«Non ci sarà pace prima dell'avvento del messia»
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«Non ci sarà pace prima dell'avvento del messia»
I BRAHIM WARDE
«Il Dio dell'islam non è il nostro Dio e l'islam è una religione
malvagia e scellerata». Così si è espresso il reverendo Franklin
Graham nell'ottobre 2001. Il caso ha voluto che, qualche settimana
dopo, il pubblico scoprisse che suo padre, il reverendo Billy
Graham, indubbiamente il predicatore più rispettato del paese, aveva
l'abitudine di fare affermazioni altrettanto spiacevoli, ma sugli
ebrei. La registrazione di una conversazione privata avuta nel 1972
con Richard Nixon nello studio ovale della Casa bianca era stata
resa pubblica. Il pastore - che dagli anni '50 fu intimo amico e
consigliere spirituale di tutti i presidenti - si lamentava (tra le
altre cose) del controllo degli ebrei sui media: «bisogna spezzare
questo controllo, altrimenti il paese è fottuto». Billy Graham
presentò «scuse sincere» per queste affermazioni, «che non
riflettevano per nulla il suo pensiero», e ha ricordato che aveva
sempre appoggiato senza esitazioni lo stato di Israele. Invece,
l'erede del suo impero di predicazione, non ha cercato di temperare
le affermazioni anti-musulmane. Anzi, non ha fatto che amplificarle. La transizione dall'anti-semitismo all'islamofobia colpisce ancora
di più nel caso del pastore Pat Robertson. In un libro pubblicato
nel 1990, si scagliava contro «gli ebrei liberali che negli ultimi
quarant'anni si sono dedicati a ridurre l'influenza cristiana nella
vita pubblica americana». In seguito, il celebre televangelista, che
in un primo tempo si era rallegrato per gli attentati dell'11
settembre, sanzione divina imposta a un paese colpevole di aver
tollerato aborto e omosessualità, si è accanito soprattutto contro i
musulmani: «vogliono convivere con noi fino a quando non potranno
controllare, dominare e persino, se necessario, distruggere». Nel
luglio scorso, questo stesso Pat Robertson è stato insignito del
Premio degli amici di Israele, conferito dall'Organizzazione
sionista d'America (1).
L'interesse per il Medioriente non è recente. Dal XIX secolo, la
regione è stata una terra di missione per numerose chiese
protestanti, dove alcuni non avevano visto di buon occhio la
creazione dello stato ebraico. Soltanto i gruppi fondamentalisti -
che fanno una lettura letterale dei testi sacri - vedevano nella
creazione di Israele la realizzazione di profezie bibliche. E, come
nel caso del pastore Billy Graham, il «sionismo cristiano» poteva
coesistere serenamente con l'antisemitismo, di cui a volte si
nutriva. Il conflitto in Medioriente era però lungi dal figurare tra
le prime preoccupazioni dei pastori e dei loro fedeli.
Bisogna risalire alla fine degli anni '70 per capire il
rafforzamento della destra cristiana e l'alleanza con Israele. Gli
sconvolgimenti sociali, politici ed economici dell'epoca crearono un
terreno fertile per i gruppi religiosi reazionari, come la Moral
Majority del pastore Jerry Falwell. In Israele, il Likud, partigiano
del «ritorno» su tutta la terra di Israele (Eretz Israele) biblica,
era alla fine arrivato al potere. Nel 1978-79, il reverendo Falwell
si era recato in Terra santa, su invito del primo ministro Menahem
Begin. Si compresero così bene che nel 1980 al pastore venne
conferita la medaglia Vladimir Jabotinsky (dal nome del fondatore
del sionismo «revisionista» e mentore di Menahem Begin, Itzhak
Shamir e Ariel Sharon) (2).
Quegli anni furono egualmente segnati da sconvolgimenti all'interno
della comunità ebraica statunitense. Due delle sue figure di punta,
Irving Kristol e Norman Podhoretz, avevano rotto con la
tradizione «liberal» (nel senso americano di progressista) alla
quale gli intellettuali ebrei erano stati a lungo legati. Dopo aver
militato a favore dei diritti civili, della «discriminazione
positiva» e della distensione con l'Unione sovietica, avevano fatto
un voltafaccia spettacolare, fondando così il movimento neo- conservatore. Numerosi punti comuni - la critica del welfare, il
ritorno ai «valori tradizionali», l'anticomunismo puro e duro e un
appoggio senza riserve al Likud - li avvicinavano ormai alla destra
cristiana (3).
L'elezione di Ronald Reagan nel 1980 consacrò questa alleanza per
una frazione - che restò a lungo minoritaria - della popolazione
ebraica statunitense, tradizionalmente più vicina alla sinistra
democratica.
I neoconservatori svolgevano allora la funzione di intellettuali di
corte, mentre il presidente nominava nel suo gabinetto alcuni
fondamentalisti d'assalto. Il segretario agli interni, James Watt,
spiegò che l'inquinamento della terra non doveva essere fonte di
inquietudine, poiché «il ritorno del Signore è vicino». Fu davanti
all'Associazione nazionale dei gruppi evangelici che Reagan
pronunciò, l'8 marzo 1983, il celebre discorso nel quale definì
l'Unione sovietica l'«impero del male».
Nel 1989, giudicando la «missione compiuta», il reverendo Falwell
affondò la sua «maggioranza morale». Le chiese fondamentaliste,
d'altronde, erano indebolite dagli scandali dei televangelisti e la
lobby israeliana Aipac (American Israeli Public Affairs Commitee)
subì una delle sue rare sconfitte (4). Il presidente Bush si era
infatti opposto a garantire un prestito di 10 miliardi di dollari
fino a quando il primo ministro Itzhak Shamir avesse proseguito la
politica con la quale incoraggiava l'insediamento di colonie nei
territori occupati.
Inoltre, il crollo del comunismo toglieva sia un argomento di primo
piano ai sostenitori dei movimenti anti-comunisti in America
centrale (numerosi tra i fondamentalisti) che alla tesi
geostrategica a favore di Israele («unico stato democratico e
stabile in una regione minacciata dall'Unione sovietica»). L'Aipac
allora cercò di convertire alla propria causa settori più ampi:
piuttosto che concentrare i propri sforzi sugli stati con una forte
presenza ebraica (New York, California, Florida, Illinois), la lobby
pro-israeliana tesseva ormai alleanze in tutto il paese, anche là
dove la popolazione ebraica era quasi inesistente (5). Nel corso
degli anni di Clinton, le scappatelle del presidente e soprattutto
la battaglia per l'impeachment riunirono di nuovo neo-conservatori e
destra fondamentalista in una linea di difesa della virtù
generosamente finanziata e molto ben organizzata.
Con l'aiuto della febbre millenarista, le presidenziali del 2000
hanno segnato il ritorno alla grande di Dio nel dibattito politico. Il candidato repubblicano George W. Bush ha dichiarato che il suo
filosofo politico preferito era «Gesù Cristo: ha salvato la mia
vita», mentre il rivale Albert Gore ha rivelato che, prima di
prendere una decisione, si chiede: «cosa avrebbe fatto Gesù?».
Scegliendosi come vice il senatore Joseph Lieberman, un ebreo
ortodosso noto per i suoi discorsi moralistici, ha fatto contenti
tutti gli integralisti.
Ma sono soprattutto gli attentati dell'11 settembre 2001 ad aver
cementato l'alleanza dei neo-conservatori e dei fondamentalisti,
impegnati a trasformare lo «scontro delle civiltà» in una profezia
che si autorealizza. L'islam è stato in effetti designato come il
nuovo impero del male. Il discorso martellato senza sosta dai media
e ripreso dalla quasi totalità dei parlamentari statunitensi (6) ha
adottato le tesi del governo israeliano: poiché Yasser Arafat è
il «bin Laden d'Israele», i due paesi sono uniti nella stessa lotta. Sono d'altronde i falchi vicini ad Israele (come il segretario alla
difesa, Paul Wolfovitz o lo stratega del Pentagono, Richard Perle)
ad aver guidato il rinnovamento della dottrina di difesa: l'America
ormai procederà a interventi preventivi contro i paesi in grado di
dotarsi di armi nucleari, biologiche o chimiche - di qui l'urgenza
di un «cambiamento di regime» in Iraq (si legga l'articolo in alto). Tutti i grandi nomi della destra cristiana - Ralph Reed, Gary Bauer,
Paul Weyrich - si sono impegnati nella nuova crociata, spesso
teleguidata da Israele. Per esempio, è Ariel Sharon stesso che ha
voluto che il rabbino Yechiel Eckstein, fondatore dell'International
fellowship of christians and jews, reclutasse Ralph Reed, ex
presidente della coalizione cristiana, per predicare la buona
parola: 250mila cristiani hanno così inviato in Israele più di 60
milioni di dollari. Allo stesso modo, l'organizzazione Christians
for Israel/Usa ha finanziato l'immigrazione di 65mila ebrei, con lo
scopo di realizzare, a dire del suo presidente, il reverendo James
Hutchens, «l'appello di Dio che consiste ad aiutare il popolo
ebraico e ritornare e a ripristinare la terra di Israele» (7). La retorica del presidente Bush («chi non è con noi, sta con i
terroristi», «noi siamo buoni») ha favorito il discorso binario e
manicheo che coincide con gli schemi del pensiero degli
integralisti. Secondo un recente sondaggio Time/Cnn, il 59% degli
statunitensi pensa che gli avvenimenti descritti nell'Apocalisse si
realizzeranno (a Har Meggidar, situata nella pianura di Jezreel oggi
in Israele - «Armageddon» nel Nuovo Testamento) e il 25% crede che
gli attentati dell'11 settembre fossero stati predetti dalla Bibbia
(8). Di qui il successo fenomenale della serie Left Behind (50
milioni di copie vendute): dieci volumi, a metà tra romanzo di
anticipazione e guida pratica per la fine dei tempi, che pretendono
di offrire la chiave dei misteri dell'Apocalisse (9).
In alcuni ambienti fondamentalisti, l'intransigenza di Ariel Sharon
e il suo spirito guerriero vengono accolti con esaltazione. Non è
stata difatti la sua visita - puramente provocatoria - del 28
settembre 2000 al monte del Tempio (la spianata delle Moschee) ad
aver scatenato il ciclo di violenza di cui non vediamo ancora la
fine? Secondo le scritture, è proprio in questo luogo sacro che
verrà eretto il terzo Tempio, preludio alle sanguinose guerre
escatologiche. In queste condizioni, una soluzione pacifica o delle
concessioni territoriali potrebbero compromettere - o ritardare - la
realizzazione delle profezie.
Come ha sottolineato il pastore Hutchens: «non ci sarà pace prima
dell'avvento del Messia».
Malgrado un'apparente solidità, l'alleanza tra estremisti israeliani
e fondamentalisti cristiani si basa su un malinteso. In effetti, la
cronologia prevista dai fondamentalisti è inquietante: prima i
flagelli, le sofferenze e le guerre; poi la ricostruzione del Tempio
e l'arrivo dell'Anticristo; infine, il secondo avvento del Messia e
la lotta finale a Gerusalemme tra il Bene e il Male. I giusti
saranno allora trasportati «in estasi» in cielo. I due terzi degli
ebrei saranno convertiti, gli altri eliminati o destinati alla
dannazione (10). Per alcuni, la fine del mondo è più vicina di
quanto sembri.
Nel gennaio 1999, il reverendo Jerry Falwell ha dichiarato che
l'avvento del Messia potrebbe prodursi nei prossimi dieci anni. Ha
egualmente affermato che l'Anticristo è già tra noi e che è «ebreo e
maschio» (11).
note:
* Ricercatore alla Harvard Univesity (Boston, Stati uniti), autore
di Islamic Finance in the Global Economy, Edimburgh University
Press, 2000.
(1) Pat Robertson, The New Millenium: 10 trends that will impact you
and your family by the year 2000, World Publishing, Dallas, 1990,
Christian Broadcasting Network, 21 febbraio 2002. Si veda anche
Ingrid Carlander, «La Foire aux miracles des télévangelistes
américains», Le Monde diplomatique, giugno 1988.
(2) Grace Halsell, Prophecy and Politics: The Secret Alliance
between Israel and the US Christian Right, Lawrence Hill, Westport
(CT), 1989.
(3) Norman Podhoretz, Breaking ranks: A Political Memoir, Harper and
Row, New York, 1980.
(4) Si legga Serge Halimi, «Le poids du lobby pro-israélien aux
Etats Unis», Le Monde diplomatique, agosto 1989.
(5) «How Israel Became a favorite Cause of the Conservative
Christian Right», The Wall Street Journal, 23 maggio 2002.
(6) Con 94 voti contro 2 al Senato e 352 contro 21 alla Camera dei
rappresentanti, il Congresso statunitense ha proclamato che «Israele
e gli Stati uniti sono impegnati in una causa comune contro il
terrorismo».
(7) Jeffrey I.Sheler, «Evagelicals Support Israel, but Some Jews Are
Skeptical», U.S. News and World Report, 12 agosto 2002.
(8) Time, 23 giugno 2002.
(9) Ultimo volume uscito: Tim La Haye e Jerry Jenkins, The Remnant:
On the Brink of Armageddon, Tyndale House, 2002.
(10) Cfr. Per esempio: http://www.bible-prophecy.com,
http://bci.org/prophecy-fulfilled, http://www.raptureready.com
(11) The Washington Post, 16 gennaio 1999.
(Traduzione di A. M. M.) aa qq Obiettivo Baghdad
ALAIN GRESH


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