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  1. #51
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    Predefinito Quando antonio cita...

    ....l'Economist intende il giornale che aveva come corrispondente in Italia la deputata Ds Tana de Zulueta?

    Come dimenticare i "toccanti" e "asettici" pezzi che settimanalmente inviava al suo giornale prima e durante la campagna elettorale, pezzi tutti grondanti stima ed ammirazione verso il leader della minoranza di allora?
    Sì, perchè è noto che gli inglesi parteggiano sempre con le opposizioni, essendo tra quelli che considerano una democrazia come tale solo se vi è una vera Opposizione.

    saluti

  2. #52
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    Predefinito

    Originally posted by Dario
    Giorgio,
    non so se vogliano prenderti in giro, e quello che succede contro la CISL e Pezzotta è sicuramente grave.

    Non meno grave è come CISL e UIL stiano conducendo le battaglie sindacali. Le stanno conducendo a brache abbassate.

    Un aumento di 90 euro al mese per i metalmeccanici, da concedere metà adesso, 25€ fra 8 mesi, e 20€ a fine 2004 come anticipo sul recupero inflazione è un contratto che solo un sindacato giallo d'accordo con il governo e un padronato schiavista possono firmare.
    --------------------------
    Perchè, quando governava D'Alema per l'Ulivo i cigiellini di Cofferati le braghe le avevano attaccate alle bretelle?
    Sui tu che vuoi prendere in giro qualcuno.
    Su questi argomenti è meglio, molto meglio che abbassiate i toni.

  3. #53
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    Predefinito Il trionfo di Andreotti è...

    ...la disfatta dei magistrati ed ex tali...ma che gusto c'è?

    La storia del “padrino”….

    ….. Andreotti…

    Roma. Il 27 marzo del 1993, Giulio Andreotti, leader della Democrazia cristiana, maggior partito di governo di tutto il dopoguerra italiano, seppe che i magistrati intendevano chiedere al Senato di poterlo indagare per collusione con la mafia. Quel giorno, Andreotti seppe di essere ufficialmente nel mirino della procura di Palermo, e in quel periodo altri politici democristiani vennero accusati di avere rapporti illeciti con la criminalità organizzata. Erano i giorni in cui Bettino Craxi, il leader dell’altro grande partito di governo, il Partito socialista, era accusato dai magistrati di Milano di corruzione sistematica.

    Tutto cominciò negli ultimi mesi dell’anno precedente, il ’92, quando i giudici inquirenti di Palermo si schierarono apertamente contro il responsabile del loro ufficio, spingendolo alle dimissioni. Il presidente della commissione Antimafia della Camera era Luciano Violante, ex magistrato di Torino, ora deputato del Pda, ossia l’ex Partito comunista. L’apprezzamento di Violante, e qualche insistita pressione, furono determinanti perché alla guida della procura di Palermo venisse nominato un suo vecchio e caro amico, Giancarlo Caselli, anche lui magistrato di Torino. Poco prima, l’11 di settembre del 1992, i magistrati palermitani erano andati negli Usa a sentire Tommaso Buscetta, pentito storico della mafia. Buscetta aveva già collaborato col giudice Giovanni Falcone, poi ucciso dalla mafia nel maggio del ’92. Ora, Buscetta pareva pronto per nuove rivelazioni. Il 24 ottobre 1992 Violante inserì nel programma dei lavori della sua commissione una serie di audizioni sul tema “mafia e politica”. Il 6 novembre ’92 Buscetta arrivò a Roma per deporre davanti alla commissione presieduta da Violante. Nel corso di una lunga audizione, Buscetta sostenne che dietro alcuni omicidi di Palermo c’era una “entità politica”. Ammise che si trattava di un politico ancora in vita. Tergiversò un poco. Tornò negli Usa. Il 15 gennaio 1993, il vecchio compagno di Violante, Caselli, si insediò al comando della procura di Palermo. E poco più di un mese più tardi, il 17 febbraio 1993, il ministero degli Interno concesse a Buscetta lo status di collaboratore di giustizia, che garantisce sostegno economico e tutela della persona.

    Il 27 marzo, Caselli firmò la richiesta di autorizzazione a indagare sul più vecchio ex premier della Dc, Andreotti. Tre giorni più tardi il suo amico Violante presentò la propria relazione sui rapporti tra mafia e politica alla Commissione parlamentare, e in cinque giorni la relazione venne approvata. Nella relazione si legge:”Risultano certi alla Commissione i collegamenti di Salvo Lima (ucciso dalla mafia) con gli uomini di Cosa Nostra. Egli era il massimo esponente della corrente democristiana che fa capo a Giulio Andreotti…” Quello stesso giorno, interrogato negli Usa, Buscetta abbandonò ogni reticenza, e raccontò al nuovo procuratore di Palermo, Caselli,:”Oggi posso subito precisare che il referente politico nazionale, a cui Lima si rivolgeva per le questioni di interesse di Cosa Nostra, era l’onorevole Giulio Andreotti…”.

    Trascorse poco più di un mese, e si arrivò al 13 maggio 1993, giorno in cui i senatori italiani dovevano decidere se l’inchiesta su Andreotti poteva andare avanti, oppure no, per sospetto di persecuzione. L’altra Camera, quella dei deputati, due settimane prima aveva individuato sospetto di persecuzione su Craxi, e negato quattro indagini su sei. Scatenando però la durissima reazione dei magistrati, dei partiti di sinistra, dell’estrema destra, dei loro militanti, dei giornali. Il 5 maggio si decise che il voto di approvazione delle indagini non sarebbe stato più segreto: pochissimi, davanti alla rabbia popolare, ebbe la forza di opporsi. E infatti, il 13 maggio, al Senato si votò addirittura per alzata di mano. I senatori, praticamente unanimi, dissero di sì alle indagini della procura di Palermo su Andreotti. Lo stesso ex premier votò a favore.

    Pochi giorni fa, dieci anni dopo quegli eventi, Giulio Andreotti è stato assolto nel secondo grado di giudizio, dopo che era stato assolto anche in primo grado, e dopo che i magistrati avevano presentato ricorso.
    In questi dieci anni sono stati ascoltati 362 testimoni e 37 pentiti, che tuttavia sono stati imprecisi e contraddittori.
    Andreotti ha detto di essere felice che non ci sia più ombra sulla Dc.
    Ma non c’è più neanche la Dc.

    Mi dite che soddisfazione per gli elettori di oggi di Berlusconi poter dire, fra 10 anni, ...noi l'avevamo detto che il nano di Arcore ne sarebbe uscito bene..., leggendo sui giornali che il premier Rutelli, con a fianco il ministro degli Interni Cofferati e degli Esteri D'Alema commenta con parole sentite la nomina, firmata dal capo dello Stato Walter Veltroni, a senatore a vita dello sfortunato e grande imprenditore Silvio Berlusconi.

    saluti

  4. #54
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    [QUOTE]Originally posted by antonio

    per anicolas..siccome io credo nella divisione dei poteri non penso che con le scorse elezioni si sia attirbuito ai cittadini la facolta' di stabilire se vi sia stata o meno corruzione dei giudici da parte di berlusconi..e a parte il fatto che berlusconi non ha ottenuto oltre la meta' dei voti ma dei parlamentari , quando anche le cose stessero come dici tu saresti in torto.. perche' a me , per esempio , non e' giunto con il fotoromanzo "una storia italiana" la documentazione dei versamenti estero su estero dalla fininvest al giudice squillante..ad esempio..deve essere stata una piccola dimenticanza da parte di berlusconi vero?...e come mai lui che e' cosi' attento ha dimenticato questo?

    R: i cittadini non hanno stabilito niente. Sanno però, perché vivono in questo paese, che la classe politica, compreso il PCI, aveva gli armadi pieni di stracci sporchi. Ma, guarda caso, subito dopo l’abolizione dell’immunità parlamentare (passata soprattutto con l’aiuto della sinistra DC), è scattato l’assalto dei giudici e QUATTRO partiti sono stati cancellati. Uno solo è rimasto integro con l’intera classe dirigente immacolata: il PCI. Chi può credere, ad esempio, che un illustre Carneide come Greganti, sia riuscito a farsi consegnare centinaia di milioni in cambio di niente? Senza contare i finanziamenti del PCI da parte di Mosca, accertati e ammessi ma solo dopo l’opportuna amnistia che dava una bella ripulita al passato del PCI.
    Tutto questo basta, al cittadino che ragiona, per convincersi che una parte dei giudici (per lo più di sinistra) avevano come obiettivo di realizzare un piccolo golpe giudiziario. Adesso tocca a Berlusconi.
    ===================================

    i cittaidni poca fiducia nella MAgistratura..dunque, immagino che questo voglia dire, usando la logica che se uno rapina la tua casa e' in pieno diritto di rifiutare il giudizio della magistratura, giusto? o questo discorso vale per pochi? quanto ai cittadini di centrodestra , in gran parte rincoglioniti dallo strapotere dei media in possesso dell'imputato..beh, non mi meraviglia..ma ti posso garantire che il giudizio non e' poi cosi' diffuso..io la penso diversamente, in ogni caso, e il mio giudizio non vale meno del loro...

    R: mi pareva strano che non arrivasse l’insulto! Potrei dire la stessa cosa dei cittadini di centrosinistra: seguono per lo più le istruzioni ricevute nelle sezioni ex PCI (ora DS), alle feste dell’Unità, nei centri sociali, dai parroci di sinistra o sono le clientele locali dei vari Mastella o De Mita. Non mi sembra il massimo dell'autonomia di giudizio. Chi è più rincoglionito o, meglio ancora: imbrancato?
    Quanto poi allo “strapotere” dei media di Berlusconi basta vedere Ballarò, la satira televisiva a senso unico (anche quella di Mediaset), il prossimo ritorno di Santoro (stipendio miliardario pagato anche da me) e leggere la stampa più diffusa per capire che è un’altra grossa montatura della propaganda del centrosinistra.
    Per quanto riguarda la sfiducia nella magistratura si parla, pensavo fosse sottinteso, di quella parte che, oltre ad attaccare da dieci anni ogni avversaro politico della sinistra, inquisisce immediatamente poliziotti e scarcera in pochi giorni teppisti che, con la scusa della protesta politica, bruciano macchine della polizia e spaccano vetrine, oppure di quei pretori d'assalto che partecipano vociando alle manifestazioni estremiste dove si bruciano bandiere di stati amici e democratici. C’è anche una magistratura silenziosa che fa il suo dovere. Ma nell’insieme prevale l’effetto dei giudici politicizzati. La sfiducia dunque nella magistratura ha una spiegazione ed è largamente diffusa, ovviamente non fra i militanti di sinistra (non si è mai visto un tifoso che si indigna per un rigore inesistente assegnato contro la squadra avversaria!).
    ======================================

    Berlusconi potrebbe completare il suo mandato anche se ricevesse una condanna..questo lo affermano tutti ed'e' una cosa naturale..del resto se berlusconi e' innocente non ha nulla da temere..anche se capisco che quei 434.404 dollari transitati dalla fininvest a squillante....chissa' perche' un'azienda alimenta i conti esteri di un giudice...ti sei mai posto la domanda?

    R: ho già detto che dopo la legislatura si può riprendere il processo.
    ===========================================

    penso che sia molto piu' interessante sapere ora se dei giudici sono stati corrotti..e non vedo perche' debba aspettare fine legislatura per sapere se dei giudici sono stati corrotti...chi li ha corrotti e perche'....o forse hai paura di questo ?

    R: il fatto che sia più interessante non lo puo’ decidere la parte politica che ha interesse alla condanna. Per l’Italia invece è più importante avere un governo che non sia sempre sotto l’attacco dei giudici. E dubito che qualunque governo alternativo alla sinistra sarebbe tollerato. Nel ’93 non c’era Berlusconi ma l’attacco dei giudici è stato sconvolgente.
    =====================================

    i giudici non fanno politica, perseguono reati....la corruzione e' un reato o non? voglio una risposta...che diamine ci stanno a fare quei 434.404 dollari dalla fininvest al conto squillante? è tutto normale? hai paura della verita'?

    R: quanto ho detto dimostra che invece i giudici “FANNO POLITICA NEI TRIBUNALI”. Se ci sono reati di corruzione devono deciderlo dopo la legislatura o devono ricevere l'autorizzazione dal parlamento eletto dal popolo, come in ogni paese democratico e liberale. Non è ammissibile un parlamento sotto costante ricatto dei giudici.
    ====================================

  5. #55
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    atterraggio provvisorio del 3d per ....compleanno concomitante....

  6. #56
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    [QUOTE]Originally posted by antonio
    Carlo Casini non è stato mai un drago di acutezza politica. Ha imparato qualcosa dopo il tornado giustizialista. Ma ben pochi nella storia della DC hanno dimostrato qualcosa di più. La fortuna della DC è stato il fatto che si presentava agli italiani come l’unico baluardo contro il comunismo. E’ stato però sufficiente ad assicurare all’Italia un progresso economico e democratico che non ha eguali nella nostra storia e che non avremmo avuto se il PCI fosse andato al potere. Ma di veri statisti democristiani che capissero la trappola che stava confezionando il PCI non se ne sono visti. Questo non toglie che a questa trappola non abbiano partecipato, consapevoli, quelli che a buona ragione vengono definiti i “cattocomunisti”. Mentre i boiardi DC si preoccupavano solo di entrare nei consigli di amministrazione delle banche e dei carrozzoni di stato, la sinistra, che aveva già in mano piazza e sindacato, occupava la scuola, l’informazione, le case editrici e da ultimo, colpo finale, la magistratura. Già nell’84 Montanelli ammoniva: “VOGLIAMO DIRE CHIARO E TONDO CHE SAREBBE ORA CHE LA CLASSE POLITICA COMINCIASSE A RENDERSI CONTO DELLA MINACCIA CHE INCOMBE SUL PAESE: QUELLA DEL PRETORE SELVAGGIO CHE COI SUOI ABUSI TOGLIE AL CITTADINO OGNI CERTEZZA DEL DIRITTO” e poi “ L’INTOCCABILITA’ DELLA TOGA CI VA BENE . PURCHE’ NON DIVENTI LA COPERTURA DI UN PUGNO DI PADRINI CHE, A DIFFERENZA DI QUELLI SICILIANI, AVREBBERO DALLA LORO ANCHE I CARABINIERI” oppure ancora: “ QUELLO CHE STANNO FACENDO ALCUNI MAGISTRATI E’ ANCH’ESSO UN GOLPE, E MOLTO PIU’ INSIDIOSO PERCHE’, INVECE DELLA SPADA O DEL MANGANELLO, BRANDISCE LA LEGGE” Siamo nell’’84 il che dimostra che la lunga marcia della sinistra al potere era già a buon punto. E la DC non l’aveva capito o non aveva le palle per impedirlo.Caro antonio questa è storia. Sei tu che da una chiesa sei passato ad un’altra, quella giustizialista. Continui a battere sul tasto della corruzione di Berlusconi come se non ci fossero altre indagini e inchieste da fare e molto più pesanti per il nostro paese ma chiuse in qualche casseto perché politicamente scomode per la sinistra. Quelle ad esempio dei cento milioni (nostri non di Berlusconi) al mese incassati da un presidente della Repubblica. Quelle di tanti boiardi di stato e politicanti furbi che hanno usato il denaro pubblico, tuo e mio, per fare favori a imprenditori amici. Sono solo alcuni esempi per mostrare quello che sfugge ai furiosi giustizialisti e che invece è fondamentale per spiegare perché gli italiani votano contro di voi: la convinzione che certe procure hanno usato la Legge per rovesciare i governi che a loro non piacevano. E adesso tocca ancora al governo Berlusconi. Forse con il solito contributo di tanti pavidi politicanti preoccupati solo di perdere il Posto ben remunerato in Parlamento. Se non ci fossero questi pavidi politicanti con il culo attaccato alla poltrona la reintroduzione dell’immunità parlamentare sarebbe cosa fatta.
    Quello che dite a sinistra, la presunta sinistra immacolata che dice di avere a cuore la giustizia e l'integrità morale, è solo una grande balla.

  7. #57
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    Predefinito Vi interessa l'opinione...

    ….di un esperto?

    Giancarlo Perna lo intervista per il Giornale.

    Ha somatizzato l’assoluzione riacquistando peso? gli chiede ricordandolo magro.
    Io non somatizzo, dottore, risponde; è un fatto che ingrassa o dimagra in base ai risultati giudiziari, dico. E inizia l’intervista.

    D- Ci volevano le Sezioni unite per sapere che lei non era picciotto?
    R- Una larga parte dei miei concittadini non l’ha mai creduto. Un’altra fetta, invece, molto rumorosa, coi giornali dalla sua, mi riteneva apparentato alla mafia senza neanche bisogno delle indagini.

    D- La persecuzione è finita solo ora che è andato in pensione. C’è un nesso?
    R- Che mi sia tolto di mezzo ha probabilmente agevolato. Al processo di Palermo, commisi un errore fatale. Dichiarai che, al Csm ero in testa alla lista dei candidati a primo presidente di Cassazione e chiedevo perciò una sentenza celere. Non so se la candidatura sia stata una concausa per la condanna. So che è piombata quando ero in corsa.

    D- Per sbatterla alla gogna, i suoi cari colleghi dovevano avercela a morte con lei.
    R- Tutto fa pensare di sì. La mia giurisprudenza che garantiva il rispetto delle regole era in rotta di collisione con chi voleva conquistare il potere per via giudiziaria. Io ammettevo il carcere solo se c’erano tutte le condizioni di legge. Ad altri serviva la galera facile.

    D- C’è stato un complotto?
    R- Spesso è più un problema di inadeguata preparazione professionale. A Palermo, per esempio, ho notato errori tecnici così gravi, che è inutile ipotizzare anche la malafede.

    D- il suo ultimo accusatore smentito, il già procuratore di Palermo Giancarlo Caselli, è stato promosso procuratore generale di Torino.
    R- Un chirurgo che sbaglia parecchio è messo da parte. Tra i magistrati invece si prescinde dal risultato dell’attività giudiziaria e si fa carriera per anzianità. A pari anzianità, fa aggio la notorietà e anche quella negativa può tornare utile. Altrimenti non mi spiego come magistrati che hanno commesso errori gravissimi facciano carriera. Non vale solo per Caselli.

    D- Contro di lei, c’è stato lo zampino della politica?
    R- Certo sì. Della parte che voleva eliminare le garanzie per conquistare il potere coi processi. Nel mio caso la sinistra.

    D- Ora lo può dire: cos’è lei politicamente?
    R- Un conservatore liberale. Conservatore, come ogni studioso di diritto. Liberale, perché ho il culto del rispetto della persona. Finché c’era votavo Pli.

    D- Che pensa dei giudici che l’hanno condannata?
    R- Gente di scarsa professionalità.

    D- I procuratori le sono sempre stati contro. Da ultimo, quello della Cassazione, Siniscalchi.
    R- Ha scandalizzato. Anziché parlare di legittimità come si fa in Cassazione, ha discusso in fatto. Ho ricevuto decine di telefonate di magistrati della procura generale che si sono detti mortificati per il comportamento del collega.

    D- Quale morale dalla sua vicenda?
    R- Corriamo tutti rischi gravissimi. Per ridurli al minimo bisogna aumentare i controlli sui singoli magistrati. Il Csm deve tallonarli e punirli severamente in caso di errori.

    D- Per esempio?
    R- Un Pm che sbaglia molto, va isolato. Un giudice, invece, può anche essere messo in un collegio dove, “annacquato” tra gli altri, farà meno danni.

    D- A Palermo sono ancora sotto accusa per concorso in mafia Andreotti, Contrada, Mannino.
    R- Sono convinto che saranno assolti come me e Musotto. Per questa imputazione a Palermo non c’è stata finora una sola condanna definitiva. Fa riflettere. Questi processi hanno ingorgato per un decennio la procura e messo alla gogna degli assoluti innocenti. E, alla fine, nemmeno le scuse.

    D- Lei le ha avute?
    R- Niente. Neanche l’onorificenza automatica che hanno tutti i magistrati che vanno in pensione, quella di Cavaliere di Gran Croce.

    D- Ci tiene?
    R- Nessuno potrà veramente risarcire me e i miei familiari. Ma mi aspetterei almeno un riconoscimento morale. Potrei far parte delle Istituzioni, di una Authority, tutti incarichi per i quali sono ben legittimato. In mancanza, però, non mi strapperei le vesti.

    D- Il provvedimento sul legittimo sospetto, è sacrosanto o un regalo a Berlusconi o Previti?
    R- Leggi regalo non ne conosco, poiché si applicano a tutti. La Cirami non è perfetta, anche se nell’ultima stesura si avvicina. Il bisogno della legge c’era, si vedrà se funziona.

    D- Da quel che sa dei suoi processi, il Cavaliere è un manigoldo?
    R- Di quelli arrivati alla conclusione, ho letto le sentenze. Non c’erano gli elementi per iniziarli. Dovevano essere archiviati. Non so se sia stata incapacità professionale o altro.

    D- Se sarà condannato, lo considererà colpevole o vittima?
    R- Leggerò la sentenza definitiva. Le eventuali condanne prima, non bastano a superare la presunzione d’innocenza.

    D- Che ne pensa del triplice “resistere” borrelliano?
    R- Un magistrato non deve resistere alle leggi votate dal Parlamento. Deve applicarle. Se ne dubita, chieda lumi alla Consulta.

    D- Che ne pensa della simil intercettazione nel bar Mandara di bocassiniana memoria?
    R- E’ un episodio che non possiamo qualificare per non essere querelati.

    D- Silvio Berlusconi chiede la grazia per Adriano Sofri.
    R- Conosco il processo. Il ricorso di Sofri contro la condanna pervenne alla mia sezione di Cassazione. Ma passò alle Sezioni riunite per iniziativa della parte civile. Sofri protestò con uno sciopero della fame.

    D- Si fidava di lei. A ragione?
    R- Avrei annullato la sentenza, come hanno fatto le Sezioni riunite. Nulla di nuovo è emerso nei processi successivi. Posso perciò dire che, da punto di vista probatorio, Sofri non è colpevole.

    D- L’Unità chiede a Sofri di rifiutare la grazia perché la chiede Berlusconi.
    R- Se la grazia verrà d’ufficio, Sofri farebbe male a rifiutarla. E la grazia è doverosa, perché gli elementi acquisiti non giustificano la condanna.

    D- Il procuratore di Milano D’Ambrosio, d’accordo con la grazia, fa questo ragionamento: Sofri è cambiato, il carcere non ha più per lui una funzione rieducativi. Vale per molti. Anche per Priebke?
    R- Anche per Zorzi. Supponiamolo autore delle stragi, ora però è una degnissima persona in Giappone. Vero che la pena deve tendere alla rieducazione, ma prima va applicata. Il caso Priebke, che anche si era rifatto un’esistenza, è quello di uno a cui è afflitta un’inutile sofferenza alla fine della vita.

    D- Pensionato, gironzola nei giardinetti o che?
    R- Godo della stima di molti avvocati. Mi auguro di essere designato come arbitro di controversie commerciali.

    D- Perché non fa lei l’avvocato?
    R- Dovrei avere fiducia nell’interlocutore e io non ho fiducia nella magistratura.

    Così termina l’intervista a (ma lo avrete già capito) Corrado Carnevale. Su Il Giornale di domenica 17 novembre 2002.

    saluti

  8. #58
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    Le sue assoluzioni non valgono per la sinistretta, che continua ad insultarlo sui suoi fogli [qualcuno li chiama "autorevoli giornali", altri....]. La sinistretta rispetta la pubblica accusa [che difficilmente la coinvolge...sappiamo anche in base a quali meccanismi] , non le sentenze sgradite.

    Saluti liberali

  9. #59
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    Originally posted by Pieffebi
    Le sue assoluzioni non valgono per la sinistretta, che continua ad insultarlo sui suoi fogli [qualcuno li chiama "autorevoli giornali", altri....]. La sinistretta rispetta la pubblica accusa [che difficilmente la coinvolge...sappiamo anche in base a quali meccanismi] , non le sentenze sgradite.

    Saluti liberali
    ----------------------------------
    Sottolineo che la assoluzione di Carnevale è definitiva; le condanne della piazza e della sinistra sono o basate sugli avvisi o sono sotto ricorso "legittimo".

    Sai che ridere ( ma ci sarebbe veramente da piangere) se fra qualche mese il processo Previti fosse invalidato e da ripetere?
    saluti

  10. #60
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    da www.ansa.it

    " LUSSEMBURGO - Silvio Berlusconi e' pronto ad offrire la sua testimonianza sulla vicenda Sme anche alla difesa di altri imputati. ''Non sono io a dover temere, ma altri'': ha detto da Lussemburgo il presidente del consiglio, sollecitato dai cronisti sulla vicenda Sme. Il premier ha indicato anche di essere disponibile a essere interrogato dai difensori di altri imputati. L'11 giugno, giorno previsto per la prossima udienza del processo Sme stralciato, ''Ci sara' da divertirsi'' ha poi detto il premier che ha aggiunto: ''I cittadini devono sapere come si comporta una parte della magistratura: nascondendo prove a favore, si creano prove false''. Berlusconi ha anche parlato di Cesare Previti. ''E' innocente ed e' perseguitato a causa mia'' ha detto il presidente del Consiglio.

    ''LE ACCUSE CONTRO DI ME SONO UNA PURA FOLLIA''

    Definendo il processo Sme ''finto e nullo'', il presidente del Consiglio ha poi replicato alle accuse che gli vengono rivolte al processo Sme affermando che ''e' una pura follia'' e ha dato una spiegazione alla vicenda dei 500 milioni al centro del processo. ''C'era una organizzazione che fungeva da banca, e che serviva tutti coloro che frequentavano il palazzo di Giustizia di Roma'', ha indicato Berlusconi. ''A un certo punto Fininvest ha continuato a pagare le parcelle per il lavoro estero allo studio Previti: quei 500 milioni sono stati uno dei tanti pagamenti'', ha aggiunto. Secondo Berlusconi ''c'era un contenzioso per cui Previti domandava la parcella piena e i miei manager dicevano no, 'essendoci un lavoro enorme devi continuare con le parcelle che ci applichi in Italia': questo contenzioso - ha aggiunto il premier - ha portato a dei versamenti via via che lo studio Previti aveva delle esigenze e le richiedeva, punto e basta. Noi abbiamo versato a una banca: la cosa importante e' - ha affermato Berlusconi - che se questi soldi fossero andati a Squillante, non li avrebbe ricevuti Previti, mentre Previti ha dato prova di averli ricevuti, di averli spesi; ci sono quindi tutte le prove per tabulas.Il presidente del Consiglio ha aggiunto che ''quando il Pm Ielo ha preso visione di tutti i procedimenti che Squillante aveva nel suo ufficio, non ce ne era uno che riguardasse ne' Silvio Berlusconi, ne' il mio gruppo, e neanche lo studio Previti: quindi, perche' si sarebbe dovuto fare un versamento a qualcuno che si occupava di cause assolutamente estranee agli interessi del mio gruppo?''. ''E' una pura follia'', ha previsato. Riguardo al ruolo di Stefania Ariosto nel processo in corso a Milano, Berlusconi ha detto: ''Lo ripeto, e' una confidente di polizia. Per dire i fatti che aveva da comunicare pose pregiudiziali, chiese un intervento in sua difesa dell'autorita' giudiziaria circa l'esecuzione di una richiesta della Cariplo di Milano che avrebbe provocato il fallimentodella Ariosto Consulting''.

    ''NON SCAPPO DA GIUSTIZIA, SEMMAI DA INGIUSTIZIA''

    ''Non sono scappato dalla giustizia, caso mai dall' ingiustizia. La maldicenza non ha limite, tanti piu' se suggerita da fonti italiane''. Cosi il presidente del Consiglio rispondendo alla domanda di un cronista sul titolo di un articolo pubblicato in prima pagina dal quotidiano lussemburghese ''La voix'' su ''L' echappee du cavaliere'' (echappee in italiano puo' essere tradotto fuga o scappatella, ndr). Secondo Berlusconi ''un chiaro suggerimento italiano ha provocato questo titolo''.

    ''ALTA IMPUNITA' PER MAGISTRATI ITALIANI''

    Durante la conferenza stampa tenuta dopo un incontro con il premier lussemburghese Jean Claude Juncker, Berlusconi ha detto che ''abbiamo un grande problema, di una magistratura in cui agisce un pugno di magistrati politicizzati che usa la giustizia per colpire l'avversario politico, ed emette teoremi folli come nel caso Andreotti. Quei magistrati sono ancora li'' , ha aggiunto Berlusconi, affermando che ''i magistrati italiani godono della piu' alta impunita'. Stiamo lavorando a una riforma per dare finalmente all'Italia una magistratura degna di uno stato di diritto''. Secondo il presidente del Consiglio il problema della politicizzazione dei magistrati ''e' un cancro'': ''dobbiamo assolutamente intervenire - ha affermato il premier - per fare capire come la storia italiana sia stata cambiata da questa parte della magistratura''.

    ''LODO MACCANICO? ESTENSIONE DEL TUTTO ESCLUSA''

    ''Lo escludo assolutamente, anche in aula'': il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha risposto cosi' ai giornalisti che gli chiedevano se c'era la possibilita' che l'estensione del Lodo Maccanico anche ai coimputati fosse introdotta nel provvedimento una volta in aula.

    AL PROCESSO ''LEGITTIMO IMPEDIMENTO PER IL PREMIER''

    Oggi i giudici della prima sezione del tribunale di Milano hanno rinviato all'11 giugno il processo stralcio Sme, per l'impossibilita' di Silvio Berlusconi ad essere presente in aula. I giudici hanno riconosciuto il legittimo impedimento del premier e, poiche' il 5 giugno, data in cui era prevista un'altra udienza, Berlusconi sara' impegnato in un viaggio istituzionale in Ungheria, hanno rinviato il processo all'11 giugno, quando, come confermato dai suoi legali, il premier sara' in aula.
    ''Finalmente un' ordinanza del Tribunale che riconosce gli impegni incontrovertibili del presidente del Consiglio - ha commentato Ghedini al termine dell'udienza -. Certamente sara' in aula l'11 giugno per fornire i chiarimenti che riterra' opportuni a questo processo, che ci auguriamo finisca rapidamente e, certamente, in maniera positiva per il presidente Berlusconi''.
    Uno dei difensori di Silvio Berlusconi, Nicolo' Ghedini, aveva chiesto un rinvio dell'udienza di oggi dello stralcio del processo Sme, nel quale e' imputato il solo premier, in quanto 'il presidente del Consiglio e' impedito ad essere presente in aula perche'impegnato in un incontro istituzionale in Lussemburgo fissato nell'aprile scorso'. Il pm Ilda Boccassini aveva subito chiesto che il tribunale verificasse.
    24/05/2003 17:45
    " http://www.ansa.it/fdg01/20030524174...45107812.shtml

    Cordiali saluti

 

 
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