Dal Vernacoliere una raccolta eccezionale. Dopo la cacciata del Borzacchini restano in sella alla rivista umoristica livornese tanti onesti mestieranti e un solo genio. Ecco qualche suo parto.
Le proesie di Federico Sardelli
LYRICHE DI ESTREMA BELLEZZA E NOTEVOLE SPESSORE LETTERARIO
Tastastituttalasera
ilculosbagliato.
* * *
Dal fosso in su la riva
tra ' flutti ognor potenti
risal l'alma tardiva
in contrastando i venti,
talché, già lassa e priva,
de' suoi cari contenti,
non vai che gli si fora
anche il gommone maledetto il
Parra che gli disse stai tranquillo è come nòvo.
* * *
Tu di Teti odi,
Tirinto titubante,
di tanti vati e prodi
salir sul Termodonte
puttana Eva doveva
fare la rima ormai si è
sciupato tutto.
* * *
Rimembro fiero
e sul collo pongoti
in guisa di superbi orpelli
due o tre manate
date bene
così impari a pulirti il culo con
le tendine del gabinetto.
* * *
Dorate aurette lievi
di voi schermìro i parti
e tratti apersi ragli
infransi ardor di dacî
né Cato omai recolli
d'affàn rapito 'l crin
a scriver queste poesie
è come andare
a toccare la merda
collo steccolo.
* * *
Vezzosette
pastorelle
che han nel crin
lucenti stelle:
or cantate,
or ballate,
mai nel culo
lo pigliate.
* * *
Pestastilosterco
finsopralostinco
* * *
Odo fruscii di fronde
e d'ali il fresco frullìo di colombe.
E penso ai tempi lontani,
alle natìe piagge silvane,
alle bòtte che mia madre mi dava
che faceva tanto bene babbo a farti
le corna con una di Pontedera ora fa la parrucchiera.




Rispondi Citando
chiwawaaaaaa!!!!
