Mai, dalla fine della guerra in poi, si era visto un presidente del Consiglio disertare le celebrazioni del 25 aprile.
Berlusconi è stato il primo.
Per il secondo anno consecutivo il nostro presidente del Consiglio si rifiuta di partecipare alle celebrazioni del 25 aprile. Giorno in cui si commemora, lo ricordo agli smemorati, la liberazione del nostro paese dalla tirannia nazifascista e non la nascita di Stalin. Mentre Ciampi, sin dal primo giorno del suo insediamento, compie opera meritoria di pacificazione tra gli italiani sforzandosi di risvegliare in noi quel tanto di amor di Patria, rispetto per le Istituzioni della Repubblica e attaccamento alla Bandiera che solitamente esibiamo solo durante le partite della nazionale, il primo Ministro, digiuno non solo di storia ma di tutto quel che non lo riguarda direttamente da vicino, non perde occasione per dividere gli italiani.
E' solo ignoranza storica la ragione di tale comportamento? No, c' è dell' altro. Tutti conosciamo lo stato di grazia che avviluppa Berlusconi durante le campagne elettorali. Quelli sono i giorni nei quali i politici vendono sogni e promesse agli elettori e lui, da grande venditore di fumo qual' è, dà il meglio di sé. E' nel suo elemento. Come stupirsi dunque ch' egli ambisca a far durare 5 anni le campagne elettorali, intimamente conscio com' è della sua inadeguatezza a ricoprire il ruolo di primo Ministro sentendosi più tagliato per quello di capofazione?
E quindi sopportiamo serenamente quest' altro vilipendio (dopo quello della "Costituzione bolscevica") alla memoria storica della Nazione da parte di una delle maggiori cariche della Stato. Carica che quella memoria dovrebbe invece preservarla
I Berlusconi passano, la storia e la Costituzione nata dalla Resistenza alla tirannia restano.
Non saranno le frasi deliranti di un megalo+++ gra+++ ed ign+++di storia patria ad intaccarle
gianni guelfi




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