





No, è che quando per forza di cose (tipo G8) gli altri capi di stato dicono frasi di circostanza, si titola a 6 colonne e ci si fanno le novene in tv "Berlusconi statista del millennio", "G8: L'Italia, G1", "L'ammirazione del mondo per il miriacolo italiano".
Berlusconi e gli italiani sono considerati all'estero dei poveri deficienti.
Se ci teniamo alla nostra dignità, almeno a quella individuale, facciamo sentire con forza il nostro dissenso. Diciamo a tutti che noi NON siamo come loro.




'beati i poveri di spirito perchè di loro è il Regno dei Cieli' lo dice Gesù Cristo, è assai più congeniale ai tuoi che a me, ciccio.
Che poi, ma che vuoi dire?
'parteggiare' è un verbo italiano e poi rileggiti la frase che t'è sfuggito il senso o hai perso i sensi, vai a capire la differenza.
E comunque è una frase di Gramsci, ignorante.
Sai chi è Gramsci, si?
Sai com'è a furia di sentire il telefilm fantasia dal nome di tg4 si perde il contatto con la realtà.
Ultima modifica di Megara; 27-09-09 alle 15:49
Sono partigiana. Nel senso che odio chi non parteggia. Odio gli indifferenti.




Il giorno del voto.Girando tra i Seggi
In fila per la scheda, l' insulto pre-elettorale diventa uno scherzo
«Ciao coglione!». Mai, in sessant' anni di storia della Repubblica, s' erano sentiti tanti insulti durante le elezioni. Raffiche di «coglioni» sparate a ripetizione. Un mantra per la Milano che vota a sinistra. L' offesa che diventa bandiera e formula di buon auspicio. Anche un modo per riconoscersi: tra amici, colleghi, vicini di casa, conoscenti che si incrociano fuori dai seggi e timidamente si interrogano: «Coglione anche tu?». È un' ironica fiera del turpiloquio, questa prima, piovosa giornata di voto. Gli elettori di centrodestra non si prendono a parolacce. Votano e via. La domenica della Palme, con i mille rametti d' ulivo sottobraccio alle sciure, stempera l' atmosfera da resa dei conti. Ma la partecipazione è alta. Fin dal mattino: «Alle 8 c' erano già le prime code», racconta un presidente di sezione in via Polesine, zona Corvetto. Qualcuno si muove in anticipo, per votare. Ma alle 21 è ancora in coda, insieme ad altre 50 persone, davanti all' ufficio comunale di via Messina. Arriva qui chi ha cambiato residenza, ma non compare ancora nelle liste elettorali di Milano. In questo salone, nella città più cablata d' Italia, anno 2006, la burocrazia cancella un diritto costituzionale: «Non mi hanno permesso di votare», si lamenta Elisa Potts, trasferita a gennaio da Gioia del Colle (Bari). La sua pratica di cambio residenza è conclusa. Per l' ufficio elettorale però non esiste: «È assurdo, inconcepibile». Chi ha perso la tessera elettorale si presenta invece in via Larga. Non si patiscono gravi pene nel girone dei distratti. L' ufficio anagrafe s' è attrezzato per reggere la botta: 16 postazioni per rifare la carta d' identità, 25 sportelli per i duplicati delle tessere, numeri eliminacode che scorrono a tutto andare. «Non più di dieci minuti d' attesa», assicura un funzionario. Via vai continuo. Oltre cinquemila tessere rifatte. All' esterno, macchine in seconda fila, sui marciapiedi, sulle rotaie del tram. Traffico e clacson. Via Larga è l' unico punto della città, oltre alla Fiera, in cui una sonnolenta domenica ha l' aspetto di un caotico lunedì. Nel caos, uno studente parcheggia, si presenta allo sportello e, mostrando una spilletta con l' insulto del giorno, confessa: «Ho perso la tessera, sono un coglione due volte».
CORRIERE DELLA SERA.it Archivio Storico
Che coglioni...in senso politico ovviamente :gluglu:






Nella sua frase c'è scritto che bisogna schierarsi. Non c'è scritto da quale parte. Ovviamente, parteggiare per Berlusconi sarà per te cosa buona e giusta, mentre parteggiare per l'opposizione ci rende "farabutti, coglioni, colmi di odio antitaliano" e non mi ricordo cosa altro.
Tu non sei solo partigiano, sei vittima del culto della personalità (e di che personalità, poi), che è pure peggio.
Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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