ROMA - I premi sull'Rc auto sono volati alle stelle: dall'avvio della liberalizzazione, sono in media, raddoppiati. E, nel caso di alcuni profili tariffari, hanno anche registrato picchi del triplo, il quadruplo, ma anche il quintuplo rispetto a 9 anni fa. Come dire: la liberalizzazione non ha funzionato, ha fallito nel suo principale obiettivo, quello di far scendere i prezzi.
Colpa delle compagnie - sottolinea l'Antitrust - alle prese con un fortissimo aumento dei costi (+70% dal 1992) che si sono mosse in modo omogeneo, limitandosi a trasferirlo sulle polizze. Ma anche dei consumatori che senza arrivare ai casi limite delle truffe, tendono ad approfittare gonfiando le richieste di risarcimento.
INDENNIZZO DIRETTO: PRO E CONTRO - Il garante chiude - dopo oltre 6 anni - la sua indagine sul settore e nelle conclusioni anticipate oggi (l'intero dossier e' atteso tra una decina di giorni), lancia la sua proposta: introdurre l'indennizzo diretto compagnie-assicurato, come primo passo per affrontare il problema e far scendere le tariffe. Una proposta che vede il Governo - per voce del sottosegretario alle attivita' Produttive, Mario Valducci - possibilista. Ma che non incontra il favore delle compagnie secondo le quali il processo di cambiamento sarebbe lungo e laborioso. Ed i risultati incerti, dice l'Ania. La rotta va cambiata - suggerisce comunque il team di Tesauro - e la ricetta per introdurre piu' concorrenza e raggiungere l' obiettivo dell'abbattimento dei prezzi delle polizze resta, in primo luogo, quella dell'indennizzo diretto. Il Garante si rifa' al modello francese - ''che ha dato buoni risultati'', ricorda - e propone quindi che siano direttamente le compagnie a risarcire il proprio assicurato. Salvo poi rifarsi sull'assicurazione del conducente del veicolo che ha causato il sinistro. Ma non a pie' di lista: la compensazione dovrebbe avvenire in modo forfettario, su parametri cioe' prefissati. Un meccanismo che ''ritengo personalmente valido'' sottolinea Valducci ricordando che il tema e' tra quelli che saranno esaminati in vista della messa a punto del Testo Unico sulle Assicurazioni. L'Ania prende invece le distanze: introdurre questo strumento richiederebbe lunghe e complicate modifiche normative mentre studi preliminari non danno garanzie sui risultati, dicono le compagnie che oggi sottolineano comunque aver portato a casa un risultato. Di essersi viste cioe' riconoscere dal Garante il fatto che i rincari degli ultimi anni sono legati all'aumento dei costi. ''Sono solo ipotesi'', precisa comunque Tesauro ricordando che ''ogni decisione spetta al legislatore''. Ma il metodo puo' funzionare. E cosi', partendo dal meccanismo dell'indennizzo diretto secondo la ricetta di Tesauro dovrebbero cadere, come effetto domino, gli agenti monomandatari, il cid e l'accordo Ania-carrozzieri. E dovrebbe, in tempi brevi, essere istituita una tariffa unica nazionale per il danno biologico.
POLIZZE ITALIANE ALLE STELLE - Il vizio nell'attuale sistema che ha visto le polizze italiane crescere in media piu' di quelle Ue (11,6 contro il 4,8% solo nel 2002) registrando dal '96 al 2001 rincari medi del 100%, sottolinea l'Antitrust e' legato a due fattori principali: la struttura verticale produttori-distributori, gli agenti cioe' legati ad una sola compagnia, e ''la terziarieta' dell' indennizzato'' che non e' cliente dell'assicurato che deve effettuare il rimborso. Un sistema quello attuale cioe' dove nessuno e' incentivato a mettere in campo ''atteggiamenti virtuosi'' ed a combattere un artificiale lievitazione dell' ammontare dei rimborsi. Ed anche gli strumenti promossi dalle compagnie, come l'accordo Ania-carozzieri, si sono rivelati in tale contesto controproducenti. Niente piu' quindi - suggerisce Tesauro - convenzione unica con i riparatori ma accordi tra le singole imprese e le autofficine che consentano alle compagnie di proporre al proprio assicurato la possibilita' di riparare il danno direttamente, in alternativa dell' indennizzo in denaro. Bisogna, insomma, cambiare rotta - suggerisce Tesauro - e disinnescare il meccanismo che ha portato, in situazioni particolari, ad aumenti ''eccezionalmente elevati''. Come nel caso di Napoli e provincia - che si conferma tra i luoghi piu' tartassati d'Italia sul fronte rc auto - dove un neoassicurato oggi si ritrova a pagare una polizza del ciclomotore 19 piu' alta di quella in vigore, per lo stesso motorino, 9 anni fa. E dove, il caro-assicurazione a volte arriva a prezzi uguali al valore dello stesso ciclomotore. I consumatori intanto plaudono. E, con i loro dati alla mano, rincarano la dose: tra il '96 ed il 2002 - afferma l'Intesa - a fronte di un inflazione salita del 18,7% il costo delle polizze e' aumentato del 113,3%. Solo nel 2002 il rincaro medio per ogni polizza ha superato le vecchie 150 mila lire, prosegue l'Intesa, soddisfatta di aver trovato ''conferma sulle analisi piu' volte denunciate''. L'Aduc, da parte sua, da' invece il ''benvenuto'' alle conclusioni del Garante sollecitando il legislatore a tenerne conto. Mentre Tesauro suggerisce la sua ricetta per una maggiore competitivita' Valducci annuncia anche una novita': una piu' dura azione sul fronte della sicurezza stradale con penalizzazioni sui risarcimenti nel caso in cui sia provato, a fronte di un incidente, il non rispetto delle regole sulla sicurezza stradale. Come l'uso delle cinture o del casco. A nome dei sindacati, Guglielmo Epifani e Luigi Angeletti hanno chiesto che governo e Parlamento rivedano ''radicalmente'' il decreto Marzano che blocca i ricorsi contro le compagnie.




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