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  1. #1
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    Thumbs down Immigrati raddoppiati in 5 anni

    Tutte le comunità regione per regione. Ecco chi sono e dove abitano
    Due milioni e 800 mila stranieri hanno scelto il nostro Paese
    La mappa degli immigrati d'Italia
    Raddoppiati in cinque anni

    di VLADIMIRO POLCHI


    ROMA - Gli indiani di Vicenza, i cinesi di Prato, i tunisini di Mazara del Vallo. I "nuovi italiani" ridisegnano la geografia del paese. Comunità sempre più numerose si sovrappongono ai confini regionali. Le loro mappe dell'Italia sono un vestito d'Arlecchino: tante "pezze" quanti sono i colori delle etnie.

    Gli stranieri residenti nella penisola sono 2milioni e 800mila (stime Caritas); come in Spagna e Gran Bretagna, meno che in Germania (7,3 milioni) e Francia (3,5 milioni). Su 23 milioni d'immigrati presenti nell'Ue, più di un decimo si trova da noi.; rappresentano ormai il 5% della popolazione. In grandi città, come Roma e Milano, sfiorano il 10%. Ma chi sono questi nuovi cittadini? Per lo più albanesi (316mila), marocchini (294mila), rumeni (248mila), cinesi (111mila) e ucraini (93mila). Il 20,7% in più di un anno fa. Il record della crescita spetta agli ucraini, passati in 3 anni da 9mila a 93mila residenti.

    Non sono da meno i rumeni (da 75mila a 248mila presenze). Impressionante anche il boom cinese: dai 47mila del 2001 agli 111mila del 2005. La popolazione migrante ha raggiunto l'equilibrio demografico: uomini e donne si equivalgono. La provincia più "femminilizzata" è Napoli (con il 62,3% di immigrati donne).

    Quale dio pregano i "nuovi italiani"? Secondo le stime Caritas/Migrantes, il 49,5% degli immigrati è cristiano: 22,6% cattolici, 20,3% ortodossi, 4,7% protestanti. I mussulmani (in crescita) sono il 33%, gli ebrei lo 0,3%. I fedeli di culti orientali sono il 4,3%: 2,4% induisti e 1,9% buddisti.

    Dove vivono? Il 63,5% degli immigrati nel Nord, il 24% al Centro e solo il 12,5% nel Mezzogiorno. Tra le province, prima Roma (340mila presenze), poi Milano (con 300mila), Torino e Brescia (100mila), Padova, Treviso, Verona, Bergamo, Modena, Firenze e Napoli (con 50-70mila stranieri residenti).

    I diversi gruppi etnici si distribuiscono sul territorio a macchia di leopardo: i marocchini abitano in prevalenza in Lombardia (70mila), Veneto (40mila) ed Emilia Romagna (46mila). Gli albanesi sono la maggioranza in Toscana (42mila), Umbria (11mila), Marche (15mila) e Puglia (18mila). I rumeni popolano Lazio (55mila) e il Piemonte (44mila). Gli ucraini sono la prima comunità in Campania (22mila), gli ecuadoregni in Liguria (13mila), i tunisini in Sicilia (13mila).

    Ingrandendo nel dettaglio, si scopre che Milano è ormai la seconda patria dei filippini (sono 24.052), a Roma dominano i rumeni (23.148), mentre Napoli è contesa tra ucraini (2.874) e cingalesi (2.093). Il comune italiano con più tunisini è Mazara del Vallo. Non c'è da stupirsi poi se passeggiando per le vie di Luzzara (Reggio Emilia) o Arzignano (Vicenza) capiti d'incontrare famiglie di indiani Sikh. E a Corridonia (Macerata), gli 845 pachistani residenti collaborano alla celebrazione del Natale.

    (26 gennaio 2006)


  2. #2
    massimospreti
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    un ottimo risultato per un governo con leghisti e missini, ma chi comanda sono i padroni di forza italia e a loro fanno comodo immigrati da impiergare come domentici nelle loro ville e nelle loro fabbriche.
    Immigrati raddoppiati in 5 anni e il popolo che ne subisce le conseguenze, forse ci salverà il voto a FORZA MUOVA.

  3. #3
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    Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni circostanza, ma mai in ogni circostanza e in ogni epoca si potrà avere la libertà senza la lotta!
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    Citazione Originariamente Scritto da amospiazzi
    forse ci salverà il voto a FORZA MUOVA.

  4. #4
    Blut und Boden
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    Citazione Originariamente Scritto da amospiazzi
    un ottimo risultato per un governo con leghisti e missini, ma chi comanda sono i padroni di forza italia e a loro fanno comodo immigrati da impiergare come domentici nelle loro ville e nelle loro fabbriche.
    Immigrati raddoppiati in 5 anni e il popolo che ne subisce le conseguenze, forse ci salverà il voto a FORZA MUOVA.
    FORZA MUOVA, forse, potrà salvare la penisola, a sud della Linea Gotica; in Padania serve solo la Lega Nord, anche solo quella attuale, che non è un gran che ma è, e deve rimanere, senza alternativa.

  5. #5
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    L'immigrazione non è un problema di partiti. E' un problema molto più ampio e complesso.

    I padani non vogliono gli immigrati però assumono badanti. A tanti impresari o imprenditori che magari subiscono rapine nelle loro ville fa comodo il lavoro extra-comunitario. Per molti capitali occidentali, piccoli e grandi, l'immigrazione è una valvola di sfogo "filantropica" che copre l'assenza di volontà di creare, nei paesi interessati dai flussi, condizioni di vita migliori.

    La stessa Lega, temo, è funzionale a catalizzare il malcontento e portarlo in seno alla politica del piccolo compromesso.

    L'immigrazione nasce alla radice di questa società: nasce nella sua ipocrisia, nella sua "provincialità" (nel senso peggiore che può assumere questo termine), nel suo individualismo, nel suo disimpegno. E' un fio, un contrappasso.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da ZENA
    L'immigrazione non è un problema di partiti. E' un problema molto più ampio e complesso.

    L'immigrazione nasce alla radice di questa società: nasce nella sua ipocrisia, nella sua "provincialità" (nel senso peggiore che può assumere questo termine), nel suo individualismo, nel suo disimpegno. E' un fio, un contrappasso.
    Su questo non c'è alcun dubbio.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da ZENA

    L'immigrazione non è un problema di partiti. E' un problema molto più ampio e complesso.
    L'immigrazione o meglio l'invasione, coincide con la caduta del Muro e la oggettiva "vittoria" del "capitalismo" sul "comunismo", impersonato quest'ultimo dalla superpotenza sovietica, satelliti europei e un da un gran numero di paesi cosidetti "non allineati", del terzo e quarto mondo che guardavano con favore l'esperienza dell'Urss e ne applicavano spesso programmi e metodi.

    Nel bene e nel male questa contrapposizione ha funzionato da ottimo deterrente contro la globalizzazione, la cancellazione delle frontiere, la fine della sovranità all'interno degli stati.
    Chiaro che la "sovranità limitata" nella concezione Brezhneviana all'interno delle aree di influenza sovietica, era aberrante e antidemocratica, tuttavia consentiva una sostanziale impenetrabilità delle frontiere di ogni stato.

    In questo ambito i commerci e il mercato non hanno smesso di funzionare; anzi, i controlli alle frontiere associati agli accordi multilaterali tra i due blocchi, avevano il pregio di creare una virtuosa selettività nello scambio di beni e servizi, con soddisfazione di entrambe le parti.

    A ragion veduta e assaporato le delizie della globalizzazione, mi viene voglia di dare ragione a quella volpe di Andreotti che, rispondendo a una domanda sulla possibile riunificazione tedesca negli anni 80, con il ritiro dei sovietici dall'Est Europa, rispose agli interlocutori dicendo che amava così tanto la Germania da desiderarne due...........

  8. #8
    Blut und Boden
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    Citazione Originariamente Scritto da Maxadhego
    In questo ambito i commerci e il mercato non hanno smesso di funzionare; anzi, i controlli alle frontiere associati agli accordi multilaterali tra i due blocchi, avevano il pregio di creare una virtuosa selettività nello scambio di beni e servizi, con soddisfazione di entrambe le parti.
    Sicuro?
    I commerci, quelli del grande capitale, hanno imperato prima e dopo il crollo del Muro, da loro deciso.
    Quelli "gentilmente" concessi ai popoli, erano marginali e ininfluenti.

  9. #9
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    Saranno dati sbagliati, secondo qualcuno infatti "Berlusconi premier ha rispettato i patti: insieme abbiamo cambiato il mondo"...


  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Eridano
    Sicuro?
    I commerci, quelli del grande capitale, hanno imperato prima e dopo il crollo del Muro, da loro deciso.
    Quelli "gentilmente" concessi ai popoli, erano marginali e ininfluenti.
    guarda che non sto mica esaltando quel sistema; l'ho solo comparato con le attuali delizie; ognuno poi ne faccia le opportune valutazioni.
    ciao
    M

 

 
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