Risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: Povera...

  1. #1
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    Predefinito Povera...

    .....sinistra nostra!

    Kosovo, 1999: la sinistra al governo chiede al Parlamento il via libera alla partecipazione italiana alle operazioni, il Polo vota sì ed è un sì decisivo: si va.
    D'Alema dice:"Non dobbiamo ringraziare nessuno".

    Iraq, 2003, la Casa delle Libertà al governo chiede l'invio di militari a Baghdad per operazioni di sicurezza e di assistenza umanitaria. I Ds si astengono, la cosa è ininfluente, la mozione passa comunque: si va.
    Fassino dice in tv:"Non ho bisogno di essere ringraziato".

    Gianni e Pinotto? senza offesa per i bravi attori.

    saluti

  2. #2
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    Predefinito Vogliono essere...

    ...ringraziati.

    Per la loro grande e generosa disponibilità alla tutela dell'interesse nazionale. Per lo straordinario contributo offerto a una politica estera bipartisan. Per l'autorevolezza che hanno voluto conferire al governo del paese nell'attraversare la grande crisi europea e mondiale legata alla guerra in Iraq. Per aver sacrificato particolarismi propagandistici e aver privilegiato chiaramente i doveri della politica ai piaceri della piazza pacifista. Per aver tenuto fermo, nonostante ogni sondaggio e vento contrario, il loro lucido disegno di legittimazione di una sinistra post-comunista e post-sovietica, che aveva cominciato a profilarsi durante la crisi del Kosovo. Per aver restituito alla maggioranza quel fair play che l'opposizione aveva mostrato loro quando fu bombardata per settantotto giorni la Serbia, senza i voti necessari, sotto il governo dell'onorevole D'Alema.

    Vogliono essere ringraziati perchè si sono impegnati controcorrente a far capire come stessero realmente le cose alle fiumane di italiani presi da vera angoscia e da spaesamento di fronte al terrorismo internazionale e alle sue conseguenze. Vogliono essere ringraziati per la coerenza con cui hanno trattato l'Onu, dicendo no alla guerra di liberazione del Kuwait dieci anni fa, facendo una guerra balcanica che dell'Onu se ne infischiò, ripetendo infine che con o senza Onu la guerra di liberazione delle settimane scorse era ingiusta e inumana, senza se e senza ma, e vogliono di nuovo essere ringraziati per essersi astenuti sull'invio di aiuti umanitari e truppe per l'ordine pubblico nonostante mancasse il timbro delle amate Nazioni Unite. Vogliono essere ringraziati per aver messo disinteressatamente a disposizione del paese la loro cultura politica, imponendo con severo rigore la distinzione logica e storica in seno al movimento pacifista, comprendendo che era necessario battersi contro Saddam, discutendo senza pregiudizio le nuove teorie elaborate dall'Amministrazione americana dopo l'11 setembre. Vogliono essere ringraziati perchè è anche un po' merito loro se la guerra è stata breve, visto che non erano del tutto sicuri di volerla lunga, e vogliono essere ringraziati perchè hanno trattato con la giusta e ruvida critica di ogni opposizione, ma senza eccessi propagandistici, il governo italiano.
    Gli hanno dato insieme di guerrafondaio e di imboscato, poi dopo la vittoria si sono astenuti: per queste cose essi, i capi in battaglia del centro sinistra, ora vogliono essere ringraziati.

    Grazie.

    Per essersi messi tutti, ad uno ad uno allineati e coperti, dietro il loro nuovo leader proveniente nientepopòdimeno dal sindacato.
    Come tanti "lemming".

    saluti

  3. #3
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    Predefinito Re: Povera...

    Originally posted by mustang
    Kosovo, 1999: la sinistra al governo chiede al Parlamento il via libera alla partecipazione italiana alle operazioni, il Polo vota sì ed è un sì decisivo: si va.
    Sicuro? A me sembra di ricordare che il Polo si astenne sulla mozione del governo, che fu approvata, e poi votò una sua mozione che era la copia conforme di quella del governo. Ricordo male?

    E sopratutto: una cosa è non ringraziare nessuno, e una cosa è apostrofare l'opposizione e i suoi leader come ha fatto Berlusconi.

    Secondo me hanno ragione Moretti e Violante: Moretti quando dice che Berlusconi "è al di fuori della democrazia", quindi non sa neppure che cosa sia, e Violante quando dice che "Berlusconi dovrebbe farsi visitare", perchè ormai si comporta in modo incomprensibile: vedi questa anche mattina in tribunale a Milano.

    Ma non vi vengono i brividi a pensare che costui presiederà per 6 mesi il parlamento europeo? Io sinceramente sto tremando!!

  4. #4
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    Predefinito IL Cav. statista...

    …rivoluzionario.

    Ieri ha mandato a quel paese Chirac, opponendo ai suoi paradossi il paradosso italiano, molto più appuntito e provocatorio: se vuoi eliminare i governi europei e supergovernarli attraverso i commis de l’Etat, noi proporremo di eliminare la Commissione.
    E Romano Prodi ha dovuto sorridere a denti stretti.
    Poi ha spiegato che il suo non sarà un semestre presidenziale da tappeto rosso, perché il Cav. non si fa imbavagliare da discorsi ufficiali, ha le sue idee su un ulteriore allargamento dell’Unione, fa lega con i piccoli nuovi Stati e ambisce a rappresentarli degnamente, e non accetta che vi siano europei più uguali degli altri, come i maiali di Orwell.
    Infine ha dato a Kofi Annan quel che è dell’Onu, il segno di una sostanziale irrilevanza politica sancita dalla guerra di liberazione in Iraq, con il contentino del viatico a un prolisso e inutile documento della presidenza greca, lo gabellino del fu asse franco-tedesco.

    A Franco Frattini e a qualche ambasciatore che pensa di poter superdirigere la nostra politica estera dal Quirinale ha fatto capire che non c’è spazio per un mezzo Renato Ruggero, la solita caricatura del ministro bipartisan, laddove quello integrale finì arrostito in pochi mesi. E la diplomazia italiana deve sventare le prese in giro delle cancellerie che hanno sempre dominato la scena, mentre la nomenclatura di centrosinistra (prima e seconda Repubblica, Craxi escluso) piegavano la schiena in flessioni disdicevoli per un Paese fondatore, dotato di storia e di prodotto interno lordo impossibili da dimenticare. La Farnesina la pianti di agire da cacadubbi, e invece di troncare, sopire, smussare all’infinito impari dal marchese Dominique Galouzeau de Villepin e non si lasci sfuggire per ventiquattr’ore il dossier della dichiarazione pro Onu di un presunto superdirettorio del Consiglio di sicurezza. Sono pagati per stare attenti, non per coprirsi di ridicolo.

    Bene. Il Cav. sulla questione della guerra di liberazione in Iraq ha seguito una linea giusta, testimoniata dai suoi comportamenti e dai suoi discorsi in Parlamento. Per evitare guai peggiori, incalzato dai legulei e da qualche animuccia bella della sua maggioranza, ha subito la “non belligeranza” a condizione che fosse chiara la nostra alleanza politica (e militare) con gli angloamericani.
    Ora si riparte da quella alleanza politica e dai suoi frutti e non si perde tempo, se non nelle effusioni diplomatiche, a medicare le ferite.
    I perdenti del nuovo ordine internazionale, già in posizione di resa di fronte ai liberatori, ora quelle ferite se le lecchino da soli.
    L’Italia non ha tenuto il sacco a Saddam e il governo non ha il dovere di ringraziare una opposizione (sempre più in minuscolo, quella o iniziale) stordita che vuole mandare il presidente del Consiglio in manicomio con un certificato medico di Luciano Violante.

    da il Foglio di venerdì 18 aprile 2003

    saluti

  5. #5
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    Predefinito Altissimo...

    ….levissimo…falchissimo.

    Gli avranno preparato uno di quei discorsi brodosi, uno di quelli tipici da fa fare al prossimo Presidente del semestre europeo di turno, adatto a medicare le recenti ferite provocate da Francia e Germania sul corpaccio europeo, leggero sulla questione dell’Europa che non può non dirsi cristiana, molto attento alle sfumature quando parli dei piccoli paesi appena entrati dall’Est europeo, quelli appena bruscamente tacitati dal Chirac antiamericano, levissimo sui rapporti con l’amata e odiata America.
    Ma il Cav. ha buttato giù due appunti dei suoi. Il momento è storico, epocale e anche un po’ epico, ha esordito, e non vedo l’ora di raccontarlo ai nipotini dicendogli: io c’ero! Il sogno di generazioni di europeisti si avvera, arrivano i dieci nani dell’Est, ma non è finita qui, perché mi adopererò con tutte le mie forze affinché arrivino anche altri paesi dalle comuni radici cristiane, come la Russia, Israele e Turchia (opplà, eccovi una fulminante conversione al cristianesimo di musulmani sanniti e incalliti giudei). Ma non basta. In Grecia, tra Pericle e Wolfowitz, Berlusconi ha spiegato, rivolto a Chirac e a Schroeder col suo istrionico sorriso, che il compito dell’Europa è quello di riformare da capo a fondo quell’Ente inutile che è diventato l’Onu (presente c’era anche Kofi Annan, naturalmente), e promuovere l’export della Libertà e della Democrazia in tutto il mondo, quella libertà che i nuovi fratelli venuti dall’Est hanno strappato dopo decenni di dolore e di soggezione alla feroce tirannia comunista.
    Insomma, un appello bello e buono a marciare spalla a spalla con la sorella America, a impegnarsi per il più universale dei rule of law, e a fare dovunque si possa come si è fatto a Baghdad.

    Poi si è taciuto, per non strizzare troppo il fegato ai rivali e perdenti dell’asse franco-tedesco.
    Poi, in disparte e discreto, ha chiesto con garbo se durante il semestre poteva tornare ad Atene e posare per un certo Fidia, scultore.

    saluti

    regalo questo "attacco al padrone" scritto da Ferrara sul suo Foglio di giovedì 17 aprile 2003

  6. #6
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    Predefinito Re: Altissimo...

    Originally posted by mustang
    .... Ma il Cav. ha buttato giù due appunti dei suoi. Il momento è storico, epocale e anche un po’ epico, ha esordito, e non vedo l’ora di raccontarlo ai nipotini dicendogli: io c’ero!
    A' Remolo, facce ride.....

  7. #7
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    Predefinito Stare a sinistra e....

    …continuare a ragionare: si può.

    Invece di parlare delle tre o quattro mozioni uliviste, della guerra breve o lunga, di come si faccia eventualmente a essere blairisti, i delegati della conferenza programmatica dei Ds dovrebbero discutere l’articolo pubblicato ieri su Repubblica di Adriano Sofri. Un caso di audacia e di comprensione politica unico, a sinistra.
    Sofri è contro questa guerra decisa dagli americani e inglesi, lo è politicamente e moralmente. Ma aveva sempre avvertito: sono contro la guerra ma non la penso come Gino Strada sull’equiparazione di Bush e Saddam o peggio; sono contro la guerra ma l’altro obbiettivo delle manifestazioni pacifiste deve essere la cacciata di Saddam. Ora, visto che non lo hanno ascoltato o lo hanno fatto distrattamente, Sofri dice di più, a guerra inoltrata. Dice che l’efficacia pratica delle manifestazioni non è stata di ritardare la guerra; anzi, l’hanno accelerata. L’efficacia è semmai di aver posto il problema dell’arginamento delle peggiori conseguenze della guerra, dalle vittime civili a tutto l’arco di umiliazioni e distruzioni materiali e morali che una guerra a un paese arabo-islamico comporta. ( Noi pensiamo- scrive Giuliano Ferrara su Il Foglio di venerdì 4 aprile 2003- che questo problema fosse già chiaro nel progetto di esportazione della democrazia in medioriente elaborato dall’Amministrazione Bush e nell’uso di tecnologie militari avanzate, ma fa niente).

    La cosa davvero importante scritta da Sofri è questa: non voglio il crollo dell’impero americano senza che ci sia un ordine alternativo alla “ubiqua bellicosità contemporanea”, perché “un ordine (un disordine) della terra è andato al diavolo, e un altro deve risultarne”.Occidente è una parola minuscola (dice questo prigioniero la cui voce dovrebbe avere un’accoglienza generosa a sinistra, se la sinistra sapesse essere generosa con se stessa, osserva Ferrara) ma io mi sento corresponsabile, associato a un regime dove si è liberi. Dunque il mio compito non è “fermare la guerra”, far vincere il tiranno, rilanciare l’islam politico, mettere in pericolo Israele; il mio compito è trovare una risposta fondata alla questione, cui questa guerra dà una risposta che considero sbagliata, e oggi questo vuol dire “trovare una corresponsabilità fra americani e Europa” e trovarla “nella conduzione della guerra e del dopoguerra”. Affrontare e discutere senza distrazioni o elusioni un’argomentazione tanto scandalosa e lucida sarebbe un’ancora di salvezza per la sinistra, e non solo per la sinistra. Un suggerimento per gli insegnanti progressisti, cioè per gli insegnanti: Repubblica è il vostro giornale, non è quella mostruosità bellicista che è il Foglio, e Sofri lo rispettate giustamente per mille motivi, dunque fotocopiate il suo articolo e discutetelo in classe come si fa con le testimonianze libere.


    Osservo: essere “contro” non implica una “iniziativa” ma solo rimanere statici e inerti contro decisioni prese da altri. Essere contro la guerra politicamente è sbagliato, perché si regala al “guerrafondaio” la vittoria e il potere. Ed è moralmente riprovevole perché lascia libera la strada al violento e prevaricatore delle libertà altrui.
    Essere contro la guerra e agire di conseguenza significava seguire l’America nella sua iniziativa ammonitrice, nel mostrare la potenza di chi non vuole la guerra, schierare al fianco dell’America oltre che ai soldati inglesi quelli europei, russi, asiatici e australiani. Voleva dire “agire”.
    E l’ordine invocato da Sofri sarebbe stato più vicino, raggiungibile politicamente e diplomaticamente senza guerra.
    Inoltre, giudicare sbagliata la guerra come risposta alla questione irachena e islamica in generale senza presentarne una che non sia il “conosciuto ed inutile pacifismo” non aiuta a capire perché Sofri giudichi la guerra sbagliata, visto poi che invita a discuterne senza distrazioni o elusioni.
    Agire come ha fatto l’America di Bush, tanto decisa a fare la guerra che ha fatto di tutto per non essere costretta a farla, e non sarebbe neppure servita senza la “ritirata” europea.
    Saddam se ne sarebbe andato, Cofferati e Bertinotti andavano a nascondersi e il Papa avrebbe ringraziato il Padre eterno.

    saluti

  8. #8
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    Predefinito Il centro-sinistra...

    …esce a pezzi dalla vicenda irachena. Invece di esprimere una guida politica, di capire e interpretare gli interessi nazionali davanti al cambiamento internazionale, è corso dietro a tutte le manifestazioni e a tutti gli slogan, da quelli di Cofferati a quelli dei pacifisti, da quelli dei suoi estremisti a quelli dei comunisti e rifondatori, perfino a quelle della Margherita e si è attaccata pure al santo cordone del Papa, con il risultato che è chiaramente visibile.
    Sognava e sperava che la guerra divenisse la tomba di Berlusconi, dimostrandosi così più amica di Saddam che dell’Italia, mostrando la sua vera faccia impresentabile, piena di stupido livore, di cinismo e di provincialismo.
    Ora ha pure tentato, goffamente, si salire sul carro dei vincitori, almeno di quello britannico. Ha stentatamente espresso l’astensione sulla sacrosanta esigenza di soccorrere un popolo provato da trent’anni di dittatura.
    E per questo pretendeva di essere ringraziata (più incoerente di così?)
    Ed ora insiste e protesta per lo “strappo”, parola sinistra a sinistra, spesso annunciatrice di secessioni interne.
    Nel vecchio Pci, messi di fronte ad una sconfitta di vaste dimensioni, ci si fermava e ci si azzittiva per riflettere, per elaborare una posizione che permettesse di uscire dalla situazione.
    Fassino e soci invece si preoccupano solo delle prossime parziali elezioni amministrative, invece di sbarazzarsi della zavorra estremista che non li fa più ragionare.

    Hanno finito anche la frutta.

 

 

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