07.05.2003
la Cgil dice «sì» al referendum. Il direttivo approva la linea Epifani
di red
Sì della Cgil al referendum sull’articolo 18. La Cgil si è schierata a larghissima maggioranza sul referendum del 15 giugno, accogliendo l’indicazione del suo segretario Guglielmo Epifani che chiedeva, pur tra molti distinguo, all'esecutivo di pronunciarsi per il sì.
Il direttivo ha approvato questa proposta con 127 sì, su 158 aventi diritto di voto. Nessun astenuto e nove dichiarazioni di non partecipazione al voto, tra le quali quelle di 4 segretari confederali: Achille Passoni, Marigia Maulucci, Carlo Ghezzi e Giuseppe Casadio. Un voto è andato all'ordine del giorno presentato da Francesco Grondona, esponente della Fiom di Genova. Altri quattro dei cinque ordini del giorno presentati martedì sono stati invece ritirati prima della votazione.
La decisione della Cgil arriva dopo la relazione particolarmente sofferta di Epifani di martedì. Il segretario della Cgil aveva invitato a votare sì, per difendere il cammino delle proposte di legge del sindacato e il mantenimento dell'art. 18, pur definendo il referendum inopportuno, sbagliato, limitativo e solo parzialmente idoneo a rappresentare una reale difesa del diritto a non essere licenziati senza giusta causa nelle imprese sotto i 15 dipendenti. Il segretario generale della Cgil, comunque, aveva precisato che - nel caso il parlamentino dell'organizzazione avesse approvato la sua proposta - la Cgil sarebbe scesa in campo «con un profilo rigorosamente autonomo» e «senza aderire ai comitati referendari presenti».
Al sì della Cgil probabilmente non corrisponderanno le decisioni della Cisl e della Uil. «Il referendum sull’articolo 18 non porta vantaggi né ai lavoratori, né all’economia», e inoltre «creerebbe tensioni all'interno del sindacato e difficoltà su tutto il terreno del riformismo»: questa l'indicazione data martedì dal segretario generale della Cisl, Pezzotta. Anche il leader della Uil ha giudicato errata la scelta di Guglielmo Epifani: «Occorre una riforma del sistema delle tutele. Ma questo problema-spiega- non può essere risolto con un sì al referendum », ha detto martedì Angeletti, che proporrà l'astensione mercoledì alla segreteria del sindacato di via Lucullo.
E l'astensione è anche l'indicazione dei Ds, data dal segretario Piero Fassino. Una posizione che trova molti disaccordi, prima di tutto nel “correntone”.
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