Una storia di ordinaria violenza dei "pacifisti": due signore si risentono perchè un agit-prop pollista espone la bandiera americana sul balcone del condominio, mentre, in violazione della par condicio, le cosiddette massaie "pacifiste" non hanno avuto niente da ridire per gli arcobaleni.

Ma lui tiene duro, solo che i passanti inveiscono contro la sua bambina e l'agit-prop deve togliere la bandiera. Poi si sente in dovere di scrivere al Corriere la sua amara avventura. E' un mondo difficile, per l'agit-prop pollista. Affrontato a muso duro dalle massaie.

Ma Libero difende il pollista oppresso ed incita alla rivolta antipacifista: dedica le prime sei pagine sei del giornale alle nefandezze dei pacifisti ed alla saggezza dei guerrafessi, relegando i civili irakeni ammazzati dagli americani in un angolo del noto giornale guerrafesso.

Se avete subito anche voi qualche ingiustizia da parte dei "pacifisti", denunciatelo a Libero. Prenderanno nota e presenteranno il conto a vittoria avvenuta.

GOD BLESS AMERICA !


Libero 27.3.03, pag. 4

Il Caso
L'intolleranza dei pacifisti anche contro i bambini
La denuncia di un nostro lettore sul sito del Corriere della Sera: "Hanno insultato mia figlia"


Di Renato D'Emmanuele.

ROMA - una storia di ordinaria intolleranza, nell'Italia imbandierata di arcobaleno. La racconta martedì su "Italians", il forum tenuto da qualche anno da Beppe Severgnini sul sito internet del Corriere della Sera, un lettore di "Libero", Licinio Germini di Roma. Che la settimana scorsa decide di acquistare la bandiera statunitense allegata al giornale. E la appende al balcone di casa, convinto soltanto di manifestare il suo pensiero, "il suo sostegno agli Stati Uniti in guerra contro un sanguinario dittatore". Invece due signore lo fermano per le scale e gli domandano spiegazioni sull'esposizione della bandiera americana, con toni risentiti. Quindi si rivolgono all'amministratore di condominio, chiedendone la rimozione, non si sa in base a quale norma, visto che su altri balconi dello stesso stabile sventolano giustamente indisturbate le bandiere pacifiste.
Ma la polemica deborda dalla routine condominiale e diventa insulto e offesa: Germini nella missiva a Severgnini lamenta quanto accaduto alla sua bambina di undici anni, "fatta oggetto di insulti e minacce da parte di passanti in strada mentre era sul balcone dove era esposta la bandiera USA". E proprio quest'ultimo episodio, che sembra aver turbato la bambina, induce Licinio Germini a ritirare il drappo.