Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    memoria storica di PoL
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    Predefinito Intervista a Ernst Nolte...



    cari amici
    tutti voi avrete per lo meno sentito parlare dello storico tedesco Ernst Nolte, definito da più parti [spesso a sproposito] 'padre della storiografia revisionista'. Nato l’11 gennaio 1923, ottant'anni or sono, a Witten, esentato dal servizio militare per un difetto congenito alla mano, Ernst Nolte segue a Friburgo le lezioni di Heidegger sui presocratici e di laurea in filosofia con Eugen Frink. Inizia ad insegnar latino e greco al ginnasio di Bad Godesberg. La 'scoperta della storia' avviene nel 1959, durante un viaggio in Italia, quando scopre a Roma un libro su Mussolini. Da quel momento abbandona l'insegnamento del greco classico e diviene storico delle ideologie moderne.

    Tra le sue opere tradotte in italiano ricordiamo:

    I tre volti del fascismo [1966]

    Nazionalismo e bolscevismo: la guerra civile europea 1917-1945 [1988]

    Controversie: nazionalsocialismo, bolscevismo, questione ebraica nella storia del novecento [1999]

    Ieri suo quotidiano Libero è apparsa un'intervista di Ernst Nolte che voglio segnalare ai lettori per un duplice motivo. Oltre che essere fedele testimonianza delle conoscenze storiche veramente eccezionali dello studioso tedesco, all'intervista in questione ha collaborato un giovane giornalista [e per me caro amico] che fino a poco tempo fà è stato assiduo frequentatore di questo forum, di cui è stato moderatore al tempo delle vittoriose elezioni della primavera del 2001. Augurandomi che egli possa leggermi desidero mandargli il mio più affettuoso saluto, l'attestato di ricordo [e soprattutto rimpianto...] per come ha saputo condurre il forum della CdL, e infine le congratulazioni e i migliori auguri per la sua attività di redattore nel quotidiano di Vittorio Feltri.

    Per tutti gli amici... al solito... buona lettura!...


    Intervista – Il padre del revisionismo interviene sulla crisi irakena

    E’ una guerra di civilizzazione che porta il mondo verso l’unità

    Lo storico tedesco Nolte: l’America riprende la dottrina Wilson ma rischia un conflitto perpetuo e un asse anti-Usa Berlino-Mosca


    di Miska Ruggeri

    Milano – ‘… il rischio è che per ottenere una pace perpetua si arrivi alla guerra perpetua, e che la Germania per allontanarsi dagli Usa finisca per allearsi con la Russia…’. A parlare così è Ernst Nolte, allievo di Martin Heidegger a Friburgo, professore di greco al ginnasio e poi di storia moderna e contemporanea a Marburgo e Berlino. Per anni in contatto epistolare con i compianti Renzo De Felice, Augusto Del Noce e Francois Furet, probabilmente oggi è lo storico, o meglio il filosofo della storia, più famoso al mondo. Certo anche il più controverso. Accusato di tutto, di nazionalismo tedesco negli Usa, di neonazismo da Jurgen Habermas e dagli esponenti della ‘Scuola di Francoforte’, di calunniare l’Unione Sovietica e ovviamente di revisionismo. Gli hanno incendiato l’auto, spruzzato acido in faccia vitata la partecipazione a convegni.
    Alla Fine però, sperimentato il peso di un ‘passato che non vuole passare’, ha avuto ragione lui. Con lo scontro Marx-Nietsche ‘prologo in cielo’ di quello comunismo-nazismo, la proposta di una modernità antimoderna che guarda alle radici greche. Tanto che la Fondazione Liberal e l’Università Cattolica di Milano il 7 marzo lo hanno festeggiato, senza più scandalo, per i suoi 80 anni con un ‘tributo a Nolte’ e una laudazio academica alla presenza, tra gli altri, del filosofo Emanuele Severino e dell’ex-ambasciatore Sergio Romano. Visto che non perde occasione per dirsi ‘contro la marcia trionfale della democrazia voluta dagli Usa’ ed augurare all’Europa di ‘non cadere nella Zivilisation americana’, cogliamo il destro per intervistarlo sulla crisi irakena e i suoi possibili sviluppi.

    Professore, allora è guerra…

    ‘… sì, non credo proprio che Saddam accetterà di andare in esilio. E a questo punto un passo indietro degli Stati Uniti significherebbe una pesante per dita di credito per Bush e sarebbe insopportabile per l’autocoscienza democratica del popolo americano…’

    La guerra provocherà una frattura ancora più profonda tra Europa e Usa e anche all’interno della stessa Europa, con Francia e Germania da una lato, Italia e Spagna dall’altro. Quali saranno le conseguenze a lungo termine?…

    ‘… se la guerra dovesse suggellare la pretesa americana di un autentico dominio sul mondo, gli oppositori potrebbero creare una grande coalizione, di cui Francia e Germania sarebbero i membri fondatori. Ritengo però più probabile il contrario, e cioè che dopo una guerra vittoriosa anche Francia e Germania si sforzerebbero per ricomporre la rottura e ristabilire per quanto possibile i vecchi rapporti…’

    Come giudica il comportamento di Schroeder?…

    ‘… tutti i governi europei sono stati posti dinnanzi ad una alternativa: rendersi simpatici agli Usa o rimanere fedeli alla propria costituzione. Quando Schroeder si è rifiutato di prendere parte ai preparativi per la guerra ha seguito un’esplicita norma dello statuto tedesco. Quando invece ha dipinto il progetto di Bush come ‘un’impresa rischiosa’ ha agito stoltamente e forse con funeste conseguenze…’

    Per esempio?…

    ‘… potrebbe essere costretto a nuove alleanze. In Germania c’è chi dice che il nostro naturale alleato debba essere la Russia e non gli Usa. Ricordano l’esperienza del XIX secolo, quando Bismarck e lo Zar erano fedeli alleati. Se queste ipotesi si realizzassero si aprirebbero pagine completamente nuove e non certo foriere di buone prospettive…’

    Ci aspetta un brutto futuro?…

    ‘… sì, mi sembra pieno di pericoli, più che durante la guerra fredda. Allora ogni stato conosceva il proprio nemico, ora tutto è più confuso. Ora è meglio che mi fermi, sono uno storico e non un profeta…’

    Allora hanno ragione quelli che si oppongono alla politica di Bush. Non è il caso di mettere in moto eventi poi incontrollabili…

    ‘… il movimento pacifista è in sintonia con lo spirito delle costituzioni europee che vietano le guerre di aggressione e quelle preventive. E’ quindi un movimento legittimo e giustificato, ma un nuovo scenario potrebbe togliergli il senso…’

    Cioè?…

    ‘… forse stiamo per entrare in una nuova fase storica, nella quale la civilizzazione mondiale guidata dagli Stati Uniti comincia ad agire anche attraverso forme di violenza. Questa seconda guerra contro il regime di Baghdad potrebbe essere giustificata come uno stadio di civilizzazione che ha in sé un’innegabile connotazione positiva, poiché và in direzione dell’unità. C’è tuttavia un rischio, e cioè che questa dottrina, formulata la prima volta da Wilson dopo la prima guerra mondiale, preveda che non ci possa essere una pace perpetua senza una guerra perpetua...’

    Per alcuni l’attacco all’Iraq è un attacco al diritto internazionale…

    ‘… non credo che il diritto sia intoccabile. Questa nuova fase della storia di cui ho appena detto potrebbe trascenderlo. Non ne sono sicuro e comunque non amo questa guerra, pur non escludendo che possa essere condotta sotto il vessillo di principi condivisibili…’

    Saddam è stato paragonato ad Hitler dagli interventisti, mentre i pacifisti al capo del nazismo hanno accostato Bush…

    ‘… non confondiamo le cose. Bush non è un dittatore, è un presidente democraticamente eletto e di ideali democratici. Inoltre mai nessun dittatore ha così sinceramente ammesso che stava preparando una guerra…’

    Innegabili invece le radici nazionalsocialiste del partito Baath…

    ‘… ho affrontato la questione già decenni or sono. Gamal Abd El Nasser apparteneva ad un raggruppamento ‘fascista’ quando, allora giovane ufficiale, nel 1942 aspettava l’ingresso delle truppe tedesche al Cairo. Del resto tutti i regimi socialisti di stato del XX secolo possono essere descritti come ‘nazionalsocialismi, non solo il regime Baath in Siria e Iraq, ma anche l’Unione Sovietica di Stalin e la Cina di Mao…’

    L’anniversario della morte di Stalin è stato ‘festeggiato’ in modo particolare e i riflettori hanno evidenziato i lati positivi a discapito di quelli negativi. Per Hitler, il ‘male assoluto’, c’è sempre e solo condanna. Per Stalin non mancano mai attenuanti…

    ‘… i vincitori hanno sempre ragione, anche se a volte solo temporaneamente, gli sconfitti sono condannati o dimenticati. Qui sta la differenza. Inoltre a denunciare Hitler come il ‘male assoluto’ è stata una ‘teologia storica’ che deve essere rifiutata da ogni storico serio…’

    Ci sono polemiche in corso sulla costituzione europea, se debba contenere un riferimento alla religione come vorrebbe il Papa, o essere rigorosamente laica. Qual è la sua opinione?…

    ‘… la futura costituzione europea dovrà chiarire in che cosa consiste l’identità dell’Europa, distinguendola dal mondo islamico e buddista. Il vecchio continente però non può essere considerato semplicemente come ‘occidente cristiano’…’

    [ha collaborato Renato d’Emmanuele]



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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  2. #2
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    Predefinito

    Personalmente conservo ammirazione e rispetto per il grande Nolte, che non significa sicuramente acritica accettazione di tutte le sue tesi (che restano tuttavia fondamentali nel contesto del dibattito storiografico su momenti decisivi della storia contemporanea). Anche in questa intervista il buon Nolte dimostra la sua grande capacità di intravedere elementi essenziali delle dinamiche geo-politiche mondiali.

    Saluti liberali

  3. #3
    memoria storica di PoL
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    Predefinito ... un esempio di 'moderatore' autenticamente 'liberale': Marcello Pera...

    cari amici
    l'eminente professore cui è dedicato il presente thread ha tenuto ieri una 'lezione' nell'aula del Senato...

    Le 'reazioni' e i 'commenti' si possono leggere sull'articolo del Corriere della Sera riportato di seguito. Encomabile in ogni caso la condotta del 'moderatore', il presidente del Senato Marcello Pera, da additare come esempio per certi [sedicenti] 'liberali'...

    al solito... buona lettura!...


    Forse il presidente del Senato Marcello Pera non si...

    di Daria Gorodisky

    Roma - Forse il presidente del Senato Marcello Pera non si aspettava che da un'iniziativa culturale potesse esplodere una imbarazzante polemica politica. Ma le caratteristiche dell'uomo che ieri è stato invitato a tenere una ‘lezione magistrale’ nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani erano note, Ernst Nolte, internazionalmente discusso storico tedesco revisionista. E durante la sua conferenza sulla filosofia europea, Nolte ha ripresentato la sua teoria del 'tutto-uguale' [nazismo come bolscevismo] e i suoi giudizi su Israele e l'Olocausto…

    ‘... l'unico elemento di differenziazione tra Israele e il Terzo Reich potrebbe essere Auschwitz… la simpatia per i palestinesi è più diffusa di quella per le vittime dell'Olocausto… anche il sionismo voleva conquistare… Israele è uno stato ideocratico ed eccezionale…’

    Queste affermazioni, ripetute il giorno in cui Israele celebra la sua indipendenza, non hanno creato sconcerto tra il pubblico [un centinaio di persone] presente, con l'eccezione del repubblicano Giorgio La Malfa: ‘… mi ritrovo in un'occasione molto sgradevole a causa delle sue imbarazzanti provocazioni…’. A La Malfa ha replicato Pera, nel suo ruolo di moderatore: ‘… non sono accettabili censure…’.

    In sala c'erano esponenti politici, da Giulio Andreotti a Lamberto Dini [Margherita], Andrea Romano [direttore diessino della ‘Fondazione Italiani Europei’, venuto al posto di D'Alema], Ferdinando Adornato [Forza Italia], oltre a rappresentanti della Rai, come il presidente Lucia Annunziata e il consigliere Marcello Veneziani [era invitato l'ambasciatore di Israele in Italia, ma non è intervenuto].

    Qualche imbarazzo?… ‘… nessuno - risponde Adornato - Nolte ha subito un ostracismo in Germania e io mi sono sempre battuto perché potesse esprimere le sue idee. Non condivido le sue tesi, ma perché non invitarlo?…’. E mentre Natale D'Amico, senatore della Margherita, giudica a distanza ‘gravissime le dichiarazioni di Nolte’, il ds Romano racconta di avere ‘preferito tenere un atteggiamento di understatement. E’ uno storico così screditato nel mondo. Comunque Pera ha fatto bene a invitarlo, in Italia ha una sua notorietà…’.
    Alla fine il presidente del Senato ha chiuso così: ‘…la comparazione tra Germania di Hitler, Russia di Stalin e Israele fa insorgere un equivoco grave tra giudizi di natura storiografica e giudizi morali…’. Mentre dal suo entourage si faceva sapere che Pera non condivide la opinioni di Nolte. Parole che certamente non bastano alla comunità ebraica, come spiega Riccardo Pacifici: ‘… siamo assolutamente sorpresi che nel Senato della Repubblica e alla presenza del presidente Pera, che stimiamo, il signor Nolte abbia potuto ripetere tesi che hanno sempre preoccupato il mondo ebraico. Elaboreremo una protesta formale e la richiesta di garanzie per la tutela della nostra memoria…’



    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  4. #4
    fiorirà l'aspidistra
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    Predefinito Re: ... un esempio di 'moderatore' autenticamente 'liberale': Marcello Pera...

    Originally posted by Fecia di Cossato
    E mentre Natale D'Amico, senatore della Margherita, giudica a distanza ‘gravissime le dichiarazioni di Nolte’,
    Ahahahahahahah

  5. #5
    memoria storica di PoL
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    Predefinito ... tanto furore per cosa?...

    Molto condivisibile a mio parere l'articolo comparso oggi su Il Messaggero riguardante la tanto discussa conferenza tenuta ieri a Roma da Ernst Nolte.

    al solito... buona lettura!...




    Ariel Sharon insieme al suo capo di stato maggiore. Ernst Nolte è stato ferocemente aggredito per aver affermato questo: '... se con il tacito accordo degli americani Israele dovesse cogliere l’occasione di attuare il ‘trasferimento’ dei palestinesi, l’unico elemento essenziale di differenziazione fra Israele e il Terzo Reich sarebbe Auschwitz...'. In realtà non ha fatto che ribadire una ovvia verità...


    Il futuro dell’Europa. Qualche speranza, molte
    contraddizioni, troppi problemi irrisolti.

    In una conferenza a Roma, Ernst Nolte traccia un profilo del Vecchio Continente più grigio che roseo. Con un pericolo fondamentale...


    di Pietro M. Trivelli

    Piccola penisola dell’Asia. Questa era l’Europa per Nietzsche, che pur ne rivendicava un ‘territorio’ esteso fino all’America ‘figlia della nostra civiltà’. Buon lettore di Nietzsche, Ernst Nolte - allievo di Heidegger - si pone dell’Europa un problema ‘filosofico’. ‘La speranza per il futuro può nascere ormai solo dall’ipotesi paradossale che il modello americano di democrazia si affermi anche in Francia e nel resto del continente’, dice Nolte, tornato a Roma per una conferenza che ha riacceso la miccia delle polemiche.
    Campione del revisionismo storico [sostiene che tra il 1917 e il 1945 c’è stata una ‘guerra civile europea’, mentre il nazismo non sarebbe altro che una ‘reazione’ al comunismo], professore emerito della Libera Università di Berlino [con esperienza accademica anche a Gerusalemme], Ernst Nolte - a 80 anni da poco compiuti - è sempre al centro del dibattito che dalla storia sfocia in politica. Esce in questi giorni il suo nuovo libro, Storia d’Europa dal 1848 al 1918. Sarà un altro vespaio, a giudicare dalle reazioni suscitate già ieri sera al termine della conferenza, sul tema ‘La filosofia europea e il futuro dell’Europa’, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani [su invito del presidente del Senato, Marcello Pera, che definisce Nolte ‘uno dei grandi storici dell’ultimo secolo’].
    Avversato per le sue tesi revisioniste [si è attirato anche le risposte di Jurgen Habermas, il quale gli contesta la tendenza neo-conservatrice tesa a ridestare in Germania una ‘coscienza nazionale’ senza più ‘complessi di colpa’], persino le sue polemiche sono oggetto di riflessione storiografica. Per esempio in uno scambio epistolare con il compianto François Furet, il quale gli ricordava che gli ‘elementi culturali’ divenuti ‘dottrina’ fascista e nazista erano preesistenti alla prima guerra mondiale e alla rivoluzione russa.
    L’Europa risente tuttora di simili lontane ‘sofferenze’?… Lui, Nolte, ve ne aggiunge ora delle altre, allungando lo sguardo fino ad Israele. ‘Pur non trovandosi sul territorio europeo - dice - Israele è stata creata da europei, principalmente dagli ebrei vittime delle discriminazioni dell’impero zarista e della repubblica di Polonia nata dopo il 1918’. E oggi?… ‘Dopo la vittoriosa campagna bellica americana contro l’Iraq di Saddam Hussein - è la risposta di Nolte - l’esistenza di Israele appare ora più garantita, e certamente questa garanzia ha rappresentato uno dei massimi obiettivi degli americani’. Con un rischio che preoccupa Nolte e chi lo applaude: ‘L’ulteriore espansione della sfera di influenza della ‘civiltà mondiale americana’ comporterà per l’Europa il pericolo di una sottomissione totale alla volontà politica e all’influenza culturale degli Usa’. Ancora: ‘Se con il tacito accordo degli americani Israele dovesse cogliere l’occasione, offerta dalle turbolenze del dopoguerra, di attuare il ‘trasferimento’ dei palestinesi, l’unico elemento essenziale di differenziazione fra Israele e il Terzo Reich sarebbe Auschwitz, un evento che aveva come premessa una grande guerra, mentre in Medio Oriente non esiste alcuna analogia in questo senso’.
    Con quale futuro, non solo per l’Europa [e non solo filosofico]?… Solo un sistema di sorveglianza su scala mondiale - è la ricetta di Nolte, che tuttavia si accorge di ‘non essere stato in grado di tracciare un quadro dell’Europa che ispiri ottimismo e fiducia’ - può garantire all’umanità una sicurezza pur sempre precaria, un sistema rispetto al quale i totalitarismi del passato apparirebbero come modelli di liberalità. A quel punto non vi sarebbe più alcuna differenza, in termini qualitativi, tra l’Europa e gli Stati Uniti o tra l’Europa e l’Indonesia’.
    Insomma, revisionismo dei revisionismi, per Nolte, persa la bussola della ‘sfera della filosofia’, ‘guardiamo al futuro dell’Europa in una prospettiva che non ha più nulla di europeo’. Lui non si stanca di ripetere - come scrisse a Furet nel dicembre 1966 - che ‘uno storico sa che le ‘revisioni’ sono il pane quotidiano della scienza’. Persino la mitologia - da cui Nolte è partito nel suo lungo ‘viaggio’ sull’Europa - non fu immune dal revisionismo. Lo attestano i tanti modi in cui si narra di quando Giove s’invaghì della figlia di un re fenicio, e la rapì sulla spiaggia, trasformato in toro. Chi rapirà, ancora, l’avvenente Europa?… Il dibattito è aperto.



    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  6. #6
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    Predefinito

    Originally posted by Pieffebi
    Personalmente conservo ammirazione e rispetto per il grande Nolte, che non significa sicuramente acritica accettazione di tutte le sue tesi (che restano tuttavia fondamentali nel contesto del dibattito storiografico su momenti decisivi della storia contemporanea). Anche in questa intervista il buon Nolte dimostra la sua grande capacità di intravedere elementi essenziali delle dinamiche geo-politiche mondiali.

    Saluti liberali
    Mi fa piacere che conservi ammirazione per Nolte. Ma non dovrebbe essere anche lui un "nazicomunista"? Un terribile antisemita delirante e tramante ? Potrebbe spiegarci un attimo, vista l'incongruenza di giudizio?

  7. #7
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    Predefinito

    Nolte ha anche formulato giudizi storiografici discutibili: penso al concetto di "ribellione contro la trascendenza" per definire il nazionalsocialismo, e all'alta definizione di questo come semplice "anticomunismo" (cioè riducendolo a mera reazione contro la minaccia politica proveniente dall'est).
    Il concetto di "guerra civile europea" per il periodo 1914-45 è invece largamente accettabile, perchè stabilisce chiaramente l'unità del periodo, che è quello che ha determinato l'eclisse storica dell'europa, e l'ascesa della superpotenza nordamericana.

    saluti

  8. #8
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    Predefinito ... le 'repliche' dell'ambasciatore Gol...

    cari amici
    ieri l'ambasciatore israeliano in Italia Ehud Gol ha concesso a Libero l'intervista seguente didecata in massima parte alla conferenza tenuta due giorni fa in Senato da Ernst Nolte.

    Se si va a vedere su http://www.israel-amb.it/Uffici/CVgol.htm , l'ambasciatore Gol si avvale del prestigioso curriculum qui sotto riportato, nel quale si evidenzia in modo particolare l'aspetto 'istruzione' ...


    Curriculum vitae dell'ambasciatore Ehud Gol

    Nato a Gerusalemme nel 1946
    1964–1965 servizio militare nelle Forze di Difesa d’Israele
    1965–1971 Assistente presso il Dipartimento del Personale al Ministero degli Affari Esteri
    1972–1977 Vice Console al Consolato Generale d’Israele a New York
    1977-1980 Senior Assistente presso il Dipartimento del Personale
    1980-1982 Console per la Stampa e l’Informazione presso il Consolato Generale d’Israele per il Mid West a Chicago
    1982-1984 Console per l’Informazione presso il Consolato Generale d’Israele a New York
    1984-1986 Vice Portavoce del Ministero degli Affari Esteri
    1986-1988 Portavoce e Direttore del Dipartimento Stampa
    1986-1988 Consigliere Speciale del Presidente dello Stato
    1988-1991 Console Generale a Rio de Janeiro
    1991-1992 Portavoce del Primo Ministro
    1992-1995 Direttore Generale per la Cooperazione Internazionale e Capo del Mashav [Centro per la Cooperazione Internazionale]
    1995-1999 Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario in Spagna e Andorra
    1999-2001 Direttore Generale per l’Europa Occidentale
    2001 Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario in Italia, Albania, Malta e San Marino

    Istruzione Superiore

    1969-1971 Università Ebraica di Gerusalemme – Relazioni Internazionali e Scienze Politiche
    1973-1975 Università di New York – Studi Americani
    1978-1979 Ministero degli Esteri, Gerusalemme - Corso Diplomatico Superiore


    Dopo aver dato un'occhiata a tale curriculum il lettore potrebbe giustamente aspettarsi da lui, in risposta alle affermazioni di Nolte, quanto meno 'argomentazioni' valide, ovviamente corredate da 'riscontri' non meno validi. Lascerò che il lettore stesso giudichi da quello che segue se tale sua aspettativa sia stata o meno appagata. Mi sono permesso unicamente di evidenziare certe 'affermazioni' di Gol poichè mi sono sembrate straordinariamente simili [o meglio assolutamente identiche ...] ad altre che circolano quotidianamente su questo stesso forum...


    come sempre... buona lettura!...




    Incontro assai caloroso tra i presidente del senato Pera e l'ambasciatore di Israele Ehud Gol dell'8 febbraio 2002... saranno un poco raggelati ora i rapporti tra loro?...


    Nolte antisemita ignorante. Un errore invitarlo al Senato.

    Grandi polemiche dopo che lo storico tedesco ha paragonato Israele al Terzo Reich e all’Urss dei gulag

    di Dimitri Buffa

    ‘Ernst Nolte?… più che un filosofo lo definirei un ignorante antisemita e mi dispiace che le sue teorie revisioniste abbiano trovato ospitalità proprio all’interno di quel Senato italiano che ha istituito il 27 gennaio come data della memoria dell’Olocausto in Italia… di questo cosiddetto filosofo mi chiedo una sola cosa: da che parte stava la sua famiglia nella Germania hitleriana [??…- n.d.r.] …’

    Non usa il fioretto ma la scimitarra l’ambasciatore israeliano in Italia Ehud Gol per replicare il giorno dopo a Nolte, il quale ieri l’altro ha praticamente negato il diritto di esistenza dello stato di Israele [??…- n.d.r.] alla presenza del presidente del Senato Marcello Pera in un convegno sull’Europa e le sue radici tenutosi a Palazzo Madama.

    Ambasciatore Gol, nel giorno in cui si celebra l’indipendenza dello stato ebraico e i suoi caduti, il filosofo Ernst Nolte in un convegno organizzato dal presidente del Senato Pera ha paragonato lo stato di Israele all’ex-Unione Sovietica di Stalin e alla Germania di Hitler. Come commenta questa cosa?…
    ‘Non definirei Nolte un filosofo né tantomeno un intellettuale. E’ solo un ignorante e un antisemita guidato da un odio viscerale verso il popolo ebreo. Definirlo un filosofo sarebbe un complimento che non merita…’

    Ernst Nolte è noto anche ai sassi come revisionista. Con il senno di poi ha fatto male il presidente Pera ad invitarlo?…

    Non saprei dire dove è stato educato Nolte [??…vedesi il mio postato iniziale - n.d.r.] ma sarebbe interessante sapere da quale parte stavano lui e la sua famiglia al tempo del regime nazista in Germania [??… nuovamente insiste con questa osservazione semplicemente idiota… - n.d.r.]. E’ comunque triste che proprio nel Senato italiano che ha adottato il 27 gennaio come giornata in memoria dell’Olocausto per educare i giovani su quello che è stata la Shoa, proprio in questo Senato si dicono delle cose che provano quanto ancora è forte l’antisemitismo fra molti europei…’

    Il filosofo definisce Israele una ‘ideocrazia’ e un’invenzione del colonialismo europeo in seno ai paesi arabi. Come risponde?…

    ‘Ogni persona che nega il diritto di Israele ad esistere e il diritto del popolo israeliano ad avere uno stato indipendente [??… quando mai Nolte si è espresso in questi termini?…- n.d.r.] è una persona guidata dall’odio e dall’antisemitismo. Non c’è nessuna ragione per la quale non dovremmo avere gli stessi diritti degli altri popoli…’

    Nella stessa occasione Nolte ha rispolverato altri due luoghi comuni, che cioè gli attentati alle torri gemelle gli americani se li sono fatti da soli e la guerra in Iraq è stata voluta da Israele. La sua replica?…

    Ho già definito Nolte un ignorante.Apparentemente non si stanca di provare questo fatto…’

    Quale percentuale rappresenta nel Parlamento israeliano quella parte di cittadini che vorrebbe deportare i palestinesi in Giordania?…

    ‘C’era una volta un partito in Israele che si richiamava alla deportazione degli arabi. Questo partito è stato messo fuori legge dai tribunali israeliani perché era razzista e quindi contrario alla legge democratica dello stato…’

    Sempre ieri un pilota dell’Alitalia è atterrato a Tel Aviv dicendo ai passeggeri ‘benvenuti in Palestina’. Ignoranza?… Maleducazione?… Provocazione…?

    ‘Forse è una combinazione di tutti questi fattori. Come ho detto in altre occasioni ci aspettiamo una sua punizione affinchè simili episodi non si ripetano…’

    Nel giorno del 55-mo anniversario della nascita Israele vive uno dei periodi più difficili della sua storia. Oltre alla guerra contro il terrorismo palestinese vi sono disoccupazione ed economia che rallenta. Si sentono continui appelli a recarsi in Israele come turisti, ma è possibile garantire sicurezza del volo e del soggiorno?…

    ‘Stiamo facendo tutto il possibile nella guerra contro il terrorismo. Israele non è luogo meno sicuro di tanti altri pesi sotto la minaccia del terrorismo internazionale. Una delle risposte al terrorismo è proprio continuare una vita normale nonostante la paura. Così si sconfigge il terrore e da qui passa anche la ripresa del turismo in Israele…’



    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

 

 

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