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Discussione: Dica 33

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    [B] 1 4 luglio 2001 Tremonti: il miracolo ci sarà All'Abi nuovo allarme del ministro sul deficit: scostamenti senza precedenti, serve una reazione immediata "ROMA * <Arduo, difficile, inaspettato>. Così descriveva il miracolo Sant'Agostino. E così, nel suo primo intervento pubblico all'assemblea annuale dell'Abi, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha definito ieri, rivolto al Governatore della Banca d'Italia, quel miracolo economico invocato da Fazio nelle Considerazioni finali.
    Non si è trattato solo di un omaggio verbale al Fazio attento lettore del ""De utilitate credendi"": c'è effettivamente una grande sintonia fra il nuovo inquilino di via XX Settembre e la Banca d'Italia nella diagnosi delle debolezze strutturali di cui soffre l'economia italiana. Ai miracoli occorre credere perché si realizzino, ma bisogna anche mettercela tutta per infondere fiducia. E i provvedimenti dei primi 100 giorni di Governo sono stati appunto adottati, ha ricordato il ministro, <per dare una scossa all'economia>. Tremonti ha spiegato la filosofia di ciascun provvedimento uno per uno: dal contratto di lavoro europeo (è difficile, se non irragionevole, entrare nel nuovo secolo disponendo solo del contratto di lavoro a tempo indeterminato, che è una struttura giuridica nata nel secolo scorso) alla ""Tremonti bis"". <Non è questa la sede per fare confronti fra lo strumento della detassazione degli utili reinvestiti e la Dit>, ha dichiarato: <Basta ricordare che la Dit parte dal capitale per arrivare all'economia. E la detassazione è direttamente nell'economia. Ci è stato obiettato: ma così favorite soprattutto gli investimenti fatti indebitandosi. Ma allora, le banche cosa ci stanno a fare? Il calvinismo di Stato che premia solo chi già possiede il capitale non va bene>.
    Quanto al sommerso, Tremonti ha ribadito che si tratta di una misura adottata né per motivi elettorali, né per far gettito tributario: <Non ""cifriamo"" una lira di gettito in più: la ragione che ci ha mosso a varare il provvedimento è una ragione morale. Crediamo infatti che siano inaccettabili in una democrazia grandi numeri nel lavoro grigio o nel lavoro nero. Vuol dire che non sbagliano soltanto i trasgressori che lavorano in nero ma che qualcosa non funziona>.
    Ma nelle parole di Tremonti non sono mancati i toni di inquietudine per il quadro congiunturale e una seria preoccupazione per lo stato dei conti pubblici. Il Dpef che in questi giorni si sta preparando dovrà tener conto di previsioni internazionali in rapida evoluzione, oltre che dei dati lusinghieri del Pil italiano nel primo trimestre. Tremonti ha citato le previsioni dell'Ocse che parlano di una crescita del Pil italiano del 2,3% nel 2001 e quelle <sensibilmente più caute> del Fondo monetario internazionale (che nei mesi scorsi ha previsto una crescita del 2% dell'Italia e che in occasione del prossimo G-7 dei ministri finanziari dovrebbe fornire stime aggiornate). <Preoccupano - ha sottolineato il ministro - le possibili ricadute del rallentamento del nostro Continente. E preoccupano soprattutto gli scostamenti di bilancio aggravatisi nei primi mesi del 2001. Il fabbisogno cumulato del settore statale fra gennaio e giugno ammonta a 51.000 miliardi, pur se calcolato al netto di rimborsi di tributi erariali>. Si tratta dunque di una cifra rilevante, anche senza tener conto di poste, come i rimborsi tributari, che gonfiano la cassa senza ripercuotersi sulla competenza dell'anno in corso. Usando la stessa definizione di fabbisogno, ha spiegato il ministro, nello stesso periodo del 2000 il disavanzo cumulato è stato di 31.700 miliardi e dunque il peggioramento è pari a 20.000 miliardi.
    Tremonti ha ricordato che gli impegni assunti in sede europea comportano una riduzione dell'indebitamento della pubblica amministrazione superiore ai 12mila miliardi. L'approfondimento della cosiddetta ""due diligence"" dunque s'impone. Ma già da ora, ha detto il ministro riprendendo anche in questo le valutazioni contenute nella Relazione di Bankitalia, si può affermare che esiste uno <scostamento senza precedenti> fra i due indicatori che misurano la febbre dei conti pubblici, cioè il fabbisogno e l'indebitamento, che tuttavia è la sola misura rilevante ai fini del Patto di stabilità. Questo scostamento, secondo il ministro, richiede una <pronta reazione>. La conclusione è univoca: <Si impone la necessità di controllare la spesa pubblica, sfrondandone gli aspetti inessenziali e indirizzandola verso obiettivi produttivi e sociali. Si pone soprattutto l'esigenza di avviare un processo di riforma profonda dell'economia italiana, in grado di ridare fiducia agli operatori economici>.
    Rossella Bocciarelli
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    2 10 agosto 2001 Marzano: l'economia ripartirà entro fine anno Per il ministro pesa il rallentamento internazionale - Galli (Csc): positivi i dati sugli ordini - Allarme dei sindacati "MILANO *c I dati sul Pil non spaventano l'Esecutivo. <I primi provvedimenti del Governo all'interno dei programma dei cento giorni miglioreranno la tendenza della nostra economia nel corso del secondo semestre dell'anno> afferma il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, a commento dei dati sul Pil. Secondo il ministro, un ulteriore recupero potrà venire dal buon andamento della congiuntura internazionale.
    Secondo Marzano, la diminuzione congiunturale del Pil <si inquadra in una fase di rallentamento che coinvolge anche la produzione industriale; questo è il risultato sia del mancato avvio delle riforme strutturali da parte del precedente Governo, sia del rallentamento della congiuntura internazionale>. Nel terzo trimestre - sottolinea l'Isae - ci sarà <un'attenuazione della fase negativa nell'industria in senso stretto>: il terzo trimestre sarà dunque caratterizzato da un'attenuazione della spinta recessiva e complessivamente, nel periodo luglio-settembre, si dovrebbe registrare una diminuzione produttiva dello 0,4% rispetto al secondo trimestre. In ogni caso - sostiene l'Isae - non ci sarà ripresa dell'attività industriale prima della parte finale dell'anno>.
    Il rallentamento registrato dal Pil nel secondo semestre dell'anno è <un pochino più forte> di quanto il Governo avesse previsto, ma non mette in discussione gli obiettivi fissati nel Dpef, che già scontava la frenata. Insomma, dice il viceministro dell'Economia, Mario Baldassarri, <il problema non è un decimale di crescita in più o in meno nel 2001, ma realizzare entro la fine dell'anno le condizioni necessarie a entrare nel prossimo con la velocità sufficiente per puntare al 3 per cento>.
    Fiducioso anche il sottosegretario all'Economia, Vito Tanzi: quel 2,4% di crescita del Pil 2001 indicato dal Governo <appare ora un po' più complicato da raggiungere rispetto a qualche settimana fa> ma i consumi vanno bene e gli spazi per recuperare slancio ci sono. <Vari Paesi - aggiunge Tanzi - stanno riducendo la pressione fiscale, non solo l'Italia ma anche la Francia e la Germania, e questo dovrebbe aiutare la crescita economica>.
    Per Confindustria gli ultimi dati su Pil e produzione sono negativi e al di sotto delle attese, ma nel terzo e quarto trimestre è atteso <un miglioramento>. Gianpaolo Galli, direttore del CsC, sottolinea che questa valutazione è legata <ai dati che disponiamo sugli ordinativi, che sono positivi, e alle stime sulla produzione industriale di luglio che mostrano una ripresa; inoltre nel terzo trimestre dovrebbe concludersi il processo di riduzione delle scorte da parte delle imprese>.
    La banca d'affari Merrill Lynch adombra però lo spettro della recessione e i sindacati sono sul piede di guerra. La politica economica del Governo rallenta investimenti e sviluppo, denuncia il vicesegretario della Cgil, Guglielmo Epifani. <I dati non sono positivi e risentono del rallentamento internazionale e probabilmente pesa negativamente anche l'effetto annuncio della Tremonti bis che ha determinato e per un po' continuerà a determinare il congelamento degli investimenti>.
    Viva preoccupazione da parte del segretario confederale della Cisl, Giovanni Guerisoli: il problema è <delicato - sottolinea - perchè vengono messi in discussione i parametri che il governo ha definito nel Dpef>.
    Il confronto sulla Finanziaria quindi per il segretario confederale Cisl sarà <molto delicato>. Occorre, conclude Guerisoli, <ridiscutere sui parametri, anche dei redditi e quindi della politica contrattuale>.
    Il calo del Pil non è ovviamente un dato soddisfacente e richiede <una grossa attenzione nella seconda parte dell'anno, soprattutto da settembre in poi> conclude Adriano Musi, segretario confederale della Uil.
    Vincenzo Chierchia"
    3 26 agosto 2001 Tremonti: un nuovo miracolo economico Attacco al centrosinistra: «Amato bugiardo, Cofferati reazionario» "RIMINI Niente autunno caldo, l’accordo con le parti sociali ci sarà, e sarà come quello per i contratti a tempo determinato. In pratica, anche senza Cgil. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, sceglie il meeting di Rimini per rassicurare il Paese sulla ripresa («è possibile un nuovo miracolo economico») ma, al tempo stesso, per avvertire il leader della Cgil, Sergio Cofferati, che «il governo sarà assolutamente unito nella discussione con le parti sociali», e che «il modello dell’accordo è quello raggiunto sui contratti a tempo determinato». D’altro canto, secondo Tremonti, «con tutto il rispetto che si deve a nobili figure del passato», Cofferati «a volte sembra l’archetipo del nuovo reazionario». Con la pretesa «di conservare le strutture giuridiche, quando sono variate quelle economiche».
    «Sono venuto per illustrare i provvedimenti fatti dal governo in 50 giorni», dice Tremonti srotolando, davanti alla platea dei 7-8 mila giovani di Comunione e Liberazione, un lungo foglio di carta su cui sono enumerate «le 22 cose fatte». E per «trasmettere al Paese la fiducia in un autunno positivo per l’economia e per la gente». Tutto ciò, nonostante il buco lasciato dal passato governo, che «c’è ed è molto grande». «Butteremo giù più che si può» il rapporto deficit-pil, che ora viaggia sull’1,8-1,9% - assicura - «stoppando la politica elettorale fatta dal governo Amato», al quale non risparmia l’affondo: «La persona è rispettabilissima, ma il personaggio ha una vocazione organica alla bugia». «Abbiamo trovato i conti pubblici in profondo disordine - spiega il ministro - nonostante le bugie che vengono dette dal passato governo, il buco c’è ed è molto grande. Tuttavia - aggiunge - questo è un Paese che ha un governo stabile, forte e deciso. In 50 giorni abbiamo fatto più di quello che avevamo detto avremmo fatto in 100. E a settembre tutto sarà trasformato in legge, e cambierà in modo notevole, e in bene la vita dei cittadini». Accettando la definizione di «mostro di attivismo e fonte inesauribile di progetti», attribuitagli recentemente - ha detto - «da un giornale vip», e affermando di parlare «per la prima volta in pubblico, da ministro, di cose politiche», Tremonti è passato a sottolineare l’impegno del governo «sulla libertà di assumere, più che licenziare». «Un accordo definito su questi temi si troverà - assicura - è il modello dell’accordo è quello raggiunto dalle parti sociali sul contratto a tempo determinato. Quello è il modello a cui intendiamo fare riferimento, quello è il modello e il metodo - ribadisce - sul quale sarà fatta la nostra politica economica e sociale». Idee decise anche sulla riforma della previdenza: «La vera riforma delle pensioni - afferma - si chiama tfr e fondi pensione». Nella convizione, anche in questo caso («che non è materia di finanziaria»), che «un accordo ci sarà». E tono determinato sulla legge obiettivo per le infrastrutture («è il nodo gordiano, che non si scioglie ma si taglia»), e sulla privatizzazione del patrimonio pubblico attraverso un fondo immobiliare. Ancora critiche ad Amato e al precedente governo per le agevolazioni degli utili reinvestiti: «Non è che prima non ci fossero - dice - c’erano Dit, Superdit, Visco e Supervisco, tutti provvedimenti che attribuivano enormi favori a pochissimi soggetti». Mentre è da giudicarsi come «un principio nuovo e interessante» l’emendamento annunciato dal leader della Lega, Umberto Bossi, che proporrà di detassare gli utili reinvestiti dalle imprese che finanziano asili nido.
    E per Bossi, in senso lato, qualche parola anche quando ricorda che la devolution «non è solo un trasferimento di poteri, ma anche una riorganizzazione della struttura sociale». Infine una scommessa: se riusciremo a risanare il Paese, trasformeremo il ministero del Tesoro, in via XX Settembre, nel più grande museo italiano, una sorta di Louvre, il più bello d’Italia e d’Europa."
    4 29 settembre 2001 <Finanziaria sociale, ora lo sviluppo> Il premier e il ministro dell'Economia presentano la manovra: ridotta la pressione fiscale nonostante l'extradeficit e l'effetto guerra "ROMA * <Una Finanziaria normale nella anormalità della situazione che stiamo vivendo>, che nonostante i venti di guerra che spirano nel mondo, l'extradeficit e i vincoli imposti dal Patto di stabilità e di crescita, <tiene aperta una finestra su una prospettiva che sarà certamente positiva perchè siamo certi della dinamica di rimbalzo della ripresa>, riduce la pressione fiscale dal 42,2 al 41,9%, <il livello più basso dal 1994>, prevede sgravi per i figli a carico di famiglie con meno di 70 milioni di reddito e <porta due milioni di pensionati al di fuori della soglia di povertà>.
    Dopo la lunga maratona notturna conclusasi con l'approvazione della manovra da 17 miliardi di euro (33mila miliardi, di cui 28mila di correzione netta) per il 2002, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti hanno illustrato ieri sera in un'affollata conferenza stampa la filosofia portante della Finanziaria, il contesto entro cui si colloca e il programma di riforme che, attraverso lo strumento dei collegati ordinamentali da varare entro metà novembre, dovrebbe dare alla manovra un respiro strutturale di medio periodo attraverso la riforma del fisco, <con l'abbassamento delle aliquote>, della previdenza e del welfare e con apposite norme che consentiranno <laddove possibile, di trasformare alcuni enti pubblici in spa, onlus, fondazioni>.
    <Era difficile fare una Finanziaria che mantenesse per intero la nostra impostazione elettorale>, ha esordito il capo del Governo. Prima di tutto perchè occorreva <mettere una pezza al buco nero ereditato dal precedente Governo>. Una manovra che tuttavia non va esaminata a se stante, ma che va connessa logicamente con le misure dei <100 giorni> la cui approvazione definitiva da parte del Parlamento è attesa entro la prima metà di ottobre, e con i decreti sulla privatizzazione degli immobili e per il rientro dei capitali dall'estero varati la scorsa settimana dal Consiglio dei ministri.
    Prima di tutto i grandi numeri. La correzione per il 2002 mira a ridurre il deficit tendenziale dal l'1,7% allo 0,5%, così da centrare il pareggio di bilancio nel 2003, in linea dunque con quanto previsto dal Programma di stabilità. Correzione che opera all'interno di una crescita del 2,3% (contro il 3,1% del Dpef) e un'inflazione pari al l'1,7 per cento. Le spese complessive sono indicate in riduzione dal 47,2 al 46,9%, in virtù della contrazione della spesa corrente (dal 43,4 al 43,1%), quelle in conto capitale sono previste in aumento dal 3,8 al 3,9% del Pil. L'obiettivo di deficit sarà garantito da un avanzo primario indicato in aumento dal 5,1 al 5,3% del Pil, e da una spesa per interessi in discesa dal 6,2 al 5,8 del Pil.
    Fin qui, il quadro per il 2002. Quanto all'anno in corso, Tremonti conferma in pieno l'esistenza dell'extradeficit di 25mila miliardi: <Vi assicuro che tra una riforma fiscale e una polemica, avremmo preferito di gran lunga la prima>. Esplicita e molto dura l'accusa lanciata al precedente Governo, colpevole di aver <truccato i conti della Finanziaria>, poichè degli 8mila miliardi di incassi dalla vendita degli immobili <non è stato stato incassato nulla>. E poi, il Governo Amato ha concesso gli sgravi fiscali <taroccando il Pil>. Dunque, senza interventi, il deficit 2001 avrebbe toccato quota 1,9%, <con rischi di ulteriore debordo> rispetto allo 0,8% programmato. E il Fondo monetario - ha ricordato il ministro dell'Economia - ci ha detto <che saremmo bravi se centrassimo l'1,5%>. In virtù della gestione <politica e non solo amministrativa> operata dal Governo, che prevede oltre al blocco del 10% delle spese dei ministeri l'accordo con le Regioni per bloccare l'espansione della spesa sanitaria, si pensa di avvicinarsi il più possibile allo 0,8%, probabilmente all'1,1 per cento.
    Quanto alla Finanziaria vera e propria, Tremonti ne ha sintetizzato le misure portanti: 15mila miliardi sono attesi dalla dismissione dei beni immobili dello Stato (<una privatizzazione si serie A>, l'ha definita il ministro), 8.300 da nuove entrate fiscali connesse all'emersione dell'economia sommersa, al rientro dei capitali esportati illegalmente all'estero, alla rivalutazione dei beni d'impresa allargata all'intera platea. Infine circa 10mila miliardi sono iscritti al capitolo dei tagli alla spesa, tra cui spicca il rafforzamento del patto di stabilità interno per gli enti locali e la riduzione delle spese di competenza dei ministeri, ad eccezione dei dicasteri della Difesa, Interni e Welfare.
    Il pacchetto degli sgravi, cui è affidato il compito di connotare in senso ""sociale"" l'intera manovra (mentre si prevedono complessivi 80mila miliardi in tre anni per favorire la crescita), contengono sia i 4.200 miliardi per aumentare a un milione al mese le pensioni al minimo con la platea dei beneficiari ancora da definire (<e non si capisce come questa misura abbia deluso un importante esponente sindacale>, ha osservato Tremonti), sia i 3.100 miliardi destinati a coprire l'aumento a un milione al mese delle detrazioni per figli a carico a beneficio delle famiglie con reddito lordo annuo inferiore ai 70 milioni. A questo riguardo, Tremonti ha spiegato che la misura incorpora i 2.500 miliardi destinati dal precedente governo (<misura non coperta che noi abbiamo coperto> ), con una diversa destinazione: <Non più una polverizzazione di interventi, ma misure mirate ai più bisognosi. A conti fatti, saranno coinvolti 8,5 milioni di soggetti>.
    Dino Pesole
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    5 13 ottobre 2001 Fazio: <Sono ottimista sulla crescita> Il Governatore della Banca d'Italia conferma un'aspettativa positiva nel primo semestre 2002 ma <sulle riforme il tempo stringe> "ROMA * <Le difficoltà congiunturali e le incertezze circa il quadro internazionale devono essere di sprone allo sforzo innovatore. Esse rendono impellenti riforme in grado di migliorare le aspettative, assicurare elevati livelli occupazionali, accelerare lo sviluppo>.
    Con toni non troppo diversi da quelli usati dall'Avvocato Gianni Agnelli, anche il Governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio, è sceso in campo ieri per incitare il Governo a ""non tirare i remi in barca"" sul fronte delle riforme strutturali a cominciare da pensioni, sanità, pubblica amministrazione; ma anche sul fronte degli investimenti occorre una ""sterzata"": <Il Paese negli anni '90 si è impoverito di infrastrutture>. Altrettanto urgente, nelle raccomandazioni di Fazio, è poi l'introduzione di norme che garantiscano un collegamento più stretto fra le responsabilità di spesa e quelle di copertura per gli enti decentrati.
    Nella sua audizione di fronte alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, il Governatore ha riconosciuto che i provvedimenti di rilancio dell'economia e la Legge finanziaria agiranno positivamente sulla domanda nel breve periodo. Ma ha anche avvertito: <É necessario che le riforme strutturali vengano attuate entro il 2002>.
    Gli effetti di riduzione del deficit ottenuti attraverso la Finanziaria, sottolinea infatti il Governatore, sono in parte temporanei. <Va evitato il rischio dell'ampliarsi di nuovo, negli anni futuri, degli squilibri di bilancio>. E il disegno di politica economica del Governo, aggiunge, si completa soltanto attraverso gli interventi strutturali che verranno definiti attraverso i provvedimenti collegati. Riforme di spesa da varare al più presto, quindi. Perché <anche in una fase ciclica non favorevole dobbiamo mantenere la consapevolezza dei benefici di un durevole riequilibrio dei conti pubblici>.
    Del resto, secondo Fazio, il quadro macroeconomico è sì turbato dalla forte tensione internazionale, ma non è il caso di essere troppo pessimisti. <I tragici eventi dell'11 settembre avranno riflessi negativi sulla congiuntura anche per effetto di significative ripercussioni sui comportamenti dei consumatori>. Tutto il mondo ha in pratica perso sei mesi, dice il Governatore ai parlamentari. E tuttavia ribadisce la sua fiducia nelle valutazioni fornite dagli americani, che parlano della possibilità di un recupero rapido, anche per gli effetti dell'annunciato piano d'interventi tra i 60 e i 75 miliardi di dollari per sussidi di disoccupazione e sgravi fiscali. <La ripresa economica potrebbe concretizzarsi nella prima metà dell'anno>, afferma. E ribadisce che per quanto riguarda l'Italia è ancora possibile conseguire quest'anno un tasso di crescita prossimo al 2% e che l'anno prossimo l'aumento del Pil potrebbe perfino superare il 2,3% fissato dal Governo.
    Ma non è il caso di abbassare la guardia sui conti pubblici, che restano nebulosi: Fazio non si stanca di chiedere una rapida riforma della rendicontazione, degli enti locali in particolare, che aiuti a sanare il problema della perdurante, forte divergenza fra la realtà descritta dal fabbisogno di cassa e quella dei dati dell'indebitamento netto. E per quel che riguarda l'obiettivo 2001 dell'indebitamento (1,1% del Pil) sostiene che si può ottenere solo realizzando un deciso contenimento delle erogazioni negli ultimi 3 mesi dell'anno, ottenendo <significativi introiti> con le cessioni in blocco degli immobili e lasciando intatto il divario fra i dati di competenza e quelli di cassa.
    Quanto al 2002 , secondo il Governatore la manovra di bilancio ridurrà il deficit di 9,090 miliardi di (17.600 miliardi di lire), con un impatto pari allo 0,7% del Pil. Infatti, ha spiegato Fazio, il Governo ha ritoccato al ribasso di 6,197 miliardi di (12 mila miliardi) il disavanzo tendenziale 2002. Il nuovo deficit tendenziale è pari all' 1,2% del Pil e l'obiettivo dello 0,5% del Pil per il prossimo anno si ottiene con una correzione appunto pari a poco più di 9 miliardi di . Non c'è contraddizione fra le cifre fornite da Banca d'Italia e quelle che il Tesoro ha inserito nei documenti di bilancio in quanto all'1,2% si arriva tenendo conto dei provvedimenti economici che avranno effetto quest'anno. Il problema più consistente, invece, è che le misure di aumento del gettito e di contenimento dell'indebitamento, pari a quasi 13,428 miliardi di (26.000 miliardi di lire), <hanno tutte carattere transitorio>, mentre le misure con effetti strutturali verranno presentate al Parlamento in novembre. Per contro, le riduzioni di entrate 2,582 miliardi di (5.000 miliardi) e gli aumenti di spesa, pari a 5,423 miliardi di (10.500 miliardi), hanno in larga misura natura permanente, perché riguardano i rinnovi contrattuali nel pubblico impiego e l'innalzamento delle pensioni più basse.
    <L'ampio ricorso a misure di carattere temporanee - afferma Fazio - attenua l'impatto restrittivo sul reddito disponibile, ma rinvia l'aggiustamento strutturale, con effetti negativi sulle aspettative>. La riforma delle pensioni, in particolare, è improrogabile: occorre aumentare l'età media di pensionamento. Più in generale, dopo aver sottolineato che per quanto riguarda il mercato del lavoro la filosofia del Libro Bianco va nella giusta direzione, Fazio ha ribadito che occorre procedere a un contenimento della spesa totale sul Pil di un punto l'anno, se si vuole ricavare il necessario spazio di riduzione della pressione fiscale.
    Rossella Bocciarelli

    <DISCORDANZE> APPARENTI
    L'obiettivo finale è lo stesso: conseguire lo 0,5% del rapporto tra indebitamento netto della Pubblica amministrazione e Pil. Sui valori da dare alla manovra correttiva realizzata con la Finanziaria 2002 le valutazioni del Governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio e quelle del ministro dell'Economia Giulio Tremonti sono apparse differenti, anche senza incidere sui saldi finali.
    Tremonti parla di una manovra complessiva di 33mila miliardi, dei quali 25mila di <correzione vera> e 8mila di manovra per l' Irpef e le pensioni. Fazio ha invece parlato ieri di 17.600 miliardi di correzione (21mila miliardi di maggiori entrate dai quali vanno tolti 3.400 di maggiori spese nette).
    Ma la contraddizione è solo apparente, ha successivamente precisato il ministero dell'Economia. <I provvedimenti di riduzione della spesa adottati dal Governo nel 2001 - è stato spiegato - hanno un impatto anche nel 2002 e questo modifica il tendenziale>. Il disavanzo tendenziale di 30mila miliardi riportato da Bankitalia, pari all'1,2 per cento del Pil, è quello che tiene conto degli effetti dei provvedimenti varati quest'anno, mentre il deficit tendenziale pari all'1,7% del Pil indicato nei documenti di bilancio non ne tiene conto.
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    6 1 novembre 2001 Tremonti: dopo la crisi ci sarà il rimbalzo "Il ministro dell'Economia <ottimista> sulla ripresa - Sulle prospettive economiche sintonia con Via Nazionale
    R. Boc.
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    "ROMA * <Il 17 febbraio del 1600 Giordano Bruno usciva da questo Palazzo per andare al supplizio a Campo de' Fiori>. Il ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, cattura all'istante l'attenzione dei tanti banchieri presenti nel salone del Palazzo della Cancelleria, con il suo esordio birichino. Non è un mistero che Casse e fondazioni, ospiti della giornata che celebra il risparmio nel mondo, sono la storica roccaforte del potere cattolico in Italia e che uomo di cultura cattolica è anche il Governatore della Banca centrale.
    Ma il ricordo del martire laico della rivoluzione copernicana serve in realtà al responsabile del ministero di via XX Settembre per rendere testimonianza a un'altra rivoluzione in arrivo: quella del debutto materiale dell'euro, alla quale Tremonti crede moltissimo.
    Oltre che per il suo eliocentrismo, spiega infatti il ministro, Copernico va ricordato anche per il suo trattato sulla moneta, nel quale lo scienziato consigliava di realizzare un'unione monetaria come misura per proteggersi dall'inflazione: <Non parlava dell'euro, ma quasi>, sottolinea Tremonti. E per l'euro non c'è affatto da aver paura, aggiunge, perchè si tratterà di una moneta con una base molto ampia e dunque stabile.
    Tuttavia, ricorda, le due facce di una moneta sono la stabilità e la competitività: l'Italia, sotto quest'ultimo profilo, deve recuperare terreno soprattutto attraverso una maggiore canalizzazione del risparmio verso investimenti produttivi. Il ministro ricorda che nel corso del tempo il fisco in Italia non ha mai guardato con grande favore all'investimento azionario: <Il regime tributario differenziale in base al quale si privilegiava l'investimento in obbligazioni penalizzando quello in azioni si è interrotto solo da alcuni anni>, spiega.
    Poi Tremonti tocca il nodo nevralgico della riforma della previdenza e dello sviluppo dei fondi pensione con mano leggera: <E' un ordine di riflessioni da fare tutti tutti insieme, con fondi pensione e impiego del tfr concordato con le parti sociali, se si vuol cogliere l'opportunità dell'euro>.
    E al Governatore che incita l'Esecutivo a evitare <esitazioni> e a procedere senza indugi nell'azione di politica economica, il ministro replica indirettamente, affermando che <raramente nella storia della Repubblica è stata realizzata una così gran quantità di provvedimenti a favore dell'economia in così poco tempo> ed elencando minuziosamente tutti i provvedimenti varati nei primi 5 mesi di Governo: il contratto di lavoro a tempo determinato, la legge obiettivo sulle infrastrutture,il provvedimento a favore dell'emersione contributiva e fiscale, la detassazione degli utili reinvestiti, eccetera.
    Su un punto, tuttavia, la sintonia fra il ministro dell'Economia e il Governatore della Banca d'Italia appare totale. Si tratta del relativo ottimismo con il quale, secondo entrambi, è possibile guardare alle prospettive dell'economia interna e internazionale, nonostante il terrorismo, la guerra e le spore di antrace. <Ho appena letto uno studio americano che racconta 30 crisi indotte da eventi bellici, dall'ingresso dei tedeschi a Parigi nel maggio del 1940 a oggi. E ogni volta - ha rilevato Tremonti - alla crisi corrisponde un rimbalzo economico>. Per questo motivo, aggiunge <sono convinto che a questa trentunesima crisi corrisponderà un trentunesimo rimbalzo. E questa è la ragione del mio ottimismo>.
    R.Boc.
    "
    7 21 novembre 2001 Ma Berlusconi resta ottimista "ROMA *c <Una volta superato il problema Bin Laden l'economia avrà una forte ripresa>. É questa la risposta del premier Silvio Berlusconi ai dati Ocse e Fmi sulla crescita dell'Italia. Dal ministero dell'Economia arriva una replica più articolata: si tratta di previsioni che non tengono conto di almeno quattro fattori che prefigurano uno scenario decisamente meno pessimistico, tanto che il Governo mantiene per ora immutata al 2,3% la sua previsione di crescita per il 2002.
    In primo luogo - si fa osservare - il rapporto Ocse non tiene nella giusta considerazione l'imprevista accelerazione della guerra in Afghanistan. In sostanza, le ultimissime operazioni militari che hanno portato alla caduta di Kabul <segnano un'evoluzione inaspettatamente rapida del conflitto>, che potrebbe dunque circoscrivere nel breve periodo l'effetto sull'economia mondiale e dunque su quella italiana.
    L'altro elemento rassicurante per il ministero dell'Economia è l'andamento della Borsa <che sembra anticipare la schiarita>. In più, i dati qualitativi in possesso dei tecnici di Via XX Settembre mettono in luce che <la fiducia di imprese e consumatori è in netto rialzo>. In sostanza, le conseguenze nefaste dell'attentato terroristico dell'11 settembre sembrano parzialmente metabolizzate, e le aspettative positive su una conclusione a breve delle azioni militari in Afghanistan spingerebbero in direzione di una inversione di tendenza, anche per quel che riguarda consumi e investimenti, e dunque sul complesso della domanda aggregata.
    Infine, a parere del ministero dell'Economia, vi è da mettere in conto l'effetto delle azioni avviate dal Governo: sia la Tremonti-bis (se pur con la pausa di riflessione imposta dai recenti avvenimenti) sia i provvedimenti sul rientro dei capitali dall'estero e sull'emersione del lavoro nero, dovrebbero far sentire i loro effetti concreti già nel primo semestre del 2002.
    Tutti questi elementi fanno ritenere ai responsabili della nostra economia che, pur con la necessaria prudenza imposta dalle circostanze, le stime ipotizzate finora e ufficializzate nell'aggiornamento del Programma di stabilità possano essere confermate. Il vice ministro dell'Economia, Mario Baldassarri, invita in ogni caso alla prudenza perchè in queste condizioni - osserva - <è inutile azzardarsi in cifre. Il Governo non è un centro di previsioni. Non ci faremo condizionare dai numeri. Quel che è certo è che non ci fasceremo la testa prima di essercela rotta>. In ogni caso, occorrerà attendere almeno sei mesi dall'attacco terroristico agli Stati Uniti per valutare esattamente la reazione dell'economia mondiale. <Adesso è ancora presto>.
    D.Pes.
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    8 15 gennaio 2002 Pil: Tremonti, nel 2001 tra 1,9% e 2% Parigi, 15 gen - "L'Italia ha chiuso il 2001 con una buona performance tra l'1,9% e il 2%". E' il dato sul Pil annunciato a Parigi dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti che ha parlato di "prospettive piuttosto buone" per il paese. "L'economia italiana - ha proseguito Tremonti - e' nella condizione migliore per cogliere il vento della ripresa".
    9 21 gennaio 2002 Tremonti, con ripresa Usa Italia e' messa molto bene Milano, 21 gen - "Noi speriamo che vada bene, che ci sia la possibilita' di rimbalzare. Appena arriva la ripresa americana l'Italia e' messa molto bene". Cosi' il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha risposto alle domande dei cronisti sulle prospettive per l'economia italiana a margine di un convegno sui movimenti di capitale all'Universita' Bocconi.
    10 26 gennaio 2002 "<In Italia la ripresa è più vicina>
    Agnelli: a giugno i primi effetti - Tremonti: crescita maggiore rispetto alla media Ue
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    "(DAL NOSTRO CORRISPONDENTE)
    NEW YORK * L'Italia è più vicina di altri Paesi europei alla ripresa economica. Sia il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che il presidente d'onore della Fiat, Gianni Agnelli, a New York per partecipare a un convegno, si sono trovati d'accordo sul fatto che la nostra economia stia offrendo segnali di vivacità, anche se questi non trovano ancora un contrappunto nelle rilevazioni statistiche.
    <Il nostro Paese ha possibilità di crescita molto alte nel contesto europeo, che potrebbero essere anche le più elevate rispetto a quelle degli altri partners>, ha detto Tremonti. I segnali incoraggianti, secondo il ministro, sono nella ripresa dell'occupazione <che pone l'Italia al primo posto rispetto agli altri Paesi europei> e una dimostrazione di fiducia da parte degli investitori: <Grazie alla legge per il ritorno dei capitali abbiamo avuto messaggi precisi. I capitali, che una volta scappavano dal nostro Paese per mancanza di fiducia, tornano proprio perché oggi hanno fiducia nelle nostre prospettive economiche>.
    Per l'avvocato Agnelli la ripresa avverrà prima negli Stati Uniti, forse già entro la prima metà dell'anno. In Italia si manifesterà nei settori della meccanica, della chimica e anche nei settori a tecnologia più avanzata.
    Agnelli ha anticipato di aspettarsi una diminuzione delle vendite auto della Fiat <al massimo dell'8%> nel corso del 2002 e ha spiegato che le misure di ristrutturazione adottate dal gruppo riflettono proprio quelle attese. Risultati migliori di una diminuzione dell'8%, dunque, contribuiranno a un rafforzamento della posizione netta del gruppo.
    L'avvocato non vuole misure per la rottamazione e ha osservato a chi glielo chiedeva che le operazioni Hdp e Montedison Fondiaria non hanno nulla a che fare l'una con l'altra. Agnelli e Tremonti hanno parlato nel corso di una conferenza stampa organizzata ai margini del Consiglio per le relazioni fra Italia e Stati Uniti, di cui Agnelli è fondatore e presidente onorario.
    Alla conferenza stampa erano presenti anche Marco Tronchetti Provera, presidente di Pirelli e Telecom Italia, e copresidente per l'Italia del Consiglio, e John Nardelli, amministratore delegato di Home Depot, co-presidente per gli Stati Uniti.
    Sia Agnelli che Tronchetti hanno sottolineato di non essere preoccupati dall'indebolimento dell'euro di questi giorni: <L'euro debole ci consente di esportare di più - ha detto Agnelli - se si rafforza non c'è dubbio che il nostro sistema industriale dovrà pagare un prezzo>. Per Tronchetti <man mano che il sistema europeo guadagnerà in competitività la conseguenza logica sarà un rafforzamento dell'euro>.
    Il ministro dell'Economia infine ha anticipato che con un intervento di ieri del direttore generale del Tesoro, Domenico Siniscalco sulle scelte di politica economica dell'Italia, partirà un programma di road show per illustrare all'estero la logica e la coesione di 24 provvedimenti di riforma adottati in sette mesi dal Governo.
    Mario Platero"
    11 31 gennaio 2002 Tremonti: piena fiducia da Bruxelles Governo soddisfatto: giuste le nostre stime, è stata attuata una correzione da 19 mld ? "ROMA * Gli obiettivi di crescita (2,3%) e di deficit (0,5%) fissati dall'ultimo Programma di stabilità per ora non si toccano. Il Governo, in difformità con i più accreditati centri studi e organismi internazionali, ritiene che i segnali di ripresa che giungono dall'economia internazionale, e statunitense in particolare, possano spingere lo sviluppo verso i livelli programmati già nella seconda metà dell'anno. E poi vi è da attendersi che l'effetto propulsivo delle misure messe in campo finora (dalla <legge dei cento giorni> al rientro dei capitali) fornisca un contributo decisivo sul fronte interno.
    Nel giorno in cui la Commissione di Bruxelles promuove di fatto i conti italiani, pur senza risparmiare critiche e osservazioni (soprattutto sulle misure una tantum contenute nella Finanziaria), al ministero dell'Economia si esprime soddisfazione e si confermano le stime su cui sono stati costruiti i documenti di bilancio. Per una volta, il nostro Paese non siede sul banco degli ""imputati"", segno che il risanamento avviato negli scorsi anni è strutturale. E tuttavia la ""promozione"" non allenta la polemica politica. Il ministro del l'Economia, Giulio Tremonti, attribuisce al Governo il merito di aver ""piegato"" il disavanzo tendenziale del 2001 dall'1,9% verso l'1,1% del Pil, solo tre decimi in più del valore stimato nel precedente Programma di stabilità. Tesi nettamente contestata dall'opposizione: il giudizio di Bruxelles - hanno sostenuto ieri gli ex ministri Vincenzo Visco e Pierluigi Bersani - <sono la prova delle bugie di Tremonti sul presunto buco lasciato in eredità dal precedente Governo>. Immediata la replica del ministro: <Contano i fatti, non le parole. La promozione che l'Unione europea si appresta a dare del programma italiano fa piazza pulita di ogni polemica. Conferma la fiducia crescente dell'Europa nell'azione di Governo. L'opposizione dovrebbe chiedere scusa agli italiani per il buco lasciato in eredità>. Il ragionamento del ministro è che il Governo <non avrebbe varato una correzione da 37mila miliardi (19,10 miliardi di euro) se non vi fosse stato l'extradeficit. Il fatto poi che la correzione sia stata attuata senza mettere le mani nelle tasche degli italiani è doppio motivo di soddisfazione>.
    Al di là della polemica politica, resta il fatto. A differenza degli altri grandi d'Europa, l'Italia ha chiuso il 2001 con un deficit sostanzialmente in linea con l'obiettivo di partenza. Ora la scommessa si gioca tutta sull'anno in corso, e soprattutto sul 2003, anno in cui - secondo quanto viene espressamente ribadito nel Programma - si dovrebbe conseguire l'ambizioso traguardo del pareggio di bilancio. L'obiettivo era già contenuto nel precedente programma. La sua riconferma viene accolta ovviamente con grande favore dalla Commissione di Bruxelles, non fosse altro perché rappresenta comunque un <valore obiettivo> verso il definitivo risanamento dei conti pubblici.
    Oltre alla crescita effettiva (2,3% nel 2002 e 3% nel 2003), per raggiungere tale traguardo occorre una gestione assai accorta del bilancio pubblico. La permanenza di un debito pubblico che, se pur in lenta discesa, è tra i più alti dell'Unione (107,5% del Pil nel 2001), impone infatti di mantenere il livello dei surplus primari al di sopra del 5% del Pil. Il che significa tenere sotto freno la spesa corrente e calibrare con grande attenzione gli ipotizzati sgravi fiscali. Non a caso la Commissione torna a insistere sulla necessità che l'Italia vari la riforma delle pensioni e quella del mercato del lavoro. Ma la vigilanza va estesa <a tutti i livelli di Governo> della spesa pubblica.
    Oltre alla variabile internazionale, peraltro decisiva dopo l'11 settembre, interviene dunque nel caso dell'Italia una molteplicità di fattori interni. Il pareggio di bilancio nel 2003 è subordinato alla loro reale convergenza verso gli obiettivi programmati. Del resto, i Programmi di stabilità non sono testi di buone intenzioni. Costituiscono la certificazione degli impegni di ogni singolo Paese, e su di essi la Commissione calibra ogni anno il suo giudizio e gli eventuali avvertimenti preventivi. Ed è proprio il Programma italiano a rimarcare come nel 2004-2005 il pareggio e l'avanzo di bilancio prospettato dagli obiettivi di finanza pubblica <si traducono in un saldo strutturale pressoché in pareggio>.
    Dino Pesole
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    12 13 febbraio 2002 "Tremonti: cavalcheremo la ripresa senza aspettare inversioni del ciclo
    <Rimbalzeremo più di altri grazie ai 22 provvedimenti già varati>"
    "BRUXELLES *c Giulio Tremonti si affida ad un'espressione tratta dall'inglese per spiegare la strategia di politica economica del governo italiano: <Siamo confidenti>, vale a dire riteniamo che l'obiettivo di una crescita 2002 al 2,3% sia realizzabile. Già, ma come, visto che ad esempio il Fondo monetario si appresta a rivedere ulteriormente al ribasso la già modesta previsione di una crescita a quota 1,2 per cento? La chiave di volta è nella impostazione di politica economica che il Governo ha deciso di far sua. Tremonti, nella conferenza stampa conclusiva dell'Ecofin, la sintetizza così: <Il precedente Governo aveva deciso di attendere il ciclo economico favorevole. Noi cerchiamo di intercettare la ripresa. Se il ciclo internazionale si inverte, noi rimbalziamo di più perché nel frattempo abbiamo reso più flessibile la nostra economia>.
    Le misure prese. L'obiettivo del 2,3% per il 2002, e quindi di un deficit a quota 0,5% del Pil con annesso pareggio di bilancio nel 2003, è realistico e perseguibile - sostiene Tremonti - proprio in virtù delle azioni messe in campo finora. Il ministro dell'Economia le elenca puntigliosamente. É l'effetto atteso dalla <manovra dei cento giorni>, prima di tutto, che ha nella legge sulla detassazione degli utili reinvestiti il suo punto di forza. Nel carnet dei 22 provvedimenti varati nei primi sette mesi di governo compare poi il contratto di lavoro europeo, le nuove misure sui fondi immobiliari e sulle fondazioni bancarie, l'operazione di emersione dell'economia in nero, l'abolizione della tassa sulle successioni, il rientro agevolato dei capitali dall'estero.
    In particolare per quanto riguarda lo scudo fiscale, Tremonti ha confermato che è in arrivo la proroga del termine attualmente fissato al 28 febbraio. La nuova data sarà il 30 giugno? Tremonti non si sbilancia: <Ci sto pensando>. In ogni caso, si tratterà di una proroga breve, poiché la stessa Commissione europea, nel dare il via libera al provvedimento, ha espressamente invitato il governo italiano a evitare proroghe eccessive che altererebbero la natura del provvedimento.
    Le deleghe. Cavalcare la crescita, dunque, partendo dall'1,9-2% conseguito nel 2001, grazie a interventi win win, proattivi. Ad affiancare e rafforzare questo corpus di misure intervengono le tre deleghe varate dall'Esecutivo, attualmente all'esame del Parlamento: fisco, previdenza, mercato del lavoro. <Tutti i provvedimenti che abbiamo messo a punto per il sostegno dell'economia - ha precisato Tremonti - sono strutturali. Alcuni di quelli decisi per contenere il deficit del 2001 sono una tantum>. Operazione resa necessaria per riportare il disavanzo tendenziale dello scorso anno dall'1,9 all'1,1 per cento. In mancanza degli interventi correttivi <quell'obiettivo non sarebbe stato centrato. L'1,1% non si è raggiunto per magia>. É strutturale per Tremonti anche la maxi-operazione, prevista dalla Finanziaria 2002, che trasferisce di fatto una fetta del patrimonio pubblico, in prevalenza immobili, dal settore pubblico all'economia reale. <La cartolarizzazione degli immobili - ha ribadito il ministro - è una privatizzazione di serie A>. E il Governo intende proseguire <nel programma di dismissioni per estrarre dal patrimonio pubblico quei valori da destinare all'economia reale>.
    Il giudizio sulla quantità dei provvedimenti varati finora è in linea con quanto lo stesso Tremonti ha detto la scorsa settimana al Senato: è una mole <senza precedenti>. Tuttavia, le misure sul sommerso stentano a decollare, e per Tremonti una delle cause è che non vi è stata abbinata la deroga all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. L'effetto delle misure sul sommerso in ogni caso vi sarà, ma nel medio periodo, perchè si tratta di <un provvedimento tremendamente complesso>.
    Dino Pesole
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    13 28 febbraio 2002 Tremonti: ci sono ragioni per essere ottimisti su ripresa Roma, 28 feb - Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e' ottimista sulle prospettive della ripresa economica in Italia. "Gia' i dati che abbiamo - ha detto al Tg1 - l'indice di fiducia delle famiglie e delle imprese sono molto buoni, stanno andando verso i massimi storici. I dati americani sono migliori del previsto. Se si somma il clima che c'e' qua con i dati americani, abbiamo ragioni per essere ottimisti".
    14 1 marzo 2002 E Tremonti annuncia: la ripresa è già cominciata "ROMA * Un tunnel breve e per fortuna ormai alle nostre spalle, ma davvero stretto e buio. Così l'Isae, l'Istituto di studi e analisi economica, che ieri ha diffuso la sua nota mensile, descrive il ciclo negativo della produzione industriale nel 2001. E, secondo gli analisti congiunturali ben difficilmente il dato sul quarto trimestre dello scorso anno per il Pil italiano, che l'Istat si accinge a diffondere oggi, riserverà sorprese così brillanti come quelle che arrivano da Oltreoceano, con la pubblicazione dei numeri sul prodotto interno lordo Usa. Una dozzina d'importanti operatori finanziari interpellati da Radiocor, ad esempio prevede per oggi un dato Istat trimestre su trimestre con il segno meno davanti, equivalente a un incremento tendenziale annuo del Pil del l'uno per cento.
    Adesso però, spiegano i ricercatori di piazza Indipendenza, i segnali di risveglio congiunturale si fanno sempre più consistenti e con ogni probabilità la produzione industriale, dopo quattro flessioni trimestrali consecutive, appare destinata ad aumentare nel primo trimestre di quest'anno dello 0,5% rispetto ai precedenti tre mesi.
    Scommette sul l'Italia perfino Moody's, la più arcigna delle tre <streghe> (così l'Economist ha ribattezzato le tre grandi società di rating internazionale), che al nostro Paese, sin dal 1996 ha appioppato non più di un rating Aa3, il voto più basso della zona euro dopo la Grecia. <Abbiamo un outlook positivo sul l'Italia. Potremmo mettere la valutazione sotto esame per un innalzamento> afferma David Levey, capo dell'unità rischi sovrani dell'agenzia Usa. Una decisione in tal senso sarà presa <nelle prossime settimane o mesi, comunque prima dell'estate>.
    Naturalmente, la maggiore preoccupazione di Moody's rimane, oggi come nel'96, quella del risanamento dei conti pubblici nel medio termine, assieme agli aspetti strutturali che incidono sulle performance dell'economia. <Si tratta dei fattori che abbiamo già evidenziato. Ma ora ci sono segnali positivi: le cose iniziano a muoversi e ci sono iniziative in corso. Lo si può vedere nel programma di stabilità e in alcune misure annunciate dal Governo>.
    Parole destinate a suonare come musica alle orecchie del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Il quale, per parte sua, è molto fiducioso nella ripresa economica del nostro Paese. <Già i dati che abbiamo, l'indice di fiducia delle famiglie e delle imprese - ha detto ieri sera il ministro al Tg1 - sono molto buoni, stanno andando verso i massimi storici. É segno che la gente e le imprese lo capiscono. I dati americani sono migliori del previsto. Sommando il clima che c'è qua con i dati americani, sintetizzando, abbiamo ragione per essere ottimisti>.
    Gli economisti confermano che il peggio è passato e che l'Italia quest'anno potrà contare su una marcia in più rispetto agli altri partner europei che è data da una buona tonicità dei consumi assicurata da quel recupero del reddito disponibile che ha già cominciato a verificarsi lo scorso anno: <Sia chiaro: il 2002 non sarà un anno fantasmagorico - osserva Gregorio De Felice, capoufficio studi di Intesa Bci - ma possiamo consolarci con il fatto che l'Italia sarà al di sopra della media europea>. Di quanto al di sopra? Nelle stime del l'istituto di credito milanese la crescita italiana quest'anno potrebbe arrivare all'1,7% contro una crescita media dell'area euro pari all'1,4 per cento.
    Ma c'è anche chi, come ad esempio il Cer, non vede motivi per rivedere al rialzo le previsioni sul 2002. <Noi osserviamo con preoccupazione le prime anticipazioni sui prezzi in febbraio> osserva l'economista del Cer, Stefano Fantacone, <non va dimenticato, infatti, che un'inflazione che non riesce a scendere comporta una perdita di potere d'acquisto. E che, per questa via, contribuisce a frenare la crescita economica>.
    R.Boc.
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    15 2 marzo 2002 <Ripresa in arrivo, il Patto sarà rispettato> Per il Tesoro pesano la frenata economica e i fondi per il Sud - <Senza correzioni si era all'1,9%> "ROMA *c Nonostante l'1,4% del 2001, un risultato che eccede dello 0,6% l'obiettivo del precedente Programma di stabilità (e dello 0,3% la nuova stima), il Governo resta convinto che sia possibile centrare l'ambizioso traguardo del pareggio di bilancio nel 2003.
    La linea, ribadita ieri in un comunicato del ministero dell'Economia, è che <resta fermo l'impegno del Governo nella prosecuzione della sua politica di rigore, nel rispetto degli obiettivi del Patto di stabilità>. La chiave di volta è nella ripresa, e la convinzione del ministro Giulio Tremonti è che la serie degli indici internazionali ed interni disponibili (tra questi la fiducia dei consumatori e i consumi energetici) fornisca <convergenti indicazioni positive sullo sviluppo economico del Paese>. Il Governo non modifica dunque la stima del 2,3% per la crescita 2002, confidando oltre sulla ripresa dell'economia internazionale e sull'effetto propulsivo delle misure messe in campo finora, dalla legge dei cento giorni al rientro dei capitali. Tuttavia, l'obiettivo 2002 di un deficit a quota 0,5% appare al momento di difficile realizzazione.
    Al ministero dell'Economia si punta in buona parte sull'operazione di cartolarizzazione degli immobili (<una privatizzazione di serie A>, la definisce il ministro): nel 2001, tra Lotto-bond e dismissioni vere e proprie sono stati incassati 7 miliardi di euro, e nel 2002 ne sono attesi 6,2, pari a circa 12mila miliardi di lire. Quanto all'anno passato, si fa osservare come l'Istat abbia corretto al rialzo (dall'1,5 all'1,7%) il consuntivo 2001. Accanto a questo elemento, va segnalata l'accelerazione, riscontrata nell'ultimo trimestre del 2001, delle spese di investimenti in cofinanziamento con fondi strutturali Ue, <a chiusura del Programma comunitario del Mezzogiorno '94-'99 e accelerazione del nuovo Programma 2002-2006>; la minore crescita del Pil (dal 2 all'1,8%).
    La tesi del ministero è che, in mancanza di interventi correttivi, il disavanzo del 2001 avrebbe raggiunto almeno quota 1,9 per cento. Da qui il Governo trae la conferma <dell'efficacia della politica di rigore avviata negli ultimi sette mesi del 2001>. Il riferimento è prima di tutto al taglio del 10% delle spese di competenza dei ministeri, operata a fine giugno con il bilancio di assestamento, e alle misure correttive varate successivamente, tra cui il decreto sulla sanità, che ha recepito l'accordo raggiunto l'8 agosto 2001 con le Regioni.
    In netta antitesi con quanto sostengono gli esponenti del passato governo, Tremonti resta convinto che <se non vi fosse stato il buco, non sarebbe stato necessario varare una manovra correttiva da 17 miliardi di euro>. Oltre al ciclo elettorale, la responsabilità dello scarto viene attribuita anche ai mancati incassi che la Finanziaria del 2001 iscriveva alla voce vendita degli immobili (4,3 miliardi di euro). Non si respira in ogni caso un'aria di particolare preoccupazione al ministero. Il 2001 ha visto prima le elezioni, il cambio di maggioranza e di governo (con la coda della lunga querelle estiva sul buco), infine l'effetto shock dell'11 settembre. La scommessa è ora tutti nei prossimi mesi. Non a caso il via libera giunto da Bruxelles al Programma di stabilità italiano è condizionato proprio al reiterato impegno, da parte del Governo, a centrare nel 2003 il pareggio di bilancio e a varare le necessarie riforme strutturali per rendere stabile quel risultato.
    Dino Pesole
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    16 9 marzo 2002 <Abbiamo svoltato, c'è la ripresa> Congiuntura - Tremonti conferma gli obiettivi di crescita del 2,3% per quest'anno: tutti gli indici sono positivi "ROMA * Le valutazioni positive sul ciclo economico espresse dai banchieri centrali delle due sponde dell'Oceano sono state accolte con grande soddisfazione dal ministro del Tesoro italiano. E così, nonostante la brutta performance del Pil nazionale nel quarto trimestre 2001, il Governo ha confermato ieri l'obiettivo di crescita pari al 2,3% del Prodotto interno lordo per quest'anno. <Confermiamo i documenti ufficiali, siamo ottimisti - ha detto Giulio Tremonti -: tutti gli indicatori sono buoni, i consumi di energia, gli indici di fiducia delle famiglie e delle imprese. Sono indici che si sono formati prima delle buone notizie che venivano dagli Stati Uniti>. Per questo motivo, secondo il ministro, il target del Pil può essere centrato: <Abbiamo davanti un anno di ripresa, il clima è buono in tutta Europa, nella quale - ha detto Tremonti alludendo alle recenti polemiche - ci troviamo benissimo. Anche le notizie d'Oltreoceano sono buone, quindi complessivamente abbiamo svoltato. Se le famiglie e le imprese hanno fiducia, anche il Governo ha fiducia>. Secondo Tremonti non si corrono rischi nemmeno sul fronte dei prezzi: <Anche sull'inflazione siamo piuttosto confidenti>.
    Quanto alla sollecitazione affinché il Governo realizzi le riforme espresse da Confindustria, il ministro ha spiegato che risponderà oggi al convegno di Palermo. <Andrò al convegno - ha dichiarato - e dirò quello che stiamo facendo, che non è male. Per esempio, negli ultimi mesi mesi abbiamo attirato tutti i fondi comunitari al Sud, e abbiamo fatto un record>.
    Su un tenore non troppo dissimile, del resto, si è espresso ieri anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa congiunta con Gerhard Shroeder, a Trieste. <Guardiamo con ottimismo al futuro delle nostre economie e a una ripresa di cui avvertiamo sia in Germania che in Italia chiari sintomi>. Anche il cancelliere tedesco ha parlato di <indizi e segnali di una ripresa economica> che, a suo avviso, <devono essere valorizzati>.
    A indizi e segnali positivi per le prospettive economiche del 2002 fa riferimento anche l'indagine ""Congiuntura flash"" elaborata dal Centro studi Confindustria. Dopo la caduta produttiva dell'ultimo trimestre del 2001, ricorda infatti l'indagine, la produzione industriale, al netto dei fattori stagionali, è tornata a crescere a partire da dicembre (+1,6% rispetto a novembre). Secondo il panel di aziende intervistate dal CsC, l'attività produttiva avrebbe proseguito il suo sentiero in crescita anche nei primi due mesi dell'anno facendo registrare un incremento dell'1,1% rispetto al quarto trimestre del 2001, mentre, sempre nei primi due mesi dell'anno la fiducia delle aziende è risalita nettamente.
    Resta però da capire quanto intensa sarà questa ripresa che si sta materializzando e quale sarà la sua durata. É quel che si chiedono oggi gli economisti. Per esempio Paul Volcker, l'ex presidente della Fed che ieri a Cernobbio (Como), al convegno Ambrosetti, ha sottolineato che <poichè la recessione negli Stati Uniti è stata moderata, potrebbe essere moderata anche la ripresa>. Volcker non si è voluto sbilanciare oltre con le stime. <Le previsioni economiche - ha dichiarato - non sono valide, né affidabili, ma tutti le vogliono. Pochi economisti avevano previsto la recessione americana e ora nessuno pensava che nel quarto trimestre il Pil Usa aumentasse>.
    Secondo l'economista Paolo Savona, inoltre, non è il caso di sbilanciarsi troppo con l'entusiasmo sulla ripresa e con il ""marketing a favore dello sviluppo"" che potrebbe ingenerare attese eccessive. <Non è utile forzare i toni - ha osservato ieri - proprio perchè questa recessione traeva origine dagli eccessi del passato e dalla bolla speculativa. La ripresa c'è - ha confermato - ed è moderata. Non riguarda tutti i settori. Stiamo analizzando alcuni comparti che sono rimasti indietro, come l'acciaio, le telecomunicazioni, i trasporti. Insomma - ha concluso - non bisogna abbandonarci all'ottimismo, ma certo non possiamo più essere pessimisti come dopo l'attentato alle torri gemelle>.
    Dello stesso avviso è anche Giovanni Aiassa, capo economista del servizio studi della Banca nazionale del Lavoro: <A sei mesi dai tragici attacchi alle Twin Towers - osserva - le cose non vanno poi molto male: da un lato, sembra quasi che la recessione non sia esistita, dall'altro il futuro fa pensare a una ripresa moderata. C'è come un livellamento dei profili ciclici. E una buona parte del merito va attribuita ai banchieri centrali>. Secondo l'ufficio studi della Bnl, tuttavia, difficilmente la crescita media del Pil italiano quest'anno potrà superare l'1,5%, anche ipotizzando che per la fine 2002 il ritmo di sviluppo dell'economia italiana tenda al 2,5 per cento.
    Rossella Bocciarelli
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    17 28 marzo 2002 Tremonti: <É il primo segno della ripresa> "Maroni: <Con le riforme ancora pi ù occupazione> - L'opposizione: <Sono i risultati del pacchetto Treu>
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    "ROMA *c Solo il primo segnale di ripresa dell'economia, ma anche un risultato che è possibile migliorare con le riforme messe in campo. É questo il commento del Governo agli ultimi dati Istat sull'occupazione. <L'economia comincia a tirare. Dopo l'America - ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti - viene l'Italia: il fatturato sta crescendo, gli ordinativi che le imprese ricevono Italia su Italia stanno crescendo. Stanno crescendo molto gli ordinativi che le nostre imprese ricevono dall'estero. Sta crescendo bene l'export>. Ma Tremonti, oltre commentare il dato positivo sull'occupazione ha anche dato le ultime cifre sugli aumenti delle pensioni al minime (le cui richieste erano state inferiori alle attese). <Un milione di potenziali beneficiari hanno già l'integrazione delle pensioni a un milione di lire>, cioè 516 euro.
    <Si può fare di più>, ha commentato ieri il ministro del Welfare, Roberto Maroni prospettando di nuovo il percorso di riforme messo in campo dall'Esecutivo. <Stanno dando i loro frutti il clima di fiducia e i primi provvedimenti per il rilancio dell'economia. Ma si può fare ancora molto e molto di più - ha aggiunto il ministro - e per questo il Governo continuerà a perseguire le riforme avviate>.
    Il riferimento è alla delega-lavoro all'esame della commissione Lavoro del Senato (che entrerà nel vivo della discussione dopo la pausa pasquale) in cui si trovano anche le modifiche all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. <Si deve rendere meno rigido e più moderno il nostro mercato del lavoro - ha detto Maroni - in modo che lo sviluppo economico si traduca più velocemente in un numero ancora maggiore di posti di lavoro>.
    I numeri dell'Istat rilevano però che è aumentata soprattutto l'occupazione a tempo indeterminato: un dato che arriva mentre il Governo ha proposto di alleggerire le tutele sul posto fisso. <É un dato positivo - ha commentato Maroni - che corrisponde all'obiettivo di questo Governo>.
    Molto diversi sono stati i commenti del sindacato. Il leader della Uil, Luigi Angeletti, attacca il Governo sull'articolo 18 e avverte sui rischi del conflitto sociale. <I dati Istat dimostrano che non serve toccare l'articolo 18 per fare occupazione. Una maggiore libertà di licenziamento - ha commentato - non favorisce le nuove assunzioni. Per rendere stabile il dato dovrebbe crescere la domanda interna e per questo dovrebbero crescere consumi e investimenti. Un clima di scontro invece rischia di creare difficoltà alla produzione, ai consumi e all'intera economia>. Per la Cgil il buon risultato sull'occupazione <è il frutto del patto del lavoro stipulato nel '96 tra Governo e parti sociali>.
    Anche per l'opposizione i numeri sono la prova che <collegare la libertà di licenziare con l'aumento dell'occupazione è un'evidente bugia> ma soprattutto sono la conferma di <un trend positivo iniziato alcuni anni fa con i governi del centro-sinistra che avevano già portato la disoccupazione sotto la soglia del 10 per cento>. Il commento è del responsabile del lavoro dei Ds, Cesare Damiano, che rilancia la ricetta della concertazione: <Le misure di flessibilità contrattata definite attraverso la concertazione con le parti sociali, nel corso degli anni '90, hanno prodotto il risultato di stabilizzare il tasso di disoccupazione attorno al 9% oltre che dimostrare che gli strumenti di flessibilità già esistenti funzionano>.
    Li.P.
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    18 19 aprile 2002 Il Governo <scommette> sulla ripresa La Trimestrale conferma gli obiettivi 2002: crescita al 2,3% e indebitamento allo 0,5% - Ipotizzato anche uno scenario meno positivo "ROMA * Sia a livello internazionale, in particolare negli Stati Uniti, sia a livello nazionale, gli indicatori disponibili <sono pressoché concordi nel confermare che il punto di svolta ciclico è stato superato alla fine dello scorso anno, e che la ripresa è andata consolidandosi nei primi mesi del 2002>.
    Partendo da questa premessa, il Governo ritiene di poter confermare al 2,3% l'obiettivo di crescita per l'anno in corso. Anche la stima per il deficit non muta, rispetto a quanto previsto dall'ultimo Programma di stabilità: 0,5% del Pil, <in vista del pareggio di bilancio nel 2003>, mentre per la pressione fiscale è previsto un leggero calo: dal 42,4 del 2001 al 42,3% del Pil nel 2002. Operazione possibile <malgrado il minor incremento del Pil nominale nel 2001 che ha alterato il profilo del Pil negli anni successivi>.
    I dati di sintesi desunti dalla Relazione sull'andamento dell'economia nel 2001 e aggiornamento delle previsioni per il 2002, diffusi ieri sera dal ministero dell'Economia, indicano per l'occupazione un aumento dell'1,3% e un'ulteriore riduzione del tasso di disoccupazione in direzione del 9 per cento. Quanto all'inflazione, è prevedibile che si raggiunga a fine anno l'1,7%, in modo da chiudere il 2002 su una media del 2 per cento. In questo caso, si tratta dunque di una revisione al rialzo rispetto alle ultime stime (1,7%), decisa in seguito all'aumento dei prezzi del greggio.
    Per sostanziare la conferma dei dati previsionali per l'anno in corso, che sono alla base della Trimestrale di cassa, si citano espressamente alcuni indicatori, quali il ciclo delle scorte, la fiducia degli operatori, il mercato del lavoro, che trovano riscontro in alcuni fattori definiti ""fondamentali"": la <solidità del processo di risanamento finanziario>, l'andamento di fondo del mercato del lavoro <e soprattutto la piena integrazione economica e finanziaria con l'Europa>. Il quadro degli indicatori macroeconomici si completa con il debito, che dovrebbe scendere in percentuale del Pil dal 109,4% del 2001 al 106,5 per cento, mentre l'avanzo primario dovrebbe salire dal 4,9 al 5,1 per cento, a fronte di una spesa per interessi in flessione dal 6,3 al 5,7 per cento.
    La Trimestrale contiene in ogni caso un'analisi di <sensitività> nel caso in cui il quadro macroeconomico peggiori. Se il Pil crescerà all'1,9%, il rapporto fra deficit-Pil salirà allo 0,7% (0,9% nel caso di una crescita del Pil limitata all'1,5%). Scostamenti - sottolinea il documento - <ampiamente compensabili con gli stabilizzatori automatici>.
    Per confermare il pareggio di bilancio nel 2003 - lo scrive il ministro Giulio Tremonti nella circolare inviata ai colleghi di governo - s'impone tuttavia <la conferma dell'azione di razionalizzazione dei conti pubblici quale strumento di sviluppo>. Per le spese di personale, il vincolo è la riduzione delle persone in servizio <in misura non inferiore all'1% rispetto alla consistenza del personale al 31 dicembre 2002>, mentre gli stanziamenti per le spese destinate ai trasferimenti <non devono comunque superare le previsioni iniziali per il 2002>. Infine, le autorizzazioni di cassa non potranno superare, per ciascuna amministrazione, le previsioni di competenza.
    Nel confermare gli obiettivi per l'anno in corso, Tremonti ribadisce indirettamente la convinzione che il maggior disavanzo evidenziato nei primi tre mesi dell'anno (5,5 miliardi di euro) sia da attribuire in gran parte a fattori contingenti di natura contabile. L'azione di politica economica del Governo - si legge nella relazione - nel breve periodo <si pone a sostegno dei redditi delle famiglie e degli investimenti>. Nel medio periodo, <incide sulle prospettive di crescita attraverso l'attuazione di un vasto programma di riforme strutturali nei mercati dei beni, del lavoro e dei capitali>. Anche per l'anno in corso si conferma che la crescita del Mezzogiorno supererà quella del Centro-Nord. Lo scarto è di tre decimi di punto.
    Dino Pesole
    "
    19 12 maggio 2002 Tremonti: conti e ripresa in linea La Commissione richiama Italia, Francia, Germania e Portogallo "ROMA - Monito dell'Europa a non abbassare la guardia sui conti pubblici. Dalla Commissione Ue arriva un severo richiamo a quattro Paesi, tra cui l'Italia, sul rispetto del patto di stabilità. «Centrare gli impegni di bilancio assunti è essenziale per puntellare la credibilità del patto di stabilità e di crescita: questo è il caso in particolare dei quattro Paesi ancora in deficit (Germania, Francia, Italia e Portogallo)», si legge nel rapporto che sarà approvato martedì prossimo. Per la Ue è importante «non considerare i miglioramenti nel saldo di bilancio dovuti alla congiuntura positiva come permanenti e tali da giustificare riduzioni fiscali o aumenti di spesa». Ma il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ribadisce il suo messaggio di fiducia: i conti pubblici sono «piuttosto buoni», le entrate sono «in linea e soprattutto provano che l'economia è in ripresa». Per il ministero il gettito effettivo nel primo trimestre è aumentato dell'1,7% sul 2001. SERVIZI A pag.5

    Domenica 12 Maggio 2002"
    20 22 maggio 2002 Berlusconi: Ultimi Dati Pil Fanno Sperare ASCA) - Roma, 22 mag - Gli ultimi dati del Pil ''fanno sperare''. Silvio Berlusconi e' fiducioso su una ripresa dell'economia nel nostro paese e sottolinea come domani comunque l'assemblea della Confindustria ''rappresentera' l'occasione per ascoltare le previsioni degli industriali''. Il premier, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, sottolinea di ''avere contatti quotidiani con imprenditori e rappresentanti delle associazioni di imprenditori e non ho ancora trovato un imprenditore che abbia mostrato preoccupazione''.
    21 30 maggio 2002 Prezzi produzione: Marzano, segnali di ripresa "L'aumento non si riflette sui prezzi al consumo
    Roma, 30 mag - L'aumento dell'indice dei prezzi alla produzione industriale ""e' un segnale di ripresa: i prezzi crescono quando la domanda si sta riprendendo"". Cosi' il ministro delle Attivita' produttive, Antonio Marzano, secondo il quale ""la lievitazione dei prezzi alla produzione non si riflette necessariamente sui prezzi al consumo"".
    ""Per molto tempo - ha spiegato Marzano, interpellato a margine di un convegno - abbiamo sperimentato una discrasia tra i due comportamenti"", sia tra l'andamento dei prezzi alla produzione e i prezzi al consumo. Il ministro considera in questo momento l'andamento dei prezzi alla produzione ""in segno di domanda crescente, anche di domanda estera"".
    "
    22 22 giugno 2002 Berlusconi: ''Fiduciosi'' Nella Prossima Ripresa Economica (ASCA) - Siviglia, 22 giu - ''Siamo fiduciosi'' nella possibilita' che nel secondo semestre dell'anno prenda corpo definitivamente la ripresa economica. Ne e' convinto il Presidente del consiglio, Silvio Berlusconi.
    23 26 giugno 2002 G8: Berlusconi, ottimismo su economia,forte ripresa autunno Radiocor - Kananaskis, 26 giu - Di economia i leader del G8 riuniti a Kananaskis in Canada ne parleranno "piu' diffusamente a partire dalla prossima riunione. Ma - ha riferito il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una pausa dei lavori - si e' respirata un'atmosfera di ottimismo da parte di tutti. I rapidi accenni che sono stati fatti hanno mostrato come in tutti i paesi ci sia l'aspettativa di una forte ripresa, forte ripresa - ha rimarcato - per l'autunno. Credo sia un messaggio di ottimismo che vale la pena di trasmettere ai nostri cittadini". Amm-
    24 4 luglio 2002 Pil: Marzano, Ci Sono Segnali Positivi, +3% Nel 2003 (ASCA) - Roma, 4 lug - Ci sono ''segnali positivi'' per una ripresa economica. Ne e' convinto il Ministro delle Attivita' produttive, Antonio Marzano, che ha ricordato i dati ''formidabili'' sull'occupazione forniti di recente dall'Istat. ''Non raggiungeremo - ha spiegato Marzano a margine dell'assemblea di Confcommercio - una crescita del 3% quest'anno, data la congiuntura internazionale''. Questo obiettivo, ha aggiunto, sara' conseguito nel 2003. Oggi ''stiamo lasciando la convalescenza per una ripresa''.
    25 5 agosto 2002 Marzano: Crescita Italia Potenzialmente Al 3% Annuo (il Giornale (ASCA) - Roma, 5 ago - ''La congiuntura e' pesante e i guai vengono dall'estero. La nostra struttura e' invece molto forte. Potenzialmente e' da sviluppo del 3% annuo''. In un'intervista pubblicata oggi sul Giornale, il ministro dell'Economia, Antonio Marzano si mostra ottimista sul futuro della crescita economica italiana. ''Certo: la torta ha lievitato. - prosegue il ministro - A parita' di abitanti il Pil e' cresciuto. Ci sono 400 mila posti di lavoro in piu'. Vuole dire che si sono avvantaggiati i ceti deboli. L'Italia e' come una Ferrari solo con le gomme un po' sgonfie''. Marzano poi riconferma la sua politica industriale. ''Migliorare il sistema attraverso una maggiore flessibilita' del lavoro, l'articolo 18 e' un problema che ho posto io, e facendo pagare meno l'energia. - ha proseguito il ministro - Su questo con la mia legge sullo sblocco delle centrali e un'altra in arrivo di riordino generale, mi aspetto fra tre anni un calo del 5% dei costi. Altre due priorita', sono lo sviluppo del Sud e il turismo''.
    26 22 agosto 2002 Italia, Marzano: la ripresa ci sarà "RIMINI (Reuters) - Per il Ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, è ""molto facile"" prevedere che la ripresa economica in Italia ci sarà, dal momento che l'attuale ristagno economico è dovuto essenzialmente a fattori internazionali. Proprio per questo, secondo il ministro, è giustificabile il ricorso a strumenti una tantum nella politica di bilancio. Marzano ha aggiunto che il dato sull'inflazione di agosto divulgato oggi dalle città campione non è preoccupante.


    ""Ora come ora faccio la previsione molto facile che la ripresa ci sarà. E' una previsione molto facile perché sin dai tempi della bibbia a ogni carestia è seguita una ripresa"", ha detto Marzano nel corso di una conferenza stampa al Meeting dell'amicizia tra i popoli in corso a Rimini.


    Il ministro ha detto che ""il dato odierno (sull'inflazione di agosto) non è preoccupante"", aggiungendo ""su questo sono d'accordo tutti"". ""La congiuntura di crescita sfavorevole è globale, non è nazionale. Il rallentamento viene interamente da fuori e non c'è da meravigliarsi se c'è la crisi"", ha detto ancora Marzano.


    Rispondendo a una domanda sui provvedimenti che il governo potrebbe adottare prossimamente, Marzano ha detto di trovare ""che il ricorso alle cosiddette una tantum è giustificato quando l'economia rallenta e si prevede che riprenda"".


    Sempre riferendosi all'inflazione il ministro ha messo in guardia dal lanciare allarmismi perché ""si potrebbe dare un segnale sbagliato alla Bce, dando indicazioni per una politica restrittiva""."
    27 10 settembre 2002 11/9: Urso, In Italia La Ripresa e' Cominciata
    28 7 settembre 2002 BERLUSCONI: SERVE OTTIMISMO, NESSUNA PAURA IRRAZIONALE (ASCA) - Roma, 10 set - L'11 settembre non e' stato ''l'inizio'' ma ''l'apice'' della crisi economica mondiale. L'Italia ha sofferto ''l'onda lunga'' ma ora siamo in ripresa. Lo ha detto il vice ministro delle Attivita' Produttive, Adolfo Urso, nel suo discorso a Chicago all'''Italian Machine Tool Conference''.
    29 27 settembre 2002 Tremonti: l'Italia è sulla buona strada Con la Finanziaria alle porte e la rivolta degli enti locali non ancora placata, il ministro Tremonti resta ottimista: "L'Italia è sulla buona strada, sta meglio degli altri grandi Paesi" "ROMA- L' Italia ''è sulla buona direzione anche se con difficoltà; ora bisogna tenere la rotta e andare avanti''. Lo dice il ministro dell' Economia, Giulio Tremonti, a Washington per partecipare ogg alla riunione del G7.

    Nonostante i malumori sulla Finanziaria, nonostante il record negativo dell'incasso per l'autotassazione, Tremonti resta ottimista soprattutto nel fare il paragone con gli altri ""grandi"".

    ''I numeri usciti - dice - mostrano come l' economia italiana sia in media con quella europea. Ci sono paesi che vanno meno bene di noi e dal lato dei conti pubblici siamo messi meglio di altri grandi. Quindi, fuori dalle polemiche, i fatti indicano che siamo sulla buona direzione e, con difficoltà, bisogna tenere la rotta e andare avanti''.
    "
    30 30 novembre 2002 Ripresa, Marzano ci crede Finanziaria: rispuntano gli sgravi per chi ristruttura "ROMA - La Finanziaria ha cominciato a muovere i primi passi al Senato, anche se i nodi da sciogliere restano ancora molti e molte questioni a partire dalla trasformazione del concordato fiscale in un vero e proprio condono saranno affrontate solo in Aula. Tornano però con forza le ipotesi di introdurre una tassa sul fumo per finanziare la ricerca oltre alla proroga degli sgravi a favore di chi ristruttura casa.

    Decisioni che sono comunque sospese in attesa di conoscere l'andamento dell'autotassazione di novembre che secondo le prime indicazione non dovrebbe però essere particolarmente ricca. Si parla infatti di un calo del 5%. Brutte notizie anche per i pensionati al minimo che vedono saltare il bonus fiscale di fine anno.

    Ma sul piano macro-econico il Governo torna a guardare con fiducia al futuro, con il ministro delle Attività produttive Antonio Marzano pronto a scommettere su una ripresa che già nelle ultime settimane ha cominciato a dare segni concreti.

    RIPRESA - «Sono ottimista e credo che una ripresa che già si delinea vedrà pieno sviluppo nei primi mesi del 2003». Ne è sicuro il ministro Antonio Marzano che ha preso come base per le sue previsioni il dato del Pil nel secondo trimestre che ha conosciuto una lieve ripresa.
    "
    31 27 dicembre 2002 Berlusconi convinto ripresa 2003 (ANSA) - ROMA, 27 DIC - 'Sono ancora convinto che ci sara' una ripresa nell' anno prossimo'. Lo ha detto il presidente del Consiglio Berlusconi in un'intervista a Panorama. Converra' rinviare ogni discorso - ha aggiunto - su nostre eventuali azioni di sostegno all' economia fuori dai parametri di Maastricht nell'eventualita' che la ripresa non arrivi. Elezioni anticipate? 'Un' idea del genere -precisa - non mi e' mai passata per la testa'. Sull'Iraq dice: 'Continuo a sperare ostinatamente che questa guerra non ci sara'.
    32 12 aprile 2003 Berlusconi: l'Incertezza Economica e' Finita: nel 2004 la ripresa (ASCA) - Torino, 12 apr - ''Abbiamo attraversato un periodo difficile. Quell'incertezza che ha attanagliato il sistema economico e' finita. E c'e' chi dice che nel 2004 ci sara' la ripresa''. Lo ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi intervenendo al convegno di Confindustria al Lingotto di Torino. ''Crisi o non crisi pero' - ha aggiunto il premier rivolto alla platea di imprenditori - il futuro delle nostre aziende sta in noi. Il vero imprenditore viene fuori nei momenti di crisi. Insomma sta a noi imprenditori - ha concluso - fare di piu'''

    33 Sabato 10 Maggio 2003, 12:17 Berlusconi: Ripresa Economia Ci Sara' Nel 2004

    (ASCA) - Roma, 10 mag - La fase di incertezza dell'economia mondiale, dovuta anche alla guerra in Iraq sta per terminare ed e' prevedibile collocare per il prossimo anno, nel 2004 l'avvio di una ripresa economica sia internazionale che di casa nostra. Lo afferma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi intervenendo al Consiglio Generale della Confcommercio.

  2. #2
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    Il Nuovo, 25.6.03

    Tremonti: l'Italia non è in declino



    Il ministro del Tesoro contesta il giudizio sulla situazione dell'economia italiana e ribadisce che il nostro Paese non prenderà sanzioni per il mancato raggiungimento degli obiettivi: "Altri le hanno prese".




    ROMA- Non condivide l'allarme che anche Confindustria e sindacati hanno messo nero su bianco nel Patto per lo sviluppo da consegnare all'esecutivo in vista del Dpef,né quello lanciato il 31 maggio dall'Assemblea di Balkitalia. Il ministro dell' economia Giulio Tremonti respinge ogni preoccupazione su un possibile rischio declino dell'economia italiana. "Quelli che parlano di declino mi fanno venire in mente alcuni economisti che 'sanno tutto tranne l'essenzialé. Il paese è molto più forte di quanto sembra". Secondo Tremonti non bisogna poi dimenticare l'influenza che ha avuto gli attacchi terroristici sull' economia mondiale: "tornare al Dpef del 2001? E chi se lo ricorda. E' impossibile tornare al 10 settembre, ma bisogna lavorare per il 12".




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    34 Giovedì 26 Giugno 2003, 16:44 Premier, riprenderemo slancio
    ANSA) - ROMA, 26 GIU - 'Non sara' difficile riprendere nuovo slancio e accelerare la macchina del governo per l'attuazione del programma', sostiene Silvio Berlusconi.
    'In questi due anni -rileva il premier- abbiamo avuto un 'Governo stabile e una rotta sicura'. Ora che si annunciano dei segnali di ripresa avremo altri due anni di positivo impegno e la ripresa economica permettera' di completare con coraggio e forza gli impegni di riforma che abbiamo preso'.

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    35

    Industria: Urso, marzo sconta congiuntura, ripresa prossima

    20/5/2003 13:27
    Roma, 20 mag - "Marzo sconta molto la congiuntura internazionale: e' stato un mese di preoccupazioni per l'intervento militare in Iraq, ma pensiamo che nei prossimi mesi e soprattutto nella seconda parte dell'anno, sia gli ordinativi, sia la produzione industriale, che i flussi di esportazione dovrebbero riprendere a crescere". Cosi' il vice ministro delle Attivita Produttive, Adolfo Urso, sui dati Istat sugli ordinativi a marzo.

    36

    Venerdì 23 Maggio 2003, 19:59


    Economia:Marzano,ripresa inizi 2004

    (ANSA) - TREVISO, 23 MAG - La ripresa 'si puo' prevedere per l'inizio dell'anno prossimo' ha detto il ministro per le attivita' produttive, Antonio Marzano, oggi a Treviso. Parlando della ripresa di un trend economico favorevole, Marzano ha aggiunto che 'sara' una ripresa che viene dagli Usa e che dovra' propagarsi all'Europa, coinvolgere la Germania e quindi arrivare in Italia'.



    37

    Giovedì 26 Giugno 2003, 16:33


    Economia: Berlusconi, Ci Sono Segnali Di Ripresa

    (ASCA) - Roma, 26 giu - ''Ci sono segnali di ripresa che ci consentono di sperare in un miglioramento''. Lo afferma il presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi nelle sue comunicazioni al Senato sul programma del governo per il semestre italiano di Presidenza ue. Berlusconi aggiunge che ''avremo un governo stabile'' che sara' in grado di ''cogliere i segnali di ripresa''. Un governo stabile, continua Berlusconi che operera' uno sforzo ''fattivo per le riforme''. Berlusconi spiega che in questi due anni c'e' stato un ''governo stabile e una rotta sicura''. Ora si annunciano segnali di ripresa e questo significa che ''avremo altri due anni di positivo impegno e la ripresa economica ci permettera' con coraggio di completare gli impegni di riforma che abbiamo preso''

    38


  5. #5
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    Brunik, ma perchè ti ostini a parlare di ripresa e sei così ottimista sul future della ns economia? Il tuo ottimismo mi sembra proprio fuori luogo. Il mio stipendio non è più sufficente per mantenere la mia famiglia; le mie vacanze, rispetto solo allo scorso anno, si sono ridotte da 15 gg a sette ed in autunno non so se avrò ancora il lavoro, mentre tu continui a spargere ottimismo a destra ed a manca. Peraltro, penso, sei rimasto tra i pochi a crederci.

  6. #6
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    In origine postato da Gallo Senone
    Brunik, ma perchè ti ostini a parlare di ripresa e sei così ottimista sul future della ns economia? Il tuo ottimismo mi sembra proprio fuori luogo. Il mio stipendio non è più sufficente per mantenere la mia famiglia; le mie vacanze, rispetto solo allo scorso anno, si sono ridotte da 15 gg a sette ed in autunno non so se avrò ancora il lavoro, mentre tu continui a spargere ottimismo a destra ed a manca. Peraltro, penso, sei rimasto tra i pochi a crederci.
    Parlero' a Silvio del tuo caso.

    Ma evidentemente tu sei l'eccezione che conferma la regola.

    Buone notizie: 300.000 persone escono dalla soglia della povertà grazie al governo!
    mentre la crisi economica internazionale imperversa in tutto il mondo, in Italia la diminuzione delle tasse decisa dalla finanziaria 2003 porterà, secondo quanto calcolato dall'ISTAT, all'uscita dalla soglia della povertà di 300.000 persone pari a circa 105.000 famiglie.
    Inoltre altri 14.000.000 di contribuenti potranno contare su 300 euro in più l'anno contribuendo a dare una boccata di ossigeno ai consumi.

    Buone notizie anche dalla produzione industriale di agosto che per il secondo mese consecutivo cresce del +0,5%rispetto al mese precedente (dato destagionalizzato) .
    (anche se il dato rispetto allo stesso mese dell'anno scorso segna un -7%)

  7. #7
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    [QUOTE]In origine postato da brunik
    [B]Parlero' a Silvio del tuo caso.

    Ma evidentemente tu sei l'eccezione che conferma la regola.

    .................................................. ................

    Grazie Brunik, ti stai dimostrando veramente un amico, ora io ed i mie piccoli possiamo dormire tranquilli e sereni!!!

  8. #8
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    Brunik, fai qualcosa anche per me, ti prego. Dopo tanti anni il mio conto in banca è tornato sul rosso. Posso sperare in una rapida ripresa, e in una massiccia diminuizione dei poveri in Italia, grazie ai nostri angeli custodi Silvio e 3buchi?
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

 

 

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