…dei pacifisti.
Così ad occhio, i fascismi europei del secolo scorso erano caratterizzati da due elementi: l’antidemocrazia come anti-demo-plutocrazia, e l’odio per gli ebrei saldato nelle leggi razziali e nella Shoah. Sempre ad occhio e croce alla testa della lotta contro i fascismi europei furono l’Inghilterra e gli Stati Uniti d’America (Stalin s’imbarcò dopo essere stato invaso e il suo regime condivideva qualche tratto caratteristico notevole con il totalitarismo di Hitler e l’autoritarismo di Mussolini). Ancora ad occhio e croce, è in atto nel mondo una battaglia tra democrazie consapevoli di sé e regimi autoritari, fanatici, contraddistinti dall’odio per il sistema liberale e dall’antisionismo, una variante speciale dell’antisemitismo. E per concludere il ragionamento, sempre ad occhio e croce e sempre con il dovuto schematismo, bisogna dire che questa battaglia alcuni la combattono, prendendosi i rischi del caso, alcuni no.
La combattono gli americani e gli inglesi, con i loro amici in Europa e nel mondo, e non la combattono collaborazionisti di varia e interessata specie, insieme alle anime belle che rinverdiscono Monaco, cioè lo spirito di conciliazione dettato dalla paura e l’illusione di conquistarsi la “pace per il nostro tempo” piegando la schiena davanti agli Stati canaglia.
Spiace dirlo, ma dopo tante polemiche contro i “revisionisti” della storiografia europea, dopo tante affettazioni di antifascismo senza se e senza ma, cioè senza intelligenza, ora l’antifascismo non democratico compirebbe un atto di impostura se celebrasse il 25 aprile della Liberazione dopo aver vissuto nelle cantine nelle quali si erano imboscati fino al 9 aprile della Liberazione di Baghdad.
Un commentatore della Stampa ha sentito il bisogno ieri di mettere le mani avanti e di santificare la festa imminente della Liberazione ringraziando americani e inglesi per il contributo che hanno dato, ma si è dimenticato del contributo che tuttora stanno dando alla lotta contro l’antidemocrazia, si è scordato dell’incomprensione malevola e interessata di molti che celebreranno il 25 aprile dietro medaglieri di cui non sono più degni dopo aver sputato su un’altra guerra giusta.
Troppo facile incamerare e tenere per sé il mito dell’antifascismo come religione civile, staccandosene per decenni la cedola politica, e dimenticarsi dell’unico atto concreto di antifascismo del nostro tempo, la cacciata dal potere del fascismo baathista di Saddam.
Quel tipo di antifascisti stavolta dovrebbero starsene a casa.
da il Foglio di mercoledì 23 aprile 2003-04-23
saluti




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