Da “la Padania” in data odierna:

“Export di armi all’Iraq, dal 1973 al 1991, in milioni” di U$A:

Russia: 31.800
Francia: 9.240
Cina: 5.500
Germania: 995
USA: 5

Fonte: “Center for Strategic & International Studies”

Da Buleghin in data odierna:

1) Più che la Russia, sarebbe stato meglio citare l’Unione Sovietica;

2) Certo, non occorreva attendere i rilievi scientifici del CSIS per riconoscere quante armi l’ex Unione Sovietica aveva fornito a destra e manca e all’Iraq pure;

3) Della Francia si sapeva, pure;

4) Della Cina forse un po’ meno;

5) E l’Inghilterra??? Niente? Nemmeno un milioncino? Eppure per decenni in quest’ultimo dopo guerra, il più importante centro di traffici e distribuzione logistica d’armamenti d’ogni genere e potenza distruttiva, di qualsiasi dimensione e costo, vero e proprio iper grossista globale, si trovava proprio negli UK, alias “Gran Bretagna”, nei pressi di Liverpool, se non ricordo male. Eppure a suo tempo numerosi bestseller inglesi, americani e francesi e altri ancora furono pubblicati con dovizia di informazioni assolutamente circostanziate, nomi di società e personaggi vari;

6) E dagli USA? Solo 5 milioni? Per l’acquisto di armi? Se si ha un’idea del costo unitario di certi equipaggiamenti, sorge il sospetto che l’Iraq abbia acquistato solo qualche barbecue e qualche griglia robotizzata per caldarroste.

J.B.