace ed equivoci ideologici.
Dei parlamentari aennardi, risulta che solo Alessandra Mussolini, "per
rispetto del suo nome", abbia votato contro il governo; e che solo Teodoro
Bontempo si sia astenuto.
Gennaro Malgieri, un fondatore nel 1978 della Nuova destra (Nd), non vi si
riconosce più da tempo e sul quotidiano da lui diretto Giuseppe Del Ninno ha
recentemente elogiato il patriottismo americano di Steven Spielberg e
criticato quello europeo di Alain de Benoist. Di quella che fu fra le
principali tendenze ideali della fine del secolo, alcuni animatori -
Giovanni Perez, Marilena ved. Tiano... - rispondono ora piuttosto al
richiamo identitario. Il loro slogan potrebbe essere: "Siam bianchi, siam
cristiani, morirem americani". Questione di fede? Marco Tarchi, uno che
prende le distanze da de Benoist a ogni virgola paganeggiante, però ora non
si dissocia. E non dev'essere solo perché il papa concorda oggi con quello
che Giovanni Volpe definiva il "Giovanni Battista di Odino".
Una guerra comporta implicitamente - e presto esplicitamente, dunque ne
approfittiamo per dirlo ora - lo stato d'eccezione. In Italia vige già da un
anno e mezzo la censura, così la consapevolezza del clima internazionale è
molto attenuata rispetto alla realtà. C'è ancora un'atmosfera da "tanto la
guerra finirà presto", come nel 1940, ma la Nd sta subendo, nel suo
infinitamente piccolo, quello che subì il socialismo di tutta Europa:
ardentemente internazionalista fino al 28 giugno di Sarajevo, ardentemente
nazionalista già prima che tuonassero i cannoni d'agosto: e Jean Jaurès, che
non ci stava, finì male.
Ora Alain de Benoist ha diffuso un comunicato che ha stupito alcuni
simpatizzanti italiani, che parole e missili di Bush e Blair non hanno
convinti dell'entità della minaccia. Invece de Benoist ne ha tratto da tempo
le conseguenze: se la guerra americana è al resto mondo, lo è - anche e
soprattutto - all'Europa. Che deve resistere in ogni modo.
Alain de Benoist come Andreas Baader? Altri intellettuali francesi,
vicinissimi a Baader quarant'anni fa, per ora tacciono in pubblico, ma è di
un nuovo Baader che sentono la mancanza. Dunque "ora e sempre resistenza".




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