Pesaro
«Rinuncio all'indennità»
FOSSOMBRONE — Luciano Francini candidato a primo cittadino per la lista «Il Ponte verso il futuro» dichiara: «A dimostrazione che il mio impegno non è legato ad alcun interesse personale, preciso che, nel caso di mia elezione, l'indennità di sindaco sarà devoluta ad un fondo per l'umanizzazione delle condizioni del ricovero per anziani».
Nei ricorsi storici della vita politica nel nostro Paese non è mai accaduto che un presidente di un istituzione o di un ente pubblico, ministri, senatori e parlamentari abbiano rinunciato all'indennità di carica. Solo un sindaco, eletto in un centro della provincia di Catanzaro con l'82,18% di preferenze (mandato 1975-1980) alla prima seduta del consiglio comunale fece mettere a verbale «rinuncio all'indennità di sindaco ed a qualsiasi altro rimborso spese. E' un atto dovuto agli elettori per la fiducia accordatami».
A Fossombrone nel corso delle trattative si è badato più alla carica d'assessore. Si arrivati al punto per «accontentare tutte le parti politiche in lista» ipotizzare l'allargamento della giunta da quattro a sei assessori.
Il sindaco uscente, Massimo Binotti, nell'intervista rilasciata al Carlino dichiarò di lasciare il comune in «buona salute» riferendosi alla gestione amministrativa. Luciano Francini ha «contestato» in un volantino lo stato di benessere dichiarato da Binotti citando la situazione ospedale, pulizia, sviluppo, aumento tasse e criminalità.
Alla domanda su un'eventuale «salto di qualità» dopo l'esperienza decennale con la fascia tricolore, Binotti dichiarò «esistono i partiti per decidere». Francini rincara la dose: «Da quest'affermazione emerge il concetto dell'uomo di sinistra che pone sopra i valori, principi, affetti e le proprie scelte, il partito».
Mario Cardilli
se fossero tutti cosi si risparmierebbe un sacco di soldi




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