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    Predefinito Dodici domande sulla guerra

    1/Dove sono le armi di distruzione di massa?

    2/Dov'è Saddam?

    3/Che ne è dei presunti legami con Al Qaeda?

    4/Come ne esce la Ue?

    5/Le Nazioni Unite hanno ancora un peso?

    6/Chi ha bombardato i mercati?

    7/C'è una crisi umanitaria?

    8/Sono state rispettate le convenzioni di Ginevra?

    9/Quante persone sono morte in guerra?

    10/A chi vanno gli appalti per la ricostruzione?

    11/La guerra era legittima?

    12/ Perché la Guardia repubblicana si è dissolta?


    © The Independent
    Rupert Cornwell, Donald Macintyre, Robert Fisk, Patrick Cockburn, Christopher Bellamy, John Lichfield, Andrew Buncombe, Mary Dejevsky, Kim Sengupta, Katherine Butler.
    Traduzione di Carlo Antonio Biscotto
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    1/Dove sono le armi di distruzione di massa?
    di red

    La vera domanda potrebbe essere «ce n’erano?» Non è stata rinvenuta nemmeno un’arma di distruzione di massa, chimica, biologica o nucleare, la cui esistenza è stato il formale casus belli e, unitamente al fulcro della Risoluzione 1441, la sola giustificazione giuridica della guerra.
    Il Comando USA dice che ci sono 3.000 possibili siti da controllare. Gli ispettori dell’ONU non hanno trovato nulla. Hans Blix, capo degli ispettori, ha accusato l’Iraq di aver fornito un resoconto incompleto delle importazioni che avrebbero potuto essere utilizzate per la fabbricazione di tali armi. Il generale Amer Hammoudi al-Saadi, consigliere scientifico di Saddam si è arreso e sostiene che non esistono armi di distruzione di massa. Non è credibile, dice Blix. Colin Powell in febbraio ha presentato del materiale discutibile dinanzi al Consiglio di Sicurezza. Immagini di satelliti spia di un «sito di armamenti» prima e dopo la visita degli ispettori a settimane di distanza. E ora gli USA ammettono che quel materiale di intelligence è un falso preparato da una agenzia di intelligence occidentale, probabilmente lo MI6 o il Mossad. La domanda ovvia è: se il presidente Saddam aveva queste armi perché non le ha usate?

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    2/ Dov’è Saddam?
    di red

    Ci sono molte voci, tra cui quella di una fuga in Bielorussia e quella secondo cui vivrebbe in un intricato labirinto di gallerie sotto i suoi palazzi di Baghdad. Sappiamo che queste gallerie esistevano, ma Saddam non si sarebbe mai rinchiuso in un palazzo senza possibilità di fuga. Non ci sono prove certe di controfigure apparse in pubblico. Il suo giretto in città di 12 giorni fa ripreso dalla televisione era autentico, hanno detto due testimoni. Non è stato ucciso nel bombardamento del quartiere di Mansur a Baghdad. Sono stati recuperati 14 cadaveri, tutti civili. Si è tentati di pensare che abbia preso la strada di Damasco. Le relazioni tra Damasco e Baghdad sono migliorate negli ultimi tre anni, in parte perché la Siria sospettava che un crollo dell’Iraq l’avrebbe messa nel mirino dell’America.Ma ospitare il presidente Hussein sarebbe come invitare un missile Cruise nel proprio palazzo presidenziale. E se da Damasco fosse volato in Bielorussia o magari in Russia?
    Gli americani non riescono a trovare il ministro iracheno dell’Informazione, Mohammed Saeed al-Sahaf. Gli iracheni già parlano di «complotti», il più pericoloso dei quali consisterebbe nel fatto che gli americani, come già nel 1991, gli avrebbero consentito di sopravvivere e avrebbero intenzione di rilanciarlo sulla scena.

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    3/Che ne è dei presunti legami con Al Qaeda?
    di red

    Dopo gli attentati dell’11 settembre, l’amministrazione Bush ha parlato di presunti legami tra Al Qaeda e l’Iraq in modo da poter spostare l’attenzione sul regime di Saddam Hussein. La campagna è stata un successo: circa metà degli americani credono che Saddam sia stato responsabile delle atrocità. Nel suo discorso di febbraio dinanzi al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Colin Powell, Segretario di Stato USA, parlò di un «nesso sinistro» tra Baghdad e esponenti di spicco di Al Qaeda. In gennaio Tony Blair ha detto ad una commissione di parlamentari: «stando ad alcune informazioni dei servizi segreti ci sarebbero collegamenti tra membri di Al Qaeda e cittadini iracheni. Non posso dire di più. E con questo non intendo giustificare quello che stiamo facendo».
    A febbraio lo stato di allerta contro il terrorismo negli USA fu portato da giallo ad arancione – il secondo livello più alto - sulla base di una «confluenza di intelligence» secondo cui Al Qaeda si apprestava ad effettuare altri attentati nel giro di qualche giorno. Ma non ci sono prove che l’Iraq sia stato implicato negli attentati dell’11 settembre. C’è una profonda divisione ideologica tra Al Qaeda, composta da estremisti islamici, e il partito laico Baath.

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    4/Come ne esce la Ue?
    di red

    La UE è profondamente spaccata. Paesi fondatori quali l’Italia e l’Olanda hanno appoggiato la guerra e l’America contro il parere di altri paesi fondatori quali Francia, Germania e Belgio.
    La Gran Bretagna ha messo insieme una alleanza Atlantica che va dalla Spagna e dal Portogallo a quasi tutti i nuovi membri dell’Europa centro-orientale. Potrebbe essere, per dirla con le parole di Ronald Rumsfeld, la «Vecchia Europa» contro la «Nuova Europa». Ma qual è la vecchia e quale la nuova? Jacques Chirac sostiene che la nuova Europa dovrebbe avere la forza e l’unità di intenti per offrire un punto di riferimento alternativo e democratico sulla scena internazionale, un punto di riferimento non appiattito sugli USA né anti-americano. Tony Blair sostiene che l’Europa può avere una voce efficace nel mondo solo eliminando il sospetto che intende costruire la sua forza e la sua influenza a spese degli USA. Può anche darsi che i nuovi membri dell’Europa, entrando nell’Unione divengano più euro-centrici.

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    5/Le Nazioni Unite hanno ancora un peso?
    di red

    C’è chi dice che Usa e Gran Bretagna - avendo con tale decisione preso nelle loro mani in diritto internazionale a nome dell’ONU – abbiano emarginato le Nazioni Unite per sempre. Ma quale precedente costituisce l’Iraq per risolvere problemi legati alle armi di distruzione di massa in altri paesi quali la Corea del Nord, l’Iran o il Pakistan? Anche i falchi più aggressivi di Washington non possono sostenere che l’invasione preventiva è il modo giusto per affrontare la questione dei paesi canaglia. E la Gran Bretagna non seguirebbe gli USA su questa strada. Alla fine, quindi, USA e Gran Bretagna potrebbero essere costrette a far ritorno in seno alla comunità internazionale sia perché contribuisca alla ricostruzione dell’Iraq sia perché eserciti pressioni diplomatiche per il disarmo di altri paesi. L’interrogativo importante è «quali Nazioni Unite?» La Russia sta già adulando sfacciatamente gli USA parlando di una riforma che avrebbe tra gli altri obiettivi quello di eliminare il diritto di veto della Francia e della Gran Bretagna. Dopo aver sfidato gli USA una volta, la Francia intende mettersi alla testa di una permanente coalizione anti-americana in seno all’ONU? Secondo alcuni segnali Parigi preferirebbe ricucire i legami con Washington e Londra giocando in futuro un ruolo più ambiguo.

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    6/Chi ha bombardato i mercati?
    di red

    Nel secondo dei due bombardamenti, quello al mercato di Shuala, un uomo anziano e analfabeta ha mostrato una scheggia di un missile che mostrava chiaramente come facesse parte di uno stock americano prodotto dalla Raytheon. L’attacco al mercato di Shaab ha aperto due crateri sulle due corsie opposte della carreggiata. La contraerea irachena non avrebbe mai potuto produrre due crateri perfettamente equidistanti, sebbene gli alleati abbiano continuato ad insistere sulla responsabilità degli iracheni.

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    7/C’è una crisi umanitaria?
    di red

    Non una crisi, alcune crisi. La guerra non ha fatto altro che aggravare l’impatto delle sanzioni e della povertà in gran parte del paese, un paese nel quale il 60% della popolazione dipendeva dagli aiuti alimentari ancor prima della guerra.
    Gran parte dell’Iraq non è ancora sicuro e quindi le Nazioni Unite e le altre agenzie umanitarie non possono operare efficacemente. Le agenzie umanitarie sostengono che la distribuzione militare è spesso male organizzata. Paul Mylrea, un portavoce della Oxfam, ha detto che c’è carenza d’acqua in alcune zone e che gli ospedali, già in crisi a causa delle sanzioni e dei combattimenti, sono stati saccheggiati. A Baghdad la Croce Rossa ha detto che su 32 ospedali solo 3 sono in funzione. Acqua ed elettricità mancano tuttora in quanto una serie di controversie intorno al pagamento degli stipendi ha fatto sì che i dipendenti delle aziende non siano tornati al lavoro. A Umm Qasr secondo l’Unicef il tasso di diarrea negli ospedali è dieci volte superiore alla normalità. Nella regione settentrionale di Mosul-Dahuk la mancanza di energia elettrica causa anche la mancanza di approvvigionamenti idrici. L’acqua è un grosso problema anche a Nassiriyah dove anche una autobotte è stata saccheggiata. Le agenzie umanitarie stimano che ci sono 800.000 persone che hanno abbandonato la loro casa nel nord dell’Iraq.

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    8/Sono state rispettate le convenzioni di Ginevra?
    di red

    Le Convenzioni di Ginevra fanno esplicito riferimento al saccheggio e ai diritti delle «persone protette». Il divieto del saccheggio compariva già nella Convenzione dell’Aja del 1907. Le persone «protette» sono anche quelle in presenza delle parti belligeranti – ragion per cui il bombardamento di civili nel ristorante di Mansur è una chiara violazione delle Convenzioni. Gli USA hanno ammesso che sapevano che il quartiere di Mansur era una zona residenziale e che un attacco non sarebbe stato «esente da rischi». Ma hanno bombardato lo stesso. I civili sono stati bombardati nella zona di Hillah con bombe a grappolo. Mentre il loro impiego è vietato contro i civili. Le Convenzioni di Ginevra sono state scritte dopo la Seconda Guerra Mondiale quando la maggior parte dei saccheggi e delle violenze erano opera degli Stati e degli eserciti, resta quindi da vedere se il saccheggio ad opera di «sconosciuti» rientra nell’ambito della fattispecie prevista dalle Convenzioni. Ma gli eserciti di occupazione hanno il dovere di proteggere i civili e le proprietà sotto il loro controllo - si tratti di ministeri o di musei. Gli USA non lo hanno fatto. Gli alleati hanno detto che i soldati iracheni indossavano abiti civili per combattere. È vero. Ma il loro paese era oggetto di una invasione. Gli inglesi si sarebbero messi in divisa per combattere un eventuale esercito di invasione nazista durante la seconda guerra mondiale?

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    9/Quante persone sono morte in guerra?
    di red

    Tra gli alleati: 119 americani, quattro ancora dispersi; 30 inglesi. Secondo i militari americani, sono morti oltre 3.650 combattenti iracheni, almeno 2.320 a Baghdad. L’Iraq non ha fornito dati in ordine alle perdite tra i militari. Secondo fonti irachene sarebbero morti prima del 3 aprile 1.254 civili. Dopo di allora non sono stati forniti altri dati. Oltre 5.000 i feriti.

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