Accuse per Telekom-Serbia Prodi: ridicolo, farò denuncia
Un testimone parla dei destinatari delle tangenti ed evoca «Mortadella» Citati Dini (Ranocchio) e Fassino (Cicogna) che annunciano querele
ROMA - Romano Prodi, Lamberto Dini e Piero Fassino hanno già annunciato azioni legali contro il promotore finanziario Igor Marini che ieri li ha tirati in ballo per le presunte tangenti circolate intorno all’acquisizione di Telekom-Serbia da parte di Telecom Italia. Ma un altro siluro contro il presidente della Commissione Ue arriva dall’inchiesta parlamentare sul caso Mitrokhin: l’ammiraglio Giuseppe Grignolo, già capo reparto del Sismi, ha ipotizzato un eventuale collegamento tra la società Nomisma, allora diretta da Prodi, il servizio segreto militare e il Kgb sovietico. E ora la Cdl vuole approfondire ma Pierluigi Castagnetti (Margherita) già parla di «doppia strategia per zittire l’Ulivo». Il «testimone» Igor Marini (è indagato per riciclaggio a Roma) si è presentato davanti alla commissione parlamentare Telekom-Serbia e ha giurato di aver «ripulito» fondi neri per 55 milioni di dollari, riferibili alla transazione conclusa nel ’97 tra Roma e Belgrado, e di aver versato denaro a «faccendieri» che avrebbero agito per conto di politici italiani. Marini, dunque, ha sparato i soprannomi: «"Mortadella", "Ranocchio", "Cicogna"».
Al presidente della commissione, Enzo Trantino (An), non è stato difficile decrittare: «Non voglio una macelleria mediatica». Così l’audizione è stata sospesa su proposta della Cdl mentre l’Ulivo insorgeva perché avrebbe voluto controinterrogare il «teste». E’ stato quindi disposto il sequestro dei documenti che Marini dice di custodire presso la Cassa dei notai di Lugano: e oggi, due funzionari di polizia e due parlamentari, Nan (FI) e Kessler (Ds), accompagneranno in Svizzera il «teste Igor» per recuperare le carte affidate al notaio Gianluigi Boscaro (morto in un incidente di deltaplano).
Il «teste Igor» afferma di aver invano interpellato la Procura di Roma, di aver subito minacce e 3 attentati: «Col coltello ma ho schivato il colpo». Così Trantino ha interpellato il prefetto Del Mese che ha subito assicurato una scorta al promotore finanziario. Ma chi è Marini? Figlio dell’attrice polacca Halina Zaleweska (apparsa nel «Gattopardo»), il suo nome è legato alle coincidenze: era socio dell’avvocato Fabrizio Paoletti (il «mister x» già ascoltato dalla commissione) che lo smentì a gennaio, affermando che Marini si sarebbe spacciato per il numero due dello Ior (la banca vaticana, ndr ) e avrebbe falsificato un documento inviato alla commissione e ritenuto un falso. Paoletti e Marini, inoltre, si sarebbero denunciati a vicenda e ora sono indagati per riciclaggio. Altra coincidenza: ieri, il «Riformista», vicino a D’Alema, pubblica un articolo («Contro Prodi non è finita. Ora tocca a Telekom Serbia») e qualcuno, nei Ds, collega la «Cicogna» di Marini con una vignetta pubblicata a ottobre dal quotidiano: «Era un Fassino col collo di cicogna».
Ora la Cdl si aspetta molto dalla trasferta di Lugano: «E’ saltata la Santa Barbara», confida Trantino. E l’Ulivo organizza il fuoco di sbarramento: «E’ il frutto avvelenato del clima creato da Berlusconi», dicono Violante e Angius. E i politici tirati in ballo (c’è pure la «signora Ranocchia molto superba e falsamente chic») denunciano Marini: «Falsità e calunnie», reagisce Dini. E Prodi: «Anche se si è superato il senso del ridicolo, agiremo per vie legali contro questa grave diffamazione».
Dino Martirano




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