Proprio come allora.
oggi non si può non parlare del caldo perché inconsciamente si vuole parlare di quella notte, non c’è chiacchiera tra quelle oggi scambiate tra le centinai di miglia di friulani sopra i trent’anni non vi abbia accennato, non ve n’è uno tra questi che all’imbrunire non abbia sbirciato l’orologio negando a se stesso il vero motivo per cui osservava le lancette.
Non ce n’è uno che, passate le 21,03, non abbia emesso un profondo sospiro di sollievo e pensato a quei 50 secondi di terrore del 6 maggio 1976, ai tremendi mesi successivi ed alla beffarda scossetta ricordo del 6 maggio 1984.




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