"Io, gli altri piloti, il team e il motociclismo: il miglior omaggio a Daijiro, nei nostri cuori per sempre". Rossi: "Ho pensato che Kato fosse ancora tra noi".
WELKOM (Sud Africa), 27 aprile 2003 - Già la pole aveva emozionato tutti. Vedere Gibernau vincere anche il GP del Sud Africa nel nome di Kato ha commosso tutti. Non c'è niente da aggiungere, quindi, a quanto racconta lo spagnolo. "Non trovo le parole per descrivere cosa significa tutto quello che è successo - dice -. E' stato un week-end a due facce: la prima il confronto con la tragedia di Suzuka per cui tutti, io, il team e lo sport in generale, abbiamo sofferto. L'altra è stata il grande supporto dei tifosi, della squadra e degli sponsor che ha permesso di reggere tutta l'emotività di questi giorni. E' il motociclismo che ha vinto: tutti i piloti, non solo io, hanno offerto il miglior tributo possibile per Daijiro. Devo ringraziare la mia famiglia e la squadra, dalla prima all'ultima persona che ne fa parte. Sono contento di aver vinto per loro, terremo Kato nei nostri cuori per tutta la vita".
Belle parole, come quelle di Rossi. "Questo è sicuramente il modo migliore per perdere una gara - racconta Vale -. Quando prima della partenza è stato fatto il minuto di silenzio ed è stato mostrato il video di Kato ho provato sensazioni incredibili, quasi impossibili da descrivere. Triste ed emozionante allo stesso tempo; così come quando, durante il warm-up, ho visto la moto blu di Gibernau davanti a me: per un attimo ho pensato fosse quella di Daijiro! La vittoria di Sete è stata eccezionale e ci ha regalato per un momento l'illusione che Kato fosse ancora insieme a noi".
Comunque la gara del pesarese è stata difficile. "Ho montato una gomma dura - dice -, ma non è stata la scelta migliore, il rendimento è stato costante ma i pneumatici hanno scivolato per tutta la gara. Per questo all'inizio ero un po' nervoso, ho fatto un sacco di errori e questo mi ha fatto perdere del tempo. Poi però mi sono divertito molto e la sfida con Bayliss è stata spettacolare e avvincente. A Gibernau non pensavo più, quando l'ho visto lì davanti ho provato in tutti i modi a prenderlo. Ma non c'era niente da fare, non l'avrei battuto nemmeno se avessi avuto un altro giro a disposizione".




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