Kuwait, 26 mar 2003 - 10:43
Iraq, guerriglia: torna l'incubo delle Tecniche
Tra le sabbie del deserto e i campi coltivati della Mesopotamia torna l'incubo delle forze armate americane in Somalia: le "tecniche". Nei combattimenti in corso nell'Iraq centrale, infatti, con sempre maggiore frequenza comandi e unità sul campo si scoprono attaccati non da blindati trasporto truppe, o tank, ma da camioncini fuoristrada con mitragliatrici pesanti o batterie di razzi collocate sul cassone, le famose "tecniche" che imperversavano nelle strade di Mogadiscio durante l'infelice spedizione dell'Onu nella capitale somala all'inizio degli anni Novanta.
Il grosso degli scontri armati avvenuti negli ultimi giorni hanno coinvolto da parte irachena in maggioranza unità irregolari, miliziani del partito Baath e i cosiddetti "Fedayn di Saddam" che sono riusciti a infliggere danni consistenti alle truppe britanniche e americane. E il loro armamento consiste di armi leggere personali, qualche mortaio e - specialmente - le temutissime "tecniche".
Ne ha fatto le spese, per esempio, un distaccamento del Settimo cavalleria americano nella dura battaglia che si è svolta martedi sera nei pressi di Najaf, 160 chilometri a Sud di Baghdad (leggi qui). L'inviato della Cnn che viaggia con il Terzo battaglione del Settimo le ha descritte con precisione nei suoi collegamenti in diretta dal campo.
In particolare gli iracheni che hanno attaccato il Settimo cavalleria sono riusciti a colpire ed eliminare due carri armati pesanti M1A1 Abrams con camioncini sui quali erano stati montati dei missili antitank filoguidati, analoghi al sistema Tow.
Sembra, dunque, che la difesa irachena abbia fatto tesoro delle tristi esperienze americane in Somalia e abbia affidato almeno una parte consistente delle attività contro gli invasori a queste truppe irregolari. Che potrebbero risultare particolarmente dannose se la guerra proseguirà con combattimenti urbani. Magari strada per strada a Baghdad. (ted)




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