Il presidente del Consiglio Berlusconi ha firmato il decreto con cui, a seguito della deliberazione del Consiglio dei ministri, è stato dichiarato lo stato di emergenza sul territorio nazionale, in relazione al delicato panorama internazionale conseguente al conflitto in atto in Iraq. Lo ha comunicato la Protezione civile. Il premier ha firmato la conseguente ordinanza di Protezione civile che dispone misure “dirette a sviluppare e a realizzare le iniziative per la tutela della pubblica incolumità”.
LO STATO DI EMERGENZA
Dichiarato oggi dal consiglio dei ministri, è previsto dalla legge del 1992 (n.225) che ha istituito il servizio nazionale della protezione civile. In pratica, è una procedura (già adottata dallo stesso governo Berlusconi nel giugno 2002 con riferimento all'emergenza degli incendi boschivi in diverse parti d’Italia), con la quale il governo autorizza la protezione civile a interventi rapidi, anche in deroga alla legislazione ordinaria ma nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento, per far fronte a situazioni di potenziale pericolo per la cittadinanza.
COSA E' L'EMERGENZA NAZIONALE
Per la legge è una situazione conseguente al verificarsi di "calamità naturali, catastrofi o altri eventi che, per intensità ed estensione debbono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari" (art.2 comma c). A dichiararla deve essere il consiglio dei ministri su proposta del presidente del consiglio, indicando l'evento a cui si fa riferimento e l'eventuale durata. A lui compete anche la revoca dello stato di emergenza e l'indicazione di un eventuale delegato in sua vece all'esercizio dei poteri straordinari, in questo caso, il commissario Bertolaso.
I POTERI STRAORDINARI DEL COMMISSARIO
I poteri straordinari collegati allo stato di emergenza si esercitano tramite ordinanza, "anche in deroga ad ogni disposizione vigente e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico" (art.5 comma 1 e 2). Le ordinanze in deroga alla legislazione vigente vanno comunicate dal commissario al premier e devono essere finalizzate "ad evitare situazioni di pericolo o maggiori danni a persone e cose" ed essere "motivate". I poteri straordinari, di regola, fanno riferimento a direttive urgenti di prevenzione e protezione impartite dal commissario a prefetti, sindaci, comuni, province e regioni.