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Discussione: La triade polacca

  1. #1
    Quin igitur expergiscimini?
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    Predefinito La triade polacca

    Avete notato come dietro la politica estera americana si sia formata una strana triade polacca?
    Il primo elemento della triade è Zbignew Brezinski, statunitense di origine polacca, già consigliere del presidente Carter.
    E' l' ideatore di quella strategia di demolizione progressiva dell' Urss e poi della Russia che gli Usa stanno seguendo da vent' anni. Fu lui che dal 1979 in poi, con l' Afghanistan, ispirò la formazione- da parte degli Usa- di gruppi di narcoterroristi islamici che tanto utili sarebbero stati, oltre che in Afghanistan, anche in Cecenia, Albania, Kosovo, Macedonia... Osama bin Laden- come noto- era appunto uno dei capi di queste organizzazioni addestrate dalla CIA.
    Il secondo elemento è Paul Wolfowitz, statunitense di origine polacca attualmente vicesegretario alla Difesa Usa: benchè sia arrivato a ricoprire cariche pubbliche solo con G.W. Bush, da sempre lavora nel settore. Con la sua teoria della "guerra preventiva" è l' uomo che sta portando avanti nella pratica le linee tracciate da Brezinski, del quale è stato del resto allievo e collaboratore.
    Karol Woytila è il terzo elemento della triade. La vicenda della guerra in Iraq è stato un esempio perfetto del ruolo da lui svolto. Certo, ha criticato l' aggressione, ma lo ha fatto con espressioni di generico buonismo cristiano, da omelia giusta per tutte le occasioni, che non ha minimamente imbarazzato gli Usa. Che cosa sarebbe successo, invece, se Woytila avesse parlato apertamente di guerra di aggressione, di genocidio per il petrolio, di nuovo colonialismo; se avesse lanciato l' anatema contro G.W. Bush e la sua cosca (che ci sarebbe benissimo stata, nell' ottica cattolica); se fosse andato fisicamente a Baghdad a sfidare le bombe? Niente di tutto ciò è accaduto.
    Insomma, non è un caso che l' unico paese non anglosassone a mandare soldati contro l' Iraq sia stata la Polonia. E se è vero quel che racconta Brezinski sull' invasione russa dell' Afghanistan nel 1979, a questo punto desta fieri sospetti l' elezione di Woytila avvenuta solo l' anno prima: Brezinski pianificò pure quella?
    Come dite? Che Brezinski e Wolfowitz sono sì polacchi, ma anche ebrei? Come lo è, per parte di madre, anche Woytila? Pensate forse all' esistenza di una lobby pericolosa? Forse siete sulla strada che porta a capire che cosa sta succedendo...

  2. #2
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    Predefinito Re: La triade polacca

    Originally posted by Catilina
    Come dite? Che Brezinski e Wolfowitz sono sì polacchi, ma anche ebrei? Come lo è, per parte di madre, anche Woytila? Pensate forse all' esistenza di una lobby pericolosa? Forse siete sulla strada che porta a capire che cosa sta succedendo...
    Forse...

    Ognuno può farsi un suo giudizio personale, ma ricordo che il papa cerca sempre, pur prendendo posizione, di nn rompere i contatti con nessuno e di muoversi con diplomazia. Scelta discutibile, per carità.

  3. #3
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    Predefinito Re: La triade polacca

    Originally posted by Catilina
    Avete notato come dietro la politica estera americana si sia formata una strana triade polacca?
    Il primo elemento della triade è Zbignew Brezinski, statunitense di origine polacca, già consigliere del presidente Carter.
    E' l' ideatore di quella strategia di demolizione progressiva dell' Urss e poi della Russia che gli Usa stanno seguendo da vent' anni. Fu lui che dal 1979 in poi, con l' Afghanistan, ispirò la formazione- da parte degli Usa- di gruppi di narcoterroristi islamici che tanto utili sarebbero stati, oltre che in Afghanistan, anche in Cecenia, Albania, Kosovo, Macedonia... Osama bin Laden- come noto- era appunto uno dei capi di queste organizzazioni addestrate dalla CIA.
    Il secondo elemento è Paul Wolfowitz, statunitense di origine polacca attualmente vicesegretario alla Difesa Usa: benchè sia arrivato a ricoprire cariche pubbliche solo con G.W. Bush, da sempre lavora nel settore. Con la sua teoria della "guerra preventiva" è l' uomo che sta portando avanti nella pratica le linee tracciate da Brezinski, del quale è stato del resto allievo e collaboratore.
    Karol Woytila è il terzo elemento della triade. La vicenda della guerra in Iraq è stato un esempio perfetto del ruolo da lui svolto. Certo, ha criticato l' aggressione, ma lo ha fatto con espressioni di generico buonismo cristiano, da omelia giusta per tutte le occasioni, che non ha minimamente imbarazzato gli Usa. Che cosa sarebbe successo, invece, se Woytila avesse parlato apertamente di guerra di aggressione, di genocidio per il petrolio, di nuovo colonialismo; se avesse lanciato l' anatema contro G.W. Bush e la sua cosca (che ci sarebbe benissimo stata, nell' ottica cattolica); se fosse andato fisicamente a Baghdad a sfidare le bombe? Niente di tutto ciò è accaduto.
    Insomma, non è un caso che l' unico paese non anglosassone a mandare soldati contro l' Iraq sia stata la Polonia. E se è vero quel che racconta Brezinski sull' invasione russa dell' Afghanistan nel 1979, a questo punto desta fieri sospetti l' elezione di Woytila avvenuta solo l' anno prima: Brezinski pianificò pure quella?
    Come dite? Che Brezinski e Wolfowitz sono sì polacchi, ma anche ebrei? Come lo è, per parte di madre, anche Woytila? Pensate forse all' esistenza di una lobby pericolosa? Forse siete sulla strada che porta a capire che cosa sta succedendo...


    Al momento di scrivere questo articolo, il 13 aprile 2003, sembra proprio che l’aggressione degli USA all’Iraq, aggressione iniziata il 20 marzo scorso e cui hanno partecipato con proprie truppe e mezzi anche la Gran Bretagna, l’Australia e la Polonia mentre Paesi come l’Italia, la Spagna e la Romania hanno fornito concreto appoggio logistico, abbia avuto successo: Bassora, Bagdad, Mosul e le altre città più importanti sono state prese e a quanto si dice continua solo - se non si tratta di una scusa per insistere nelle distruzioni - una resistenza nel tratto centrale del Paese mentre il Governo legittimo, compreso il presidente Saddam Hussein, si è trasferito in una località imprecisata, di dove non si sa o non ci fanno sapere quale e quanta attività bellica stia coordinando.

    Comunque, allo stato attuale dei fatti mi sembrano opportune le seguenti considerazioni.

    a) Purtroppo devo accampare la solita recriminazione: l’avevo detto! Avevo detto che la sola difesa dell’Iraq - questo Paese del Terzo Mondo, uscito praticamente ieri dallo stato coloniale - nei riguardi del mostro statunitense erano le sue armi di distruzione di massa: già nel 1991 le bombe e le testate missilistiche caricate con gas nervino e ulcerante e con sostanze “proibite“ varie avevano permesso all’Iraq di respingere l’attacco anglostatunitense e lo avrebbero permesso ancora, se solo l’Iraq le avesse conservate. E invece Saddam Hussein se ne era liberato! Non solo, ma aveva anche permesso all’ONU tramite la banda Blix di accertarsene al di là di ogni dubbio! E perché Saddam Hussein si era liberato di quelle armi d’oro? Probabilmente perché aveva ceduto alle esortazioni e creduto alle assicurazioni che gli avevano fatto quelle notorie puttane internazionali del mondo moderno, e cioè che gli avevano fatto gli USA per cominciare, e poi l’UE, l’ONU, il Vaticano, forse anche la Russia: elimina le tue armi di distruzione di massa, e vedrai che gli USA non ti attaccheranno più! Abbiamo visto, ma Saddam Hussein non venga a dire che il sottoscritto non l’aveva avvertito.

    b) Lo stesso, praticamente, circa la valutazione dell’attentato dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle di New York. Avevo detto che quell’attentato - e quello connesso al Pentagono naturalmente - era stato organizzato dallo stesso governo statunitense, che si trattava cioè di un autoattentato ( del tipo esatto di quello dell’incrociatore Maine del 1898 e concettualmente molto analogo alla vicenda di Pearl Harbor del 1941 esitata in 2600 morti, circa gli stessi delle Twin Towers ) eseguito per precostituirsi la scusa per attaccare molti Paesi esteri, prima l’Afganistan, l’Iraq, l’Iran e la Siria nel Vicino Oriente, poi l’India, poi la Russia e infine la Corea del Nord e l’agognata meta di tutta la storia statunitense dal suo vero inizio del 1630 : la Cina. E con la Cina la presa del mondo è compiuta. Ebbene, così gli USA hanno proprio cominciato a fare : hanno attaccato e preso l’Afganistan, hanno attaccato e preso l’Iraq. Poi toccherà agli altri. Anche loro non vengano a dire che nessuno glielo aveva detto. Per quanto riguarda l’11 settembre 2001, oramai che si sia trattato di un autoattentato più che l’ipotesi più probabile è una certezza quasi stabilita.

    c) Non si può non evidenziare quanto deludente sia stato l’atteggiamento tenuto in questa guerra da Siria e Iran. Sono rimasti neutrali! Un atteggiamento peggio che da paurosi: da sciocchi. E’ chiaro che saranno le prossime certe vittime di un attacco militare degli USA. Tanto valeva allora essere i primi a cominciare, cogliere l’occasione e prendere tra due fuochi i soldati statunitensi, inglesi, australiani e polacchi che si trovavano nei deserti iracheni. Avrebbero avuto qualche probabilità di vittoria, perché l’unica possibilità oramai, quando arrivano gli USA, è allargare il più possibile il conflitto sperando di trascinarci dentro le potenze nucleari ostili agli USA, la Russia, la Cina, e ora dobbiamo dire anche la Francia.

    d) Deludente anche lo spettacolo offerto dalle masse arabe. Hanno confermato quanto mostrato sin qui a proposito del dramma palestinese: da più di 50 anni i Palestinesi sono massacrati dagli Israeliani e i loro “fratelli“ Arabi più che urlare, manifestare in piazza e lanciare minacce al vento non sono mai stati capaci di fare. Lo stesso con l’attacco all’Iraq: le masse arabe avrebbero dovuto rovesciare quei loro governi che appoggiavano l’attacco, e in generale anzi avrebbero dovuto rovesciare tutti quei governi di collaborazionisti che gli USA gli hanno imposto nel tempo in Marocco, Egitto, Giordania, Arabia Saudita, Kuwait, Qatar, Emirati Uniti e Oman, e invece niente, hanno urlato per un po’ e poi sono tornati a casa a mangiare il cuscus. L’arabo Osama Bin Laden è il Principe Nero del terrorismo internazionale? Fosse vero! Vorrebbe dire che gli Arabi almeno sono capaci di una qualche reazione concreta, giusta o sbagliata che si voglia giudicare. Invece Osama Bin Laden è addirittura un agente della CIA, che recita per gli USA una parte da attore sulla scena mediatica internazionale : altro che “Sceicco del Terrore“, Bin Laden è un altro arabo venduto!

    e) Per quanto riguarda il comportamento nella vicenda della Russia, devo dire che il presidente Putin mi sta sconcertando sempre di più. Putin si sta comportando come se non avesse capito che l’obiettivo finale degli assalti statunitensi è la Russia, una Russia che nelle intenzioni di Washington è da sterminare, annichilare, far scomparire dal mondo ( ridurre a una “ Moscovia “ ha detto anzi scritto nero su bianco Brezinski, a una specie di principato baltico da operetta, confinante magari con una Curlandia indipendente ). Putin avrebbe dovuto approfittare dell’appoggio politico della Francia e della Germania per correre nel sacrosanto aiuto dell’Iraq e invece si è limitato a qualche lamentela da Calimero : non è giusto peròòò! Ha fatto anche peggio: quando gli USA hanno accusato la Russia di avere fornito granate anticarro Tank niet all’Iraq non solo ha negato, ma ha anche fatto la spia sulla Siria: è stata lei, ha detto! Stalin si sarà rivoltato nella tomba sino a polverizzarsi tutte le ossa. E’ come se avesse ragione Giulietto Chiesa e Putin come Eltsin non fosse altro che un corrotto, interessato solo a mungere la tetta del conto corrente da 4,5 miliardi di dollari aperto a New York dal FMI - cioè dagli USA - a favore degli alti politici russi traditori.

    C’è un particolare che forse ha smascherato Putin, se Putin è questo. Tempo fa aveva detto che la Russia avrebbe operato in politica estera “ secondo il suo interesse nazionale “, senza badare cioè a ideologie e altre paccottiglie similari come fatto in passato. Bene, ma con l’Iraq non lo ha fatto! Lo ha notato mi è sembrato ostentatamente, e per tempo, prima che gli USA attaccassero, il vice ministro degli Esteri Fedotov: “ Non è nell’interesse della Russia che l’Iraq cada nelle mani degli USA “ disse. E ti credo: così la Russia si vede soffiare da sotto il naso il contratto da 40 miliardi di dollari che la sua Lukoil aveva concluso con Saddam! Qualche giorno fa si è aggiunto l’episodio dell’ambasciatore russo a Bagdad, Titorienko: il suo convoglio che si stava dirigendo verso la Siria veniva bombardato dagli statunitensi e mentre Putin a Mosca era tutto concentrato a fare finta di nulla lui dichiarava ai microfoni di tutto il mondo che gli USA avevano compiuto un attacco premeditato: Titorienko cioè ha evidenziato di proposito la latitanza di Putin, gli ha lanciato un siluro contro.

    E’ dunque così, Putin è un Giuda e ciò che sta facendo - per i dollari del conto del FMI ( 30 milioni, magari ? ) - non è altro che fare il necroforo della Russia, praticarle l’eutanasia con iniezioni di lento veleno sino ad un ultimo momento che a quel punto sarebbe scandito solo da un paio di bombe atomiche statunitensi sganciate magari da dei semplici drones? Non è facile dire. I protagonisti della Storia non fanno capire i loro giochi, che possono solo essere congetturati dai contemporanei e molto anche dai posteri. Dico solo che la possibilità, a mio avviso, che Putin sia un traditore comincia a essere concreta e che forse è tempo che gente nuova - Fedotov magari - si prepari alla successione. Un capo di Stato venduto agli statunitensi non sarebbe una novità : l’America Latina ha offerto decine di esempi ( si pensi per ultimo all’Argentina, venduta in blocco da un pugno di suoi dirigenti politici), idem l’Africa e il Vicino Oriente, e molto anche l’Europa: si pensi alla Serbia di Kostunica e si rifletta anche sul significato che hanno le privatizzazioni in Italia. Certo, sarebbe clamoroso che si trattasse di un Paese come la Russia, ma non dobbiamo dimenticare che Lenin effettivamente era un agente segreto pagato dalla Germania, anche se forse faceva il doppio gioco. Almeno, lui, per la Russia.

    f) Una riflessione sui media italiani. Il trattamento riservato dai mass media italiani - giornali e reti televisive sia pubbliche che private - alla guerra in Iraq è stato e continua a essere scandaloso, incredibile, addirittura grottesco. Non c’è neanche bisogno di citare gli articoli, i giornalisti, i programmi televisivi e i loro conduttori, i telegiornali, gli inviati speciali e anche i mezzi busti che leggono le notizie: ognuno capisce che si è messa insieme una raccolta di cose invereconde, false e capziose sino al midollo, di cose perverse e così marce e sconce che non si riesce a immaginare il lupanare dove siano state pensate. Una vergogna per tutte: mentre Pietro Micca - non ci sono dubbi - fu un eroe, il kamikaze iracheno che si è fatto saltare a un posto di blocco uccidendo una decina di soldati nemici era un terrorista!

    Ma appunto non volevo compilare un florilegio di tali obbrobri. Volevo solo dare un consiglio a quella piccola minoranza di intellettuali alternativi che si sono impegnati e si impegnano in articoli e discorsi - pure nella loro scarsissima diffusione - a confutare punto per punto le falsità e distorsioni dell’informazione di massa: non ne vale la pena! La situazione dell’Italia è nota: è una colonia statunitense mascherata da Paese indipendente. Che informazione massmediatica può esserci in un posto del genere? C’è quella voluta dal padrone, è ovvio. Confutare questo e quello non serve, è una perdita di tempo. Se si può, se si riesce a essere pubblicati o invitati da qualche parte, si esponga la propria versione e, se si ha voglia di discutere, si discuta sul come ci si può liberare dal giogo straniero. Qui sì che ne vale la pena.

    g) Molti insistono nell’evidenziare l’influenza degli Ebrei sulla politica estera statunitense. Può darsi che abbiano ragione. A me invece capita di notare come dietro la politica estera statunitense si sia formata una strana congiunzione astrale: una triade siderale polacca!

    Il primo elemento della triade è Zbignew Brezinski, statunitense di origine polacca già consigliere del presidente Carter. E’ l’autore di quella strategia di demolizione progressiva della Russia che gli USA stanno diligentemente seguendo da vent’anni. Si è recentemente vantato di avere attirato lui l’URSS nella trappola dell’Afganistan nel 1979, iniziandone così il crollo da una parte e permettendo dall’altra agli USA di costituire quelle formazioni di narcoterroristi islamici che tanto utili sarebbero poi stati, oltre che in Afganistan, anche in Georgia, Cecenia, Albania, Kosovo, Macedonia e Kashmir. Osama Bin Laden era appunto il capo di una di queste formazioni addestrate dalla CIA in Afganistan.

    Il secondo è Paul Wolfowitz, statunitense di origine polacca attualmente vice Segretario alla Difesa USA : è di fama più recente perché arrivato a cariche pubbliche solo con l’Amministrazione Bush II ma da sempre lavora nel settore. Con la sua teoria della guerra preventiva di fatto è l’uomo che sta attuando nella pratica le direttive di Brezinski, del quale infatti è stato allievo e collaboratore.

    E chi può mai essere il terzo? Ma Karol Wojtyla naturalmente, il polacco eletto Papa nel 1978 col nome di Giovanni Paolo II. E’ il più importante dei tre. La politica estera statunitense è oggettivamente orrenda, mostruosa visti i lutti e le devastazioni che porta nel mondo, ma il pubblico non lo deve realizzare perché altrimenti reagirebbe. Appunto a ciò pensa Wojtyla: evita la condanna morale del pubblico contro gli USA. La vicenda della guerra all’Iraq è un esempio perfetto. Wojtyla ha criticato sin dall’inizio l’aggressione ventilata e poi attuata dagli USA : ma lo ha fatto solo a parole e con espressioni di generico buonismo cristiano, da omelia buona per tutte le occasioni, cosa che non ha minimamente imbarazzato gli USA. Diverso sarebbe stato se Wojtyla avesse parlato di guerra di rapina, di assalto a mano armata, di genocidio per il petrolio, di guerra coloniale, se avesse lanciato la scomunica contro gli USA e gli altri ( a rigore ci sarebbe stata, nell’ottica dei cattolici ) e addirittura, come lo invitò Enrico Galoppini in un articolo, se fosse andato fisicamente a Bagdad a sfidare le bombe.

    Ma Wojtyla, pur potendolo, non fece niente di tutto ciò. Perché lui è appunto la terza gamba della triade polacca. Non è per caso che l’unico Paese non anglosassone a mandare soldati contro l’Iraq sia stata la Polonia, mentre se è vero ciò che racconta Brezinski sull’invasione russa dell’Afganistan del 1979 desta fieri sospetti l’elezione di Wojtyla avvenuta solo l’anno prima: Brezinski pianificò anche quella?

    Come dite? Che Brezinski e Wolfowitz sono sì polacchi ma anche ebrei, come è per parte di madre anche Wojtyla? Che brutta congiunzione.



    John Kleeves



    PS: x Catilina: perché non citi la fonte e gli autori degli articoli che posti?

  4. #4
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    Predefinito Re: Re: La triade polacca

    Invito tutti i forumisti a citare le fonti delle informazioni riportate. Questo è doveroso quando un articolo (o parte di esso) è riportato pari pari
    Saluti
    Franzele

  5. #5
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    Predefinito piccola verità più grande bugia: propaganda.

    Originally posted by cornelio
    "(...)

    a) Purtroppo devo accampare la solita recriminazione: l’avevo detto! Avevo detto che la sola difesa dell’Iraq - questo Paese del Terzo Mondo, uscito praticamente ieri dallo stato coloniale - nei riguardi del mostro statunitense erano le sue armi di distruzione di massa: già nel 1991 le bombe e le testate missilistiche caricate con gas nervino e ulcerante e con sostanze “proibite“ varie avevano permesso all’Iraq di respingere l’attacco anglostatunitense e lo avrebbero permesso ancora, se solo l’Iraq le avesse conservate. E invece Saddam Hussein se ne era liberato! Non solo, ma aveva anche permesso all’ONU tramite la banda Blix di accertarsene al di là di ogni dubbio! E perché Saddam Hussein si era liberato di quelle armi d’oro? non venga a dire che il sottoscritto non l’aveva avvertito.(...)"


    John Kleeves

    Nel 1991 gli unici ad usare armi di distruzione di massa sono stati gli USA.
    Fa specie leggere un testo siffatto, mescola di apparente critica antiamericana e menzogne filo-usa che nemmeno le fonti più fanatiche del Pentagono hanno mai avuto il coraggio di sostenere.
    A tutt'oggi, a seguito delle inchieste ufficiali e ufficiose sulla così detta "sindrome del Golfo", che ha colpito vasta parte dei reduci statunitensi, NESSUNO, e ribadisco, NESSUNO, tanto meno chi avrebbe avuto tutto l'interesse a farlo (cioè gli USA) ha mai parlato di uso di armi chimiche da parte dell'Iraq nel 1991!
    Un falso indegno e clamoroso!
    E ancora oggi, di armi chimiche, o batteriologiche, o di "distruzione di massa" in Iraq non vi è traccia....
    Rammento che si trattava di quella "motivazione" addotta come giustificazione di un intervento militare, e pure in spregio del diritto internazionale, dell'Onu e della convenzione di ginevra...
    E, come era stato detto, la distruzione/crollo del regime di Saddam ("amico" degli Usa fino al 1989....) ha solo dimostrato che il popolo iracheno NON vuole gli invasori imperialisti sul suo suolo nazionale, per libera scelta, per autodeterminazione(forse per il milone e mezzo di morti causati da dodici anni di embargo sulle medicine), non per costrizione.

    Ma, tant'è....ora gli Usa hanno scatenato gli Ajatollàh sciiti.....



    Iraq, Feddayn, Falestin
    PRO SA REPUBRICA DEMOCRATICA SARDA
    FINTZAS A SA BINCHIDA, SEMPER!

  6. #6
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    Predefinito Re: piccola verità più grande bugia: propaganda.

    Originally posted by Shardana Ruju

    A tutt'oggi, a seguito delle inchieste ufficiali e ufficiose sulla così detta "sindrome del Golfo", che ha colpito vasta parte dei reduci statunitensi, NESSUNO, e ribadisco, NESSUNO, tanto meno chi avrebbe avuto tutto l'interesse a farlo (cioè gli USA) ha mai parlato di uso di armi chimiche da parte dell'Iraq nel 1991!
    tra l'altro in questa guerra è passata sotto silenzio generale una dichiarazione di alcuni militari inglesi che dovevano recuperare i corpi di alcuni loro colleghi colpiti da fuoco amico (a sparare era stato un caccia Usa).

    I mangiapatate dissero, più o meno, che quando entrarono nel loro carro armato distrutto da fuoco amico per pigliare i corpi indossarono le maschere perché temevano l'uranio impoverito. E dissero anche che alle rassicurazioni dei loro comandi ci credevano poco.

    da notare che questa gente non ha remore neanche nel far avvelenare i propri soldati...

 

 

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