Piccoli Bossi crescono
In Val Vigezzo cinquanta aspiranti Senatùr studiano la secessione alla "scuola politica federale". Tre giorni sui banchi per festeggiare il 25 aprile alla maniera padana.
di Luca Gelmini
ROMA - Altro che Marzabotto o la Risiera di San Sabba, il 25 aprile i leghisti doc si dirigono in Val Vigezzo, dalla parti di Domodossola. E non solo per stare "lontani dalle strumentalizzazioni della sinistra" e dalla odiate bandiere rosse che sventoleranno nelle piazze d'Italia. Zaino in spalla e fazzoletto verde al collo, i fedelissimi di Alberto da Giussano salgono in montagna perché è qui, in un minuscolo paesino del piemontese, Malesco, che si forma la nuova classe dirigente del partito.
Per la felicità di Bossi che è sempre alla ricerca di uomini nuovi e preparati, apre domani, proprio in coincidenza con la festa della Liberazione, la "scuola politica federale" ovvero il think-tank, il laboratorio culturale in salsa lumbard.
In una riedizione delle "Frattocchie", la scuola di formazione politica avrà il compito di forgiare la terza generazione del Carroccio. Ragazzi dai 18 ai 30 anni pronti a fare le scarpe ai vari Castelli, Maroni e Calderoli. L'idea è venuta al Movimento dei giovani padani, ed è subito piaciuta ai parlamentari di Roma e ai maitre a penser sparsi qua e là nel profondo Nord. Alain de Benoist, il filosofo no-global, cantore della Nuova destra francese è sicuramente il più atteso. Ma le orecchie delle nuove leve leghiste saranno tese anche ad ascoltare le forbite lezioni di Gilberto Oneto, il padanologo per eccellenza che ha preso il posto del compianto Miglio.Gli altri relatori sono l'onorevole Bricolo (il più amato da giovani), don Ugolino Giugni, Giuseppe Baiocchi, l'ex direttore della Padania ora vice della Buttiglione al Gr Rai e il professore universitario Edoardo Zarelli.
"Non parleremo di attualità, voliamo più alto", fanno sapere gli organizzatori. E va detto che il programma della "tre giorni" piemontese (da venerdì a domenica) è di tutto rispetto. Tra " riflessioni, bilancio della scuola politica e stesura comune di un documento", relazioni che trattano argomenti tipo "dall'Unità d'Italia alla liberazione della Padania" e sveglie all'alba in perfetto stile monastico, gli studenti leghisti non avranno certo il tempo di annoiarsi. "Non è un incontro pubblico, siamo qui per imparare".
E per spezzare la monotonia delle lezioni? No problem. Le escursioni in montagna, per esempio, costituiranno un ottimo svago. Per l'occasione è stato arruolato Francesco Gaiardelli, più noto come Medioman. Il giovanotto che nel Grande Fratello vestiva in kilt scozzese e suonava la cornamusa è di casa e sta diventando un bastione della padanità da quando ha deciso di candidarsi alle elezioni provinciali di Verbania nelle liste della Lega Nord. Dicono anche sia un "autonomista convinto", passione che gli ha tramandato il padre "ossolano".
Già, perché il desiderio mai sopito, anche tra gli aspiranti Senatùr, è la secessione e l'indipendenza della Padania, "ma ora ci accontentiamo della devolution". E Bossi? I suoi giovani epigoni lo adoreranno, ma a distanza. Non volevano disturbarlo con la campagna elettorale alle porte e così hanno deciso di non invitarlo, ma, statene certi, il suo spirito battagliero alleggerà ovunque. Ultima annotazione sul costo: verrà 100 euro, albergo e cene comprese. Peccato però che i posti siano già tutti presi. "Abbiamo ricevuto centinaia di adesioni ma potranno partecipare solo in cinquanta, i migliori tra di noi".
(24 APRILE 2003, ORE 15:00)
Il mio commento: ma andate a fare in...




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