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  1. #1
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    Predefinito insomma, meglio non farlo sto processo và......

    In Origine Postato da Barbanera
    Ma sei sicuro che sia stato un altro agente a sparare???

    B.
    certamente no, però mi pare che sia così, o meglio

    placanica sparò in aria, come normale, e un killer uccise Giuliani.

    in questo caso è proprio un segreto di pulcinella,
    è già stato scritto tutto da le monde,
    cioè la presenza di un secondo sparatore

    addirittura già è stato detto che il foro nel cranio di giuliani è compatibile solo con un a pallottola entrata da dietro....

    E' altresì chiaro che i black block genovesi et similia sono manovrati dal ministero dell'interno, e i carabinieni coprono.

    Insomma questa volta il mistero non è poi tanto misterioso,
    ma tanto agli italiani va bene lo stesso.

  2. #2
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    Predefinito

    10 dicembre - Il perito d' ufficio Valerio Cantarella deposita in Procura la perizia balistica ordinata dal pm Silvio Franz titolare dell' inchiesta sull' uccisione di Carlo Giuliani. Secondo le conclusioni della perizia in piazza Alimonda non sparo' solo la pistola di ordinanza del carabiniere di leva Mario Placanica, ma anche un' altra arma. La perizia ha infatti stabilito che i due bossoli, uno trovato all' interno della camionetta dei carabinieri, l' altro per terra in piazza nelle immediate vicinanze, sono stati sparati da due pistole diverse, anche se entrambe del tipo in dotazione ai militari. Mario Placanica, accusato di omicidio volontario per la morte di Giuliani, nel corso degli interrogatori, ha ammesso di aver sparato con la sua Beretta calibro 9 due colpi di pistola. Ora la perizia apre un nuovo filone di indagine per scoprire chi quel giorno in piazza, oltre a Placanica, ha sparato un colpo di pistola. Un testimone degli scontri, Bruno Abile, fotografo freelance di Parigi, sentito il 20 luglio dai giornalisti, aveva gia' raccontato che quel pomeriggio aveva sentito sparare in piazza Alimonda dei colpi di pistola. Abile aveva cosi' raccontato la morte di Carlo Giuliani: "Intorno alle 17.30 il grosso dello schieramento di polizia in via Tolemaide ha cominciato a tornare indietro rapidamente fino a fermarsi all' altezza del cavalcavia della ferrovia in corso Torino. Trecento manifestanti hanno seguito la polizia, mentre molti da dietro gridavano "e' una trappola". "Io sono andato dietro ai manifestanti tranquillo - aveva aggiunto - e in un piccolo vicolo a sinistra ho visto 30-40 carabinieri con gli scudi. La polizia ha sparato i lacrimogeni. I carabinieri del vicolo invece non hanno sparato, ma si sono spostati indietro di una ventina di metri correndo in disordine sino a piazza Alimonda. Qui c'erano un furgone e due jeep che sono subito partite. Una jeep si scontrata contro un cassonetto. E non e' riuscita a ripartire. A bordo c'erano un autista e due persone. Sei o sette manifestanti si sono avvicinati e hanno gettato sassi da cinque o sei metri. Poi hanno cominciato a colpire la macchina con i bastoni". Abile infine aveva concluso: "i poliziotti erano fermi a venti metri. Io non capivo perche' non andavano ad aiutare i carabinieri. Mentre fotografavo, ho visto un uomo in divisa senza scudo, forse un ufficiale, che impugnava una pistola. Ho sentito dei colpi. Pensavo fossero in aria invece ho visto cadere un ragazzo. Il proiettile gli e' entrato nell' occhio destro e il sangue zampillava dall' occhio".

    11 dicembre - ANSA:
    Saranno fatte ulteriori verifiche sui bossoli ritrovati sul luogo dell' uccisione di Carlo Giuliani, il manifestante morto durante gli scontri del G8 di Genova. Gli inquirenti non escludono la possibilita' di perizie anche sulle armi di altri poliziotti e carabinieri presenti quel giorno in piazza Alimonda. Al momento non e' stato stabilito se verra' sentito di nuovo il padre del ragazzo Giuliano Giuliani. Le ulteriori verifiche sui bossoli si sono rese necessarie dopo che la perizia balistica, consegnata al pm Silvio Franz, ha affermato che il bossolo ritrovato all' interno della jeep dei carabinieri e' compatibile all' 80 per cento con la pistola di Mario Placanica, il giovane militare che ha ucciso Carlo Giuliani, mentre il bossolo ritrovato all'esterno e' compatibile soltanto per il 10 per cento. Quest'ultimo bossolo con ogni probabilita' e' stato esploso da un'altra pistola. Al momento l'ipotesi piu' probabile per gli inquirenti e' che questo secondo bossolo sia stato sparato da un poliziotto o un carabiniere poco prima dell' uccisione di Giuliani, a scopo intimidatorio nei confronti dei manifestanti. Nella confusione seguita alla morte del giovane dimostrante, i poliziotti della scientifica che hanno effettuato i rilievi avrebbero ritrovato soltanto uno dei due bossoli sparati da Placanica. Il secondo sarebbe andato perso, mentre sarebbe stato recuperato questo bossolo sparato da altra pistola. Un' altra ipotesi e' invece che in piazza Alimonda abbia sparato anche una seconda persona. Un fotografo free lance francese, Bruno Abile, aveva raccontato poche ore dopo di aver visto un uomo in divisa forse un ufficiale, che impugnava la pistola. Dopo di che aveva sentito due spari. Anche questa testimonianza verra' vagliata dagli inquirenti. (nota mia: ma quando mai )

    http://web.tiscali.it/no-redirect-ti...varie2001d.htm

  3. #3
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    Predefinito

    GENOVA (CNN) -- Furono due le pistole che spararono mentre un gruppo di ragazzi assaliva una jeep dei carabinieri durante gli scontri del G8 a Genova, quando il 20 luglio scorso in piazza Alimonda venne ucciso il manifestante Carlo Giuliani, di 23 anni. La perizia balistica di Valerio Cantarella sui due bossoli ritrovati, uno sulla jeep e uno in terra, ha concluso che hanno sparato due armi diverse, entrambe del tipo in dotazione ai militari.

    Gli inquirenti ora non escludono di dover ordinare delle perizie sulle armi che avevano gli appartenenti alle forze dell'ordine presenti quel venerdì pomeriggio in piazza Alimonda. E prevedono di sentire la testimonianza del fotografo free lance Bruno Abile, che all'epoca disse di aver visto un altro carabiniere sparare durante l'assalto, mentre gli agenti di polizia si tenevano a distanza.

    Secondo il perito incaricato dal pubblico ministero Silvio Franz, uno dei bossoli è compatibile con la Beretta calibro 9 del carabiniere di leva di 21 anni Mario Placanica, che era all'interno della jeep assalita e, accusato di omicidio volontario, invoca la legittima difesa. Ma non lo è il secondo bossolo, che rende necessarie nuove indagini per capire chi altro sparò in piazza Alimonda quel pomeriggio.

    Bruno Abile, che vive a Parigi, disse subito di avere visto un uomo sparare durante l'assalto alla jeep, ma dalla strada. "Era a cinque, sei metri dalla jeep", precisò Abile al quotidiano francese "Le Monde", aggiungendo che l'uomo era senza scudo e gli era sembrato un ufficiale.

    In quei giorni, vari mezzi di comunicazione documentarono con immagini il fatto che in più di una occasione, durante gli scontri, i carabinieri oltre a uomini in borghese avevano puntato le pistole a altezza d'uomo contro i manifestanti

    Cosa succedeva a piazza Alimonda?
    Di certo, però, la perizia fa sorgere nuovi dubbi su quanto accadde in piazza Alimonda il pomeriggio del 20 luglio, primo giorno del vertice del G8 e degli scontri fra forze dell'ordine e manifestanti no global, seguiti alle violenze dei black bloc.

    La testimonianza del fotografo
    Il fotografo Bruno Abile, freelance di Parigi, aveva però subito raccontato anche dell'altro.

    Mentre Giuliani e altri giovani assalivano la jeep, Abile era lì. "I poliziotti erano fermi a venti metri - disse - Io non capivo perché non andavano a aiutare i carabinieri. Mentre fotografavo, ho visto un uomo in divisa senza scudo, forse un ufficiale, che impugnava una pistola. Ho sentito dei colpi. Pensavo fossero in aria invece ho visto cadere un ragazzo. Il proiettile gli è entrato nell'occhio destro e il sangue zampillava dall'occhio. Dei carabinieri si sono avvicinati e l'hanno preso a calci. Hanno picchiato anche dei fotografi. E due minuti dopo, i carabinieri si picchiavano fra di loro".

    Abile aveva assistito anche al modo nel quale si era creata quella situazione senza vie d'uscita. "Verso le cinque e mezza del pomeriggio - aveva raccontato - il grosso dello schieramento di polizia in via Tolemaide ha cominciato a tornare indietro rapidamente fino a fermarsi all'altezza del cavalcavia della ferrovia in corso Torino. Trecento manifestanti hanno seguito la polizia, mentre molti da dietro gridavano 'è una trappola'. Io sono andato dietro ai manifestanti e in un piccolo vicolo a sinistra ho visto 30-40 carabinieri con gli scudi. La polizia ha sparato i lacrimogeni".

    E ancora: "I carabinieri del vicolo invece non hanno sparato, ma si sono spostati indietro di una ventina di metri correndo fino a piazza Alimonda. Qui c'erano un furgone e due jeep che sono subito partite. Una jeep si è scontrata contro un cassonetto. E non è riuscita a ripartire. A bordo c'erano un autista e due persone. Sei o sette manifestanti si sono avvicinati e hanno gettato sassi da cinque o sei metri. Poi hanno cominciato a colpire la macchina con i bastoni".

    http://www.cnnitalia.it/2001/ITALIA/12/11/giuliani/
    E' inutile far rilevare come il non luogo a procedere nei confronti di placanica significhi in realtà la fine delle indagini

    L'eventuale "innocenza" del carabiniere dovrebbe risultare da un processo, non da un non luogo a procedere, incredibile in caso di omicidio

  4. #4
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    Predefinito L'Autopsia....

    I buchi neri dell'inchiesta, scontro tra periti

    Proprio l'autopsia, eseguita all'ospedale Galliera dai professori Marcello Canale e Marco Salvi, è stato invece il primo buco nero dell'inchiesta, tanto che il pm Franz l'ha definita «superficiale» nella richiesta di archiviazione. Infatti, nella tac del cranio di Giuliani il radiologo vede un «frammento metallico» che potrebbe essere un pezzo del proiettile, ma in sede di autopsia Canale non se ne accorge, benché abbia il referto sul tavolo. Non si può recuperare perché il corpo viene cremato per volontà della famiglia, così rimangono in sospeso anche gli interrogativi sui fori d'entrata (sullo zigomo) e d'uscita (sulla nuca): il secondo è molto più piccolo del primo e così non dovrebbe essere quando una calibro nove ti centra in pieno volto al massimo da tre metri; in genere succede il contrario, il foro d'uscita è più grande. Le dimensioni (e la forma) dei fori non sono l'unica stranezza. Alto fattore di incertezza, le prime due perizie balistiche si contraddicono su quante armi hanno sparato (la prima dice due, non una, comunque i proiettili non sono mai stati trovati) e sulla distanza tra l'arma e la sua vittima, decisiva per stabilire quanto fosse seria l'offesa rappresentata dal ragazzo con l'estintore in mano.

    E' entrato perciò in campo un collegio di consulenti di primo piano, nominati dal pm a febbraio del 2002. Sono Paolo Romanini e Pietro Benedetti (balistici), Carlo Torre (medico legale) e Nello Balossino (informatico, esperto di audiovisivi). E' Torre a trovare un frammento di piombo (del peso di 0.0244 grammi) nell'involucro che conteneva il passamontagna di Giuliani, e ritiene che appartenga al nucleo del proiettile, l'interno cioè dell'ogiva blindata. Siccome il frammento è sporco di materiali «in uso nell'edilizia», il collegio ipotizza che il poiettile si sia frantumato perché ha impattato contro «un bersaglio intermedio». Prima se la prendono con l'estintore, ma non funziona. Poi Balossino, analizzando i filmati, dirà che a deviare un colpo è stato un sasso che sembra sbriciolarsi poco prima di giungere sulla jeep, formando una nuvola bianca. A quel punto Placanica, senza che il pm voglia risentirlo, dice in tv di aver sparato «in alto aria» (Terra, Canale 5, 27 maggio 2002) e infine «in aria» (Tg1, 20 luglio , dettaglio che non gli era mai venuto in mente nelle già contraddittorie dichiarazioni al pm. Basta e avanza a Franz e alla gip Daloiso. Ma del tutto diversa è sempre stata la ricostruzione dei consulenti della famiglia Giuliani, difesa dagli avvocati Giuliani Pisapia e Lea Vinci. Il balistico Claudio Gentile e i fisici Giorgio Accardo, Roberto Ciabattoni e Ferdinando Provera affermano che la nuvoletta bianca appare nei video in un istante incompatibile con la morte di Giuliani, segnata dalla macchia rossa che appare sul passamontagna in corrispondenza dello zigomo, mentre la pietra va «regolarmente» ad infrangersi lasciando un segno sul tettino sopra la seconda «i» della parola carabinieri.

    http://www.anarcotico.net/forum/viewtopic.php?p=3961

  5. #5
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    GENOVA. Omicidio Giuliani: secondo la perizia consegnata ieri al pm Franz, il proiettile che colpì Giuliani fu sparato verso l'alto e sarebbe stato deviato dall'estintore che Giuliani teneva in mano o dal tetto della jeep; oltre alle nuove ipotesi, ci sono anche alcune gravi certezze: la pistola del carabiniere Placanica fu manomessa; la jeep, sotto sequestro, fu riparata e alcune parti sostituite, in più Giuliani si trovava, non a un metro, ma a due metri e 90 dal defender

    I periti Carlo Torre, Paolo Romanini, Pietro Benedetti e Nello Balossino hanno consegnato ieri al p.m. Silvio Franz la perizia balistica sui due proiettoili che uccisero Carlo Giuliani. Secondo le indiscrezioni, il proiettile che colpì Giuliani al volto, fu sparato dal carabiniere Mario Placanica dal basso verso l'alto e sarebbe poi stato deviato da qualcosa di metallico, probabilmente il tettuccio della jeep o l'estintore che Giuliani teneva in mano. Se questa ipotesi venisse confermata, cambierebbe, e di molto, la posizione processuale di Placanica: non più "omicidio volontario", ma "legittima difesa putativa". "Non c'è nulla di ufficiale", ha detto Franz, che ha poi agguinto "certo, se le cose fossero andate in un certo modo ci sarebbe da rivalutare giuridicamente l'intera vicenda". A queste rivelazioni ha risposto l'avvocato della famiglia Giuliani, Guiliano Pisapia: "Qualcuno vuole sollevare un polverone per non arrivare alla verità. Tutt'al più, ed è una mera ipotesi, vi è stata una deviazione minima del colpo mortale che era chiaramente diretto contro Carlo Giuliani".

    Oltre alle "mere ipotesi", vi sono anche le reali certezze, che fanno sentire puzza di depistaggio. E' la stessa perizia a sostenere, infatti, che l'arma di Placanica è stata manomessa, prima di essere consegnata ai magistrati. Secondo i periti qualcuno ha tentato, molto maldestramente, di sostituire la canna della pistola di Placanica, probabilmente per rendere difficile se non impossibile una comparazione con gli eventuali proiettili ritrovati. Anche la jeep dei carabinieri è stata "manipolta", nonostante fosse sottoposta a sequestro giudiziario. Risultano infatti sostituite alcune parti, tra le quali il paraurti anteriore e, fatto assai sospetto, la leva per orientare il faro dall'interno del defender. Per gli avvocati della famiglia Giuliani, la sostituizione della leva si spiega con il tentativo di "impedire che analisi di laboratorio su eventuali residui di sangue o capelli dimostrassero che Placanica non fu colpito, ma si ferì da solo, urtando con la tempia contro la leva posta all'interno dell'abitacolo". Un altro dettaglio lascia abbastanza stupefatti: il medico legale che eseguì l'autopsia tralasciò, inspiegabilmente, di estrarre il frammento di proiettile, già rilevato dalla tac effettuata al momeno del ricovero di Giuliani, che avrebbe potuto dimostrare senza ombra di dubbio l'eventuale compatibilità tra i colpi esplosi. L'ultima novità riguarda la distanza di Giuliani dalla jeep, che, secondo i periti, sarebbe stata di circa due metri e 90, e non di un metro scarso, come sosteneva la prima perizia consegnata agli inquirenti

    http://www.diario.it/cnt/notizie/030602.htm
    insomma, meglio non farlo sto processo và......

  6. #6
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    In Origine Postato da GEORGE
    GIUSTIZIA E' FATTA
    IL RAGAZZO SI E' DIFESO DA UN KILLER
    la giustizia si fa nei processi,
    niente processo, niente giustizia.

    Placanica avrebbe potuto benissimo essere processato e assolto,
    se non fanno il processo è perchè hanno qualcosa(sic) da nascondere.

  7. #7
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    Le Monde riporta però una testimonianza secondo la quale sarebbe stata un’altra persona a sparare, un uomo distante circa cinque metri dal giovane e dalla jeep. "

    Di questo non sappiamo nulla" hanno detto il procuratore e il pm Sergio Franz. "Un’ipotesi da verificare - il commento del medico legale che ha eseguito l’autopsia, il professor Francesco Canale - Si tratta di stabilire con precisione l’esatta posizione del carabiniere e del ragazzo per confermare la traiettoria. Ci vorrà del tempo per ricostruire il mosaico e perché la perizia balistica stabilisca con maggior approssimazione il calibro della pistola". Tra 60 giorni saranno pronti anche gli esami tossicologici, già disposti. L’accusa di omicidio volontario nei confronti del carabiniere ha provocato la reazione di Francesco Cossiga: "Un comportamento irresponsabile, una formula giuridicamente inconsistente e moralmente deplorevole incriminare il giovane carabiniere che con un atto di legittima difesa propria e dei suoi colleghi, ha evitato il proprio e altrui linciaggio da parte di volgari terroristi che nulla hanno a che fare con i valori nobili della protesta contro il G8". E conclude dichiarando di sentirsi "indignato come giurista, come cittadino, membro del Parlamento ed ex Capo dello Stato qualora fosse confermata la decisione del Procuratore Meloni".

    "Non so di quali codici sia esperto Cossiga - replica il procuratore Meloni, sardo come l’ex presidente, ma di Cagliari e non di Sassari - certamente non del codice penale. Se lo vada a riguardare. L’ipotesi di reato non può già tener conto di esimenti o attenuanti. Valuteremo in seguito agli approfondimenti delle indagini, anche per quanto riguarda il trattamento relativo alla libertà". "Che fine giurista quell’uomo" il commento sardonico del pm Sergio Franz. In realtà già si ipotizza un’imputazione più lieve, legittima difesa reale, legittima difesa putativa (ovvero una reazione a una situazione ritenuta in buona fede di pericolo mortale anche se in realtà non lo è), eccesso colposo di legittima difesa. Questa sensazione diffusa ha provocato ‘immediata reazione del Genoa Social Forum. Il portavoce Vittorio Agnoletto ha annunciato che il Gsf si costituirà parte civile nel processo per l’omicidio di Carlo Giuliani. "Si è trattato di omicidio volontario" hanno ribadito i legali del Genoa Social Forum. "C’era la volontà di uccidere". "Una tragica fatalità, colpi esplosi in una colluttazione" sostiene il difensore scelto dall’Arma.

    http://www.lomb.cgil.it/puntof2001/giuliani.htm

  8. #8
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  9. #9
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    In Origine Postato da Pasquin0
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    Prova a postarlo nel forum della "casa delle liberta' "
    "Preoccuparsi e' inutile. Infatti se esiste una soluzione al problema non ha senso preoccuparsi. E se la soluzione non esiste allora perche' preoccuparsi?" - Ignoto.

  10. #10
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    In Origine Postato da XT
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