calunnie contro roberto fiore
Il manifesto di Holywar contiene una grossolana calunnia.
Nessuno dei militanti del FUAN o del nucelo operativo di TP finiti in Libano a ridosso della strage di Bologna (agosto 2000) milita in Forza Nuova.
Partiamo da quelli che rientrati in Italia hanno animato l'ultima stagione dei NAR. Alibrandi è caduto in un conflitto a fuoco. Belsito è detenuto in Spagna dove vent'anni di latitanza. Procopio è in regime di semilibertà a Rebibbia. Di Sordi, che come superpentito ha cambiato cognome, si sono perse le tracce.
Così anche per i triestini. Il più noto, Livio Lai, lavora come agente di sviluppo sociale per le Acli o non so quale altra agenzia del volontariato cattolico. Qualcuno, penso al romano-siculo Gabriele De Francisci, è addirittura rientrato in AN.
E comunque nessuno ha combattuto: gli italiani nei campi della Falange si sono solo addestrati.
Qualcuno, ma scordatevi che io faccia i nomi, ha invece effettivamente combattuto, con i mojaeddin afghani, contro l'Armata rossa.
L'allusione all'M16 fa pensare chiaramente a Fiore e Morsello. E allora una cosa va detta: Fiore e Morsello non sono mai stati in Libano e non si sono mai sporcate le mani con le armi.
Qualcuno può pensare per coerenza politica, qualcuno più maligno - scusate la volgarità: e con tutto il rispetto per Massimino, che ha affrontato la malattia e la morte con autentico eroismo - dirà perché si cacavano sotto.
Ma perché continuare con la pratica della calunnia per regolare vecchi conti politici?
E sull'incontrovertibilità della falsità di questa "leggenda libanese" metto in campo l'autorevolezza che mi deriva dall'essere riconosciuto come l'autore dell'opera più ricca ed approfondita sulla storia della destra radicale.
ugo tassinari