Alessandra, ho visto in passato documentari su questo genere di pratiche religiose, non piacciono neanche a me, quardavo attraverso le dita certe immagini (gente che si infilava spiedi trasformandosi in una massa di carne sanguinante ecc.).
Però si vedeva bene che il motore era religioso-mistico, non un fatto della vita di ogni giorno (anche se ammetto forse può avere ripercussioni).
Un pò stile le trances mistiche dei danzatori sufi (solo al pensiero di girare in tondo freneticamente ho la nausea) in versione hardcore.
Però è stupido pensare che sia possibile limitarle o moderarle al di fuori delle stesse istituzioni religiose e del mondo culturale iracheno.
Ed è un controsenso affermare di voler portare libertà e democrazia e subito dopo dire che non va bene perchè non ci piace il risultato dell'espressione della democrazia (volere della maggioranza delle persone).
Questo è colonialismo.
La verità è quella che affermavamo noi anti guerra, la democrazia nasce dallo sviluppo di una cultura democratica all'interno di un popolo o di una cultura.
A niente serve imporre qualcosa che non viene capito ed accettato dalla maggioranza delle persone.
Probabilmente la via degli iracheni (almeno quelli sciiti) passa attraverso una fase in cui sono i leaders religiosi a diventare anche leaders politici e ad improntare la struttura dello stato.
Questo perchè i leaders religiosi sono l'unico vero collante e punto di riferimento comune nella situazione attuale.
Da lì si va verso una progressiva laicizzazione e riconoscimento dei valori tipici di libertà personale delle nostre democrazie.
Timidamente è proprio ciò che sta accadendo in Iran.




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