Iraq, poliziotti in outsourcing
La Dyncorp Contratto da 22 milioni di dollari per rifare la polizia, così gli Usa privatizzano l'ordine pubblico iracheno
I precedenti Accuse di traffico d'armi, donne e passaporti in Kosovo e in Bosnia Ma i «private military contractors» hanno l'immunità
JOHN ANDREW MANISCO
L'anarchia, i saccheggi, le violenze che si registrano quotidianamente in Iraq insieme alle difficoltà delle forze combinate di marines ed ex funzionari della polizia di Saddam nel ristabilire l'ordine nel paese rivelano, ha dichiarato un funzionario del Pentagono al New York Times, come ci sia «bisogno di qualcosa di più aziendale ed efficiente con più chiare direttrici di comando e responsabilità». E così la Casa Bianca ha affidato per un anno un contratto esclusivo di 22 milioni di dollari alla società Dyncorp per creare una forza di polizia irachena. Si stima che negli anni successivi il totale del contratto potrebbe raggiungere il mezzo miliardo di dollari.La Dyncorp è tra le più potenti società private statunitensi appartenenti alla crescente galassia dei private military contractors (appaltatori militari privati), aziende che vendono «servizi» militari e amministrativi al Pentagono e al dipartimento di Stato. Sono mesi che da uno dei suoi uffici vicino a Fort Worth, Texas, la Dyncorp arruola poliziotti in servizio o in pensione per prestare servizio in Iraq. La campagna di arruolamento offre lavoro a «individui con esperienza e competenza per partecipare ad uno sforzo internazionale per ristabilire funzioni di polizia, di giustizia e carceri nell'Iraq post-conflitto». I candidati devono essere cittadini americani con un minimo di 10 anni di servizio giurato nelle forze di polizia statunitensi, non è necessario conoscere l'arabo, saper guidare un veicolo senza cambio automatico invece sì. Il salario offerto è di 80.000 dollari all'anno più un «bonus pericolo», e i contratti di assunzione vanno da tre mesi ad un anno. La Dyncorp spera «di avere persone sul territorio entro due, al massimo quattro settimane». Il problema (non certo per l'amministrazione Bush) è che dipendenti dell'azienda sono stati in passato accusati di aver trafficato in prostitute, commercio di armi e frode mentre prestavano servizio nelle forze di polizia dell'Onu in Bosnia e nel Kosovo. Il 26 novembre 2002 un tribunale inglese ha ordinato alla Dyncorp di pagare circa 71.500 euro alla signora Kathryn Bolkovac per licenziamento ingiustificato. La Bolkovac era stata assunta dalla Dyncorp nel 1999 per prestare servizio come controllore Onu della polizia internazionale in Bosnia. Venne licenziata quando denunciò che addestratori della polizia della Dyncorp frequentavano discoteche dove ragazze di quindici anni venivano costrette a ballare nude e prestare servizi sessuali ai clienti e che personale dell'Onu era coinvolto in un traffico di prostitute. La Bolkovac ha dichiarato di essere stata licenziata perché le sue denunce mettevano in pericolo il «lucroso contratto» della Dyncorp. «Ero disgustata, atterrita, indignata», ha dichiarato la Bolkovac. «Dovevano essere lì per aiutare, ma commettevano crimini loro stessi. Quando ho informato i supervisori, non volevano sentire o sapere».
Nel 2001 un altro impiegato della Dyncorp, Ben Johnson, meccanico per gli elicotteri del Pentagono Apache e Black Hawk nel Kosovo, ricorse a un tribunale del Texas contro il suo datore di lavoro. Johnson afferma di aver scoperto verso la fine del 1999 che «impiegati e supervisori della Dyncorp erano coinvolti in comportamenti perversi, illegali ed inumani, commerciavano illegalmente in armi, donne e passaporti falsi». La causa aggiunge che «Johnson era presente mentre colleghi e supervisori letteralmente compravano e vendevano donne per il proprio piacere (tra cui una bambina di 12 anni), che impiegati della Dyncorp si vantavano della giovane età e delle prestazioni particolari delle schiave che avevano comprato». A Insight Magazine, Johnson ha descritto in questo modo la compagnia da cui era stato licenziato: «La Dyncorp è veramente immorale, violano qualsiasi regola che riescono a violare». «Lo slogan della Dyncorp in Bosnia - continua Johnson - è: a noi non serve altro che un corpo caldo».
Poche settimane dopo la sentenza del tribunale britannico a favore della Bolkovac, la Dyncorp ha raggiunto un accordo extragiudiziario con Ben Johnson. A parte due o tre articoli usciti sui grandi media, di questi fatti non si è più parlato negli Stati uniti. Alcuni degli accusati vennero licenziati dalla Dyncorp ma non processati perché il contratto (ancora in vigore) è sottoposto alle condizioni dell'accordo di Dayton che garantisce l'immunità ai dipendenti dei vari «private military contractors» operanti in Bosnia Herzegovina o nel Kosovo. La Dyncorp ha tuttora 450 poliziotti americani in sevizio presso l'Onu in Bosnia.
Fondata nel 1946 da piloti veterani della seconda guerra mondiale con il nome di California Eastern Airways, la compagnia aveva iniziato con la gestione di aerei da carico per il Pentagono. Grazie a buoni contatti militari, ottiene appalti per trasportare rifornimenti e truppe americane nella guerra di Corea. Durante la guerra del Vietnam, la Dyncorp aveva tremila impiegati dislocati nel paese, con funzioni di manutenzione degli elicotteri Huey e altri aerei militari. Negli ultimi anni la Dyncorp ha ricevuto una miriade di contratti dal governo Usa: la gestione di cucine di campo per i soldati americani acquartierati in giro per il mondo, il mantenimento di tutti i dati del dipartimento di giustizia americano, la manutenzione di tutti gli aerei «executive» del governo americano compresi l'aereo del vice presidente e gli elicotteri del Presidente, la gestione diretta di campagne aeree di eradicazione della coca in Colombia, Bolivia e Perù, il trasporto e la manutenzione di materiale bellico e di apparati di comunicazione ai ribelli nel sud del Sudan, il servizio di sicurezza privata per il presidente afghano Hamid Karzai, la gestione di basi di addestramento per le forze armate della Gran Bretagna in Inghilterra, la compartecipazione con altre aziende americane nello sviluppo di vaccini, antidoti chimici e antitossine per difendere il territorio americano da attacchi terroristici biochimici, persino la gestione delle riserve petrolifere strategiche d'emergenza degli Stati uniti.
Già prima di ottenere il contratto per mandare poliziotti americani in Iraq, la Dyncorp ne aveva un altro per garantire con appositi guardiani armati la sicurezza per le installazioni delle forze armate Usa nel Qatar. Il contratto impone alla Dyncorp di creare un proprio programma di controllo di qualità, e malgrado l'impegno a incontrare periodicamente le autorità governative americane, permette alla stessa compagnia di applicare «procedimenti per azioni correttive indipendenti dalla direzione governativa». Il contratto autorizza i dipendenti ad usare «deadly force», cioè a uccidere, e ad aver accesso a informazioni segrete.
Il segretario alla difesa Donald Rumsfeld vuole rendere sempre più flessibili, veloci e tecnologicamente avanzate le forze armate americane, per questo gli appaltatori militari privati avranno un ruolo sempre più importante in questa strategia di guerra permanente. Per rendersi conto dei cambiamenti già avvenuti basta paragonare tra loro due dati: nella prima guerra del Golfo il rapporto tra impiegati privati e soldati era di circa 1 ogni 50-100, nella guerra appena terminata il rapporto è di un impiegato privato ogni 10 soldati. Un più importante vantaggio di questa strategia lo ha spiegato la parlamentare Janice Schakowsky dell'Illinois: «I contribuenti americani stanno inconsapevolmente finanziando una guerra privata con soldati privati. Come riuscirà mai a sapere per che cosa vengono usati i suoi dollari? Se esiste la possibilità di un nuovo "incidente del Tonchino" privatizzato, allora il popolo americano ha il diritto ad avere un dibattito pubblico su questa nuova strategia prima che essa continui». E poi ha chiesto: «Stiamo appaltando questi servizi per evitare uno scrutinio pubblico, controverso e imbarazzante sulle attività del nostro governo? Per nascondere ai media i sacchi di plastica che contengono i caduti di guerra e così proteggerli dall'opinione pubblica? O non è per garantire l'irresponsabilità giuridica, la «deniability», grazie al fatto che questi appaltatori militari privati non sono soggetti alle stesse regole dei soldati delle forze armate?»
Il 7 marzo 2003 la Dyncorp è stata comprata dalla Computer Sciences Corporation, un'azienda aggiudicataria di munifici contratti per sviluppare il sistema delle «guerre stellari» voluto da Bush. I dirigenti delle due compagnie prevedono ricavi fino a 6 miliardi di dollari dai contratti con il governo federale. Insieme, le due società hanno circa 40.000 impegati e prestano servizi al governo americano in 750 luoghi nel mondo. Il presidente della Dyncorp, Paul Lombardi, ha spiegato le ragioni per cui era così favorevole a questa fusione dei due colossi del complesso militare industriale americano: ottenere nuovi contratti federali dopo l'11 settembre e dopo la creazione del nuovo ufficio della Homeland Security, della sicurezza interna. «Siamo veramente una centrale di forza motrice nella trasformazione del governo federale. I contratti offerti sono immensi - ha dichiarato Lombardi al Dallas Business Journal - una compagnia sola non può avere tutto. Stiamo assistendo ad un vero consolidamento industriale». Lombardi continuerà a dirigere la Dyncorp (privata) per altri sei mesi. Poi è già pronto un posto da dirigente nella nuova agenzia (pubblica) dell'Homeland Security.
fonte manifesto del 20 aprile




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