![]()
Dal 1 maggio al 3 agosto una mostra dedicata agli abiti della classicità, fonte di ispirazione per gli stilisti di ogni epoca. Pezzi rari e curiosità.
Dalle dee dell'antichità classica alIe signore chic dei nostri tempi. Da Atena, Era, Afrodite, avvolte nei loro pepli dalle morbide pieghe, a Madame Gres e Poiret, fino ad arrivare ai nostri Valentino e Versace.
L'influenza dell'abbigliamento classico sull'arte e la moda nel corso dei millenni è il tema della mostra Goddess, che apre i battenti il primo maggio al Metropolitan Museum di New York. Il galà di presentazione, il 28 aprile, ha come padrini l'attrice Nicole Kidman, il direttore di Vogue America Anna Wintour e Tom Ford, direttore creativo del gruppo Gucci. Dipinti neoclassici, fotografie, sculture greche e romane, ma soprattutto una carrellata di abiti, dal settecento a oggi. In altre parole un racconto per immagini su come l'abbigliamento classico sia diventato nel corso degli anni uno stile senza tempo.
La mostra si articola in cinque sezioni. La prima presenta abiti della fine del Settecento, dell'epoca del Direttorio e dell'Impero Napoleonico, tutti ispirati ai capisaldi dell'abbigliamento classico . Quadri e disegni di Nattier, David e Ingres fanno da sfondo ai leggeri abiti in mussolina di età napoleonica in cui la citazione del classico é esplicita, ma anche ai lunghi capi creati da Paul Poiret ai primi del Novecento, in pieno revival neoclassico, e alle rivisitazioni contemporanee e ironiche dei dettami del classico fornite da Alexander Mac Queen, Tom Ford e Nicolas Guesquiere per Callaghan.
L'abbigliamento delle donne dell'antica Grecia si imperniava su capi come il chitone, l'himation e il peplo. Queste tipologie, a volte assorbite e a volte modificate, hanno ispirato gli abiti da sera in cashmere di Halston, le sete plissettate di Issey Miyake, i nastri e nelle fettucce dal gusto bondage di Gucci, l'abito peplo della collezione Romeo Gigli del 1988. Una sezione collega il classicismo nella moda con i costumi teatrali: dai fluidi drappeggi indossati dalla danzatrice Isadora Duncan ai costumi di scena per film come Medea e One Touch of Venus. E non potevano mancare due abiti d'alta moda dell'archivio Valentino: un abito tunica creato per Jacqueline Kennedy nel 1968 rivisitato trent'anni dopo per Jennifer Lopez, che lo ha indossato agli Oscar.
L'esposizione sarà aperta fino al 3 agosto.
(28 APRILE 2003, ORE 11:45)
Da: http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0...177509,00.html




Rispondi Citando