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L'avanzata Usa su Bagdad è attorno all'aeroporto
e continuano i bombardamenti sulla capitale
La guerra secondo l'Iraq
"Scorte per sette mesi"
Le forze alleate perdono un elicottero e un caccia FA-18
Usa: 500 iracheni uccisi in battaglia su ponte Eufrate

L'avanzata delle truppe angloamericane arriva alle porte di Bagdad, attestandosi attorno all'aeroporto internazionale Saddam Hussein che però rimane "saldamente" in mano alle autorità irachene. Nella loro marcia verso la capitale, dove sono ripresi i bombardamenti specialmente sulle periferie meridionale e sud-orientale dove si trovano le postazioni della Guardia Repubblicana, le forze alleate hanno trovato però non poche sacche di resistenza e hanno perduto due mezzi aerei e, probabilmente, molte vite. Ma non si creda, avverte Bagdad, che la fine della guerra sia vicina. Gli iracheni, ha spiegato oggi il ministro del Commercio Mohammed Mehdi Saleh durante una conferenza stampa, "ha scorte alimentari per sette mesi". Ciò significa che la strategia militare dell'Iraq è di "far durare la guerra, ci siamo preparati per questo". Insomma, di portare avanti fino al logoramento il conflitto. "Sapevamo - ha aggiunto il ministro - che ci sarebbe stata la guerra, così abbiamo distribuito derrate alimentari per una durata di sette mesi in ogni villaggio, in ogni città e in ogni circoscrizione". Un'operazione, ha precisato concludendo il suo intervento Saleh, "che è costata due miliardi di dollari".

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Bagdad. Le avanguardie angloamericane sono di fronte all'aeroporto della città, e altre forze stanno sopraggiungendo. Migliaia di mezzi blindati hanno attraversato i ponti che conducono alla zona sud, dove appunto si trova lo scalo internazionale "Saddam Hussein". Ma, secondo quanto constatato da un giornalista dell'agenzia France Presse, lo scalo è sotto il totale controllo delle autorità irachene. Nessun effetto di bombardamenti o segni di combattimento erano visibili nell'aeroporto, situato circa 20 km a sud ovest del centro di Bagdad.
"L'aeroporto è sicuro", ha dichiarato un funzionario, Muaffaq Abdallah al Jaburi, ad alcuni giornalisti portati allo scalo dal ministero dell'informazione. Intanto sono ripresi i bombardamenti specialmente sulle periferie meridionale e sud-orientale, dove si trovano le postazioni della Guardia Repubblicana schierata a difesa della città. Almeno otto civili sono morti e cinque altri sono rimasti feriti a causa di un missile che è caduto su un mercato. Lo hanno riferito, all'agenzia France Press, fonti ospedaliere.

Karbala. Sulla strada verso Bagdad è precipitato un elicottero da trasporto Black Hawk Uh-60. Gli iracheni sostengono di averlo abbattuto ma il generale Vincent Brooks, del Comando centrale in Qatar, ha smentito senza tuttavia specificare se l'elicottero sia caduto per un guasto tecnico o perché colpito da "fuoco amico". Non ci sono notizie certe sui militari americani che erano a bordo. Fonti del Pentagono dicono che sul velivolo ce n'erano undici, il massimo che l'elicottero è in grado di portare, e che sette sono morti e gli altri quattro, poi tratti in salvo da squadre di soccorso, sono rimasti feriti. Dal quartier generale del Comando Centrale Usa a Tampa, in Florida, è stato tuttavia reso noto che a bordo ci sarebbero stati solo sei militari, e che non ci sono per ora conferme sulle perdite subite così come non è chiaro se siano rimasti coinvolti militari a terra. Contrastanti anche le versioni sull'abbattimento nella zona meridionale del paese del caccia americano FA-18 Hornet. L'esercito iracheno rivendica l'abbattimento, per gli americani invece l'aereo potrebbe essere stato colpito da un missile americano Patriot, dello stesso tipo che, all'inizio del conflitto, aveva colpito e abbattuto un Tornado britannico. Mistero anche sulla sorte del pilota, partito da una delle portaerei che incrociano nel Golfo. Altri due militari statunitensi sono stati uccisi in un attacco con lanciarazzi. Sempre verso Bagdad, le truppe statunitensi in marcia hanno respinto due massicci contrattacchi sferrati dagli iracheni nel tentativo di riprendere lo strategico ponte sull'Eufrate conquistato ieri dagli americani, a nord-est della città santa sciita di Karbala, dopo i furibondi combattimenti contro la Divisione "Medina" della Guardia repubblicana. Il comandante Usa John Altman ha riferito che circa 500 soldati iracheni sono stati uccisi mentre tentavano di riconquistare il ponte, 30 km circa a sud-ovest di Bagdad.

Nassiriya. Un marine che si trovava sul tetto di un camion ha urtato con la canna del suo fucile un cavo elettrico troppo basso ed è morto folgorato. Il soldato era su un mezzo da sette tonnellate nei pressi di Nassiriya, quando è avvenuto l'incidente. Faceva parte del primo corpo di spedizione dei marines e sulla sua morte, resa nota dal Comando centrale in Qatar, è stata aperta un'inchiesta.

Silopi. Numerose, forti esplosioni sono state udite dopo l'alba a ridosso della frontiera tra l'Iraq settentrionale e la Turchia. Lo hanno riferito testimoni a Silopi, cittadina in territorio turco situata a una decina di chilometri dal confine, che riferiscono di deflagrazioni, da un minimo di tre ad almeno cinque, provenienti da un'area sotto il controllo delle milizie curde. Dall'inizio della guerra è la prima volta che nella zona si verifica una situazione del genere.

Al Jazeera sospende attività in Iraq. La televisione satellitare del Qatar Al Jazeera ha annunciato in nottata la sospensione delle attività di tutti i suoi corrispondenti in Iraq, in seguito alla decisione delle autorità irachene di vietare a due suoi giornalisti di lavorare nel paese. La tv ha deciso di "sospendere fino a nuovo ordine le attività di tutti i suoi corrispondenti in Iraq", ma continuerà a trasmettere immagini in diretta e registrate provenienti dai suoi uffici a Bagdad, Bassora (sud) e Mosul (nord).

(3 aprile 2003)