Una squadra speciale di dieci delfini della Florida sta dragando i fondali del porto iracheno di Umm Qasr. I delfini rischiano la vita per snidare le mine subacquee e consentire l'attracco alle navi che devono rifornire una Bassora proibita, dove migliaia di bambini muoiono di sete senza che per ora nessuna immagine riesca a portarne l'agonia nelle nostre case.
Non è certo la prima volta che i delfini si sacrificano per l'uomo. Nel 1991, i marines li gettavano ripieni di esplosivo contro il nemico: veri kamikaze pinnati. Adesso gli hanno già preparato un bel cimitero di guerra a Londra. Eppure non sono molti i militari e i pacifisti che dedicano un pensiero di compassione alle offese che subiscono in Iraq le altre creature della Terra. Ecosistema devastato da missili e bombe, milioni di «profughi» fra gli animali, stormi di uccelli migratori che l'istinto conduce alla morte lungo le rotte avvelenate dai pozzi d'oro nero dati alle fiamme da Saddam. L'Armonia del Tutto è un bel programma da convegno «new age». Poi però raccontiamo la guerra come se fosse solo roba nostra e la natura non esistesse, tranne che ci si ammazza proprio per possederne i frutti: acqua e petrolio nascosti sotto la sabbia che da ieri volteggia furiosa, e giustamente, intorno agli occhi accecati degli uomini.
fonte: La Stampa Web




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