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Io all'elenco dei siti interessanti sulla lingua sarda aggiungerei senz'altro www.sardinna.info, il primo vero tentativo di fare un quotidiano online interamente in sardo, con risultati niente affatto disprezzabili, visto che in un anno si sono superate le tremila notizie...
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e aggiungiamo il primo corso di sardo completo mai creato online, con grammatica, vocabolario, e unità didattiche
www.comitau.org
e il primo sito di grafica moderna in sardo
www.artivu.com
nonchè il supporto informatico del corso di sardo radiofonico
http://www.radiopress.it/allui/contu/fabula.html
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Grazie davvero per la cordialità.
Per le "femmine che finiscono" avevate ragione voi naturalmente; era "acabodoras", solo che la mia fonte(un'enciclopedia) dice che queste donne strozzavano i moribondi.
Comunque sempre complimente per le lotte che sostenete;purtroppo dapertutto il patrio idioma è disprezzato da gente senza identità. Il mio idioma napoletano non esiste più quasi!
Saluti fraterni.
Stateve ''bbuono.
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Ciao Ninco Nanco,
invece sai che ti dico? Mia nonna era napoletana, di Napoli Napoli e pur abitando da 40 anni qui in Sardinnya, sapeva dire solo "aici" ("così") in sardo e difendeva strenuamente la sua lingua...infatti io capisco abbastanza bene anche il napoletano, dato che qualche ora ce l'ho passata con lei.
Ma anche mio padre, che è della provincia di Caserta, se incontra uno napoletano gli parla in quell'idioma, perchè solo così possono condividere quel modo di vedere il mondo, esattamente come con mia madre parla in sardo. E' solo questione di elasticità che, hai ragione, non tutti mostrano...
A si biri! Ciao!
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Beh, in effetti i campani in Sardegna sono abbastanza numerosi, soprattutto nelle zone costiere dove molti di loro sono dediti alla pesca.
Comunque la cosa incredibile non è tanto il numero di campani o napoletani, quanto dei ponzesi, cioè gli abitanti dell'isola di Ponza che sono tutti, ma proprio tutti, pescatori.
Anzi pescatori con la P maiuscola, veri e propri lupi di mare.
Per fare un paragone loro stanno a proprio agio nell'acqua così come un pastore barbaricino può stare a proprio agio tra le rocce dell'interno.
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Ma chi l'ha detto che il napoletano come lingua non esiste quasi più? Esiste eccome e in libreria si può trovare persino un manuale di conversazione, cosa che per il nostro sardo ancora non c'è...
Anche il napoletano a mio parere ha tutte le carte in regola per diventare lingua di grande cultura e di comunicazione di massa e per raggiungere tale risultato la ricetta è sempre la stessa: occorre che i parlanti facciano del loro meglio e si sforzino d'impiegarla in tutti i contesti e di creare neologismi...
W la lingua napoletana!
Saluti - Michele.
P.S.: Verissimo che i ponzesi la pesca ce l'abbiano nel sangue e va notato che in gran parte sono anche loro di origine napoletana... I due cognomi più diffusi a Ponza sono Vitiello e Mazzella: il primo è tipico di Torre del Greco, dove tuttora ce ne sono due pagine sull'elenco telefonico, il secondo è invece caratteristico dell'Isola d'Ischia (quindi ci troviamo in presenza di uno spostamento da un'isola a un'altra...), dove tuttora è due volte più numeroso rispetto a Ponza...
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[QUOTE]Originally posted by Michele64
[B]Ma chi l'ha detto che il napoletano come lingua non esiste quasi più? Esiste eccome e in libreria si può trovare persino un manuale di conversazione, cosa che per il nostro sardo ancora non c'è...
Anche il napoletano a mio parere ha tutte le carte in regola per diventare lingua di grande cultura e di comunicazione di massa e per raggiungere tale risultato la ricetta è sempre la stessa: occorre che i parlanti facciano del loro meglio e si sforzino d'impiegarla in tutti i contesti e di creare neologismi...
W la lingua napoletana!
Saluti - Michele.
Ave. Prima di tutto, viva tutte le lingue, espressione dinamica della cultura di un popolo, non solo il napoletano, ma abbasso l'inglese per ciò che lo si vorrebbe far diventare. W le lingue, i popoli, le differenze, le Tradizioni.
Perchè dico che il napoletano non esiste quasi più? Perchè oggi si parla un napoletano molto italianizzato, o meglio fiorentinizzato. Il patrio idioma è quasi scomparso. Ma quel che è peggio: parlare napoletano( o casertano, o lucano, che è quasi lo stesso) è qui da me considerato sinonimo di rozzezza. Io lo parlo in ogni caso, sempre o quasi(ma un napoletano molto italianizzato, quello verace è quasi perso, estinto, sigh), fregandomene di quello che pensono gli altri. La lingua dell'occupante piemontese non so quasi cosa sia, la mia lingua è quella dei miei Padri.
Il problema più grosso, quindi, è che qui la gente non ha coscienza della propria storia e cultura e l'idioma patrio è divenuto davvero raro, e con questo passo fra 100-150 sarà morto l'ultimo "Uomo" che parlava ancora la lingua che fu dei suoi padri, o che almeno assomigliava all'idioma dei suoi padri. La nazione ha guardato in faccia sè stessa ed ha avuto vergogna: ha rinnegato l'eredità dei padri e si è data all'occupante straniero, che padre nostro non è.
Salvaguardare, avvolorare la propria lingua è uno dei principali punti dell'uomo tradizionale, legato alla sua terra e alla sua memoria.
Scusate se vi sto annoiando, mi fermo qua.
Saluti fraterni.
Stateve ''bbuono.
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Citazione:
Originally posted by Aleri
Ciao Ninco Nanco,
invece sai che ti dico? Mia nonna era napoletana, di Napoli Napoli e pur abitando da 40 anni qui in Sardinnya, sapeva dire solo "aici" ("così") in sardo e difendeva strenuamente la sua lingua...infatti io capisco abbastanza bene anche il napoletano, dato che qualche ora ce l'ho passata con lei.
Ma anche mio padre, che è della provincia di Caserta, se incontra uno napoletano gli parla in quell'idioma, perchè solo così possono condividere quel modo di vedere il mondo, esattamente come con mia madre parla in sardo. E' solo questione di elasticità che, hai ragione, non tutti mostrano...
A si biri! Ciao!
Se vostra nonna era degli inizi del secolo conosceva un napoletano abbastanza puro. Qui ancora oggi qualche dolce vecchietta conosce un patrio idioma abbastanza verace, ma purtroppo lo parla poco. Lo sentiva dalla bocca dei suoi nonni, ma oggi l'abitudine(causata da televisione, nipoti, ecc) e soprattutto la meschina beffa che la gente si fa di loro quando esprimono sentimenti nella nostra più verace lingua li fa piegare ad usare una lingua volgarizzata dall'idioma fiorentino.
A proposito, se non entro troppo nei fatti vostri personali, di dove è precisamente vostro padre? Anche io sono della prov. di Caserta, la mitica "Terra di Lavoro", in passato anche detta "Campania Felix".
Saluti fraterni.
Cristo vi assista.
'A Maronna t''accumpagna.
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Caro Ninco Nanco, se desideri "veracizzare" il tuo napoletano, ti consiglierei senz'altro di acquistare il manuale di conversazione di cui ho parlato nel mio precedente thread... S'intitola "A Napoli si parla così", è stato scritto da Bruno Amato ed Anna Pardo e lo puoi trovare nelle migliori librerie... è anche disponibile il vocabolarietto Garzanti-Vallardi degli stessi autori...
Saluti - Michele.
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Mio padre è di S. Marzano sul Sarno, mitico paese rà pummarola!! Comunque ha girato molto, per lavoro e per altro...