Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
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    Predefinito Indietro tutta: PIL I trim = -0.1%

    In flessione l'industria, stazionari i servizi
    Istat: economia italiana vicina a recessione
    Calo dello 0,1% del Pil nel primo trimestre del 2003 rispetto agli ultimi tre mesi dello scorso anno


    ROMA - L'economia italiana è vicina alla recessione. Nel primo trimestre 2003 infatti il Pil è aumentato dello 0,8% rispetto al primo trimestre 2002 ma è calato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. Tecnicamente un Paese è in recessione quando il Pil cala per due trimestri consecutivi. Lo comunica l'Istat, precisando che si tratta di una stima preliminare. L'Istat ha anche rivisto il dato tendenziale del secondo trimestre 2002 (da 0,1% a 0,2%) e del quarto trimestre 2002 (da 1,0% a 0,9%).

    IN FLESSIONE L'INDUSTRIA - Il calo dello 0,1% del Pil, il peggiore dal'ultimo trimestre 2001, per l'analisi dell'Istat è da attribuire ad una diminuzione del valore aggiunto dell'industria, ad un aumento del valore aggiunto dell'agricoltura e ad una sostanziale stazionarietá dei servizi. Inoltre c'è da considerare che nel primo trimestre 2003 si è avuta una giornata lavorativa in meno sia rispetto al quarto trimestre del 2002 sia rispetto al primo trimestre del 2002.

    15 maggio 2003

  2. #2
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    Predefinito

    E poi c'e' il babbeo di turno che ti dice che date le circostanze stanno governando bene...

    Infatti abbiamo chiuso il 2002 penultimi in Europa e terzultimi tra i paesi industrializzati...

    Difficile far peggio...

  3. #3
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    Predefinito

    In competitività, la Colombia batte l'Italia

    Secondo la statistica dell'Imd, il nostro Paese è retrocesso dal 12° al 17° dopo Giappone e Colombia. La Penisola brilla per pil pro-capite e telefonini. Giù per "efficienza governativa"

    GINEVRA – L’Italia non riesce a raggiungere la sufficienza in quanto a competitività. In un anno è scivolata dal 12° al 17° posto, persino dopo la Colombia (16°) mentre confermano la pole position, gli Usa seguiti dalla Finlandia. Tra i tanti fattori considerati dall'Imd, l'Institute for management development, fondamentali per il voto finale, la riduzione della tassazione e il completamento del processo di risanamento di bilancio, la semplificazione della pubblica amministrazione, la riforma del mercato del lavoro, il sostegno alle imprese nel processo di internazionalizzazione e l'aumento della spesa pubblica nell'istruzione e il sostegno alla ricerca. Sfide che l’Italia potrebbe vincere.

    Tutti i principali Paesi industrializzati figurano nei primi 10 posti, ad eccezione del Giappone (11esimo) e appunto dell'Italia, che nella 'pagella' e' superata anche dalla Colombia (16esima).

    A pesare sulla performance italiana invece è in primo luogo il fattore 'efficienza governativa', che vede la Penisola 23esima - sui 30 Paesi considerati nella categoria oltre i 20 milioni di abitanti - in netto arretramento dal 18esimo posto del 2002. Peggiora anche l''efficienza del business' (17esima da 12esima) e la performance economica (15esima da 13esima), mentre resta stabile la posizione per le infrastrutture (12esima). Nel dettaglio la Penisola brilla per gli abbonati ai telefonini, la produttività complessiva, il rapporto alunni-insegnanti, le strade, il pil pro capite, ma anche perché l'abuso di alcol e droghe non pongono problemi sul posto di lavoro e in generale per la qualità della vita. Tra le note dolenti figurano invece aliquote di tassazione, debito statale, ore lavorative, costo dell'elettricità, disoccupazione giovanile, popolazione attiva, come pure la qualità del trasporto aereo, la ricerca, l'insegnamento della scienza a scuola e anche il trasporto su acqua. In tutto sono 59 le realtà economiche, tra nazioni e regioni, recensite dall'Imd che pubblica la classifica dal 1989.

    Il Nuovo
    (14 MAGGIO 2003, ORE 8)

  4. #4
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    Predefinito

    Ma come, ieri sera il grande economista Nania a Primo Piano ha detto che è tutta colpa della congiuntura internazionale e della guerra (te lo dicevo io?), ma che l'Italia è quella che va meglio in Europa. Debbo specificare che non so a cosa si riferisse dicendo che andiamo meglio...

    In compenso Nania ha taciuto imbarazzato quando Bordon ha affermato che l'imposizione fiscale è aumentata dello 0,2%.

    Ma allora, meno tasse per Totti che fine ha fatto?
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  5. #5
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    Predefinito Nuovi vagiti della ripresa: cala il Pil nel primo trimestre 2003

    Diffusi i dati preliminari dell'Istat. Il prodotto interno lordo scende
    rispetto all'ultimo trimestre 2002 e cresce dello 0,8 su base annua
    L'economia frena, il Pil
    diminuisce dello 0,1 %
    La Bce: "La ripresa ci sarà nel 2004 ma i governi
    devono mantenere i bilanci vicino al pareggio"


    ROMA - L'economia italiana dà un'altra brusca frenata. Lo certifica l'Istat che, nei suoi dati di previsione, registra un calo del prodotto interno lordo dello 0,1 per cento rispetto all'ultimo trimestre del 2002. Dati che si riflettono anche sulla crescita prevista su base annua che l'Istituto di statistica fissa allo 0,8 per cento. Dati che, come certificato oggi dalla Bce, si inseriscono in una congiuntura internazionale difficile che però dovrebbe migliorare nel corso dell'anno avendo effetti buoni sul prodotto interno lordo dell'area euro nei primi mesi del prossimo anno.

    Il calo dello 0,1 per cento del Pil, dall'analisi dell'Istat, è da attribuire ad una diminuzione del valore aggiunto dell'industria, di un aumento del valore aggiunto dell'agricoltura e di una sostanziale stazionarietà dei servizi. Inoltre c'è da considerare che nel primo trimestre 2003 si è avuta una giornata lavorativa in meno sia rispetto al quarto trimestre del 2002 sia rispetto al primo trimestre del 2002. Sulla base delle nuove analisi l'Istat ha anche rivisto il dato tendenziale del secondo trimestre 2002 (da 0,1 per cento a 0,2 per cento) e del quarto trimestre 2002 (da 1 per cento a 0,9 per cento).

    L'Istituto di statistica ricorda poi che nel primo trimestre il Pil è cresciuto in termini congiunturali dello 0,4 per cento negli Stati Uniti e dello 0,2 per cento nel Regno Unito (dato corretto per i giorni lavorativi). In termini tendenziali, il Pil è cresciuto del 2,3 per cento nel Regno Unito e del 2,1 per cento negli Stati Uniti.

    Per quanto riguarda l'Europa è la Bce a dire la sua. "I dati più recenti - è scritto nel bollettino mensile dell'istituto centrale - relativi agli indicatori congiunturali suggeriscono che l'attività economica nell'area dell'euro è rimasta contenuta nella prima parte del 2003. In prospettiva la crescita del Pil dovrebbe iniziare a rafforzarsi in corso d'anno, per poi acquisire slancio nel 2004". Comunque buone notizie ci sono per l'inflazione che, per la Bce "scenderà al di sotto del 2% nel medio termine".

    Il problema vero per l'economia, dopo che la fine della guerra "ha ridotto i rischi al ribasso" è a questo punto la Sars con i suoi effetti negativi che può avere sugli scambi commerciali. Però, per mantenere le premesse di una ripresa sostanziosa, la Bce chiede ai Paesi dell'euro di "mantenere i bilanci vicini al pareggio anche con riforme strutturali" e soprattutto una "coerente attuazione del patto di stabilità".

    (15 maggio 2003)



    da www.repubblica.it

  6. #6
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    Originally posted by Dario
    ma che l'Italia è quella che va meglio in Europa.
    Si riferiva al debito pubblico

  7. #7
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    Comunque e' osceno che si possano sparare in tv cazzate talmente palesi e smentite da ogni dato ufficiale senza che ci sia un solo giornalista in grado di farlo notare... Urge "il notaio" come per i concorsi a premio televisivi...

  8. #8
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    Predefinito

    Esigo da nania la lista dei 14 paesi europei che nel 2002 hanno avuto un tasso di crescita inferiore allo 0,4%...

    Ma siccome e' chiaramente un pollista incapace, e la tabella in questione con ogni probabilita' non l'ha mai vista in vita sua, gli diamo una mano noi...

    Fonte OECD

    Korea 6.1
    Slovak Republic 4.3
    Greece 4
    New Zealand 3.8
    Turkey 3.7
    Ireland 3.6
    Australia 3.5
    Canada 3.3
    Hungary 3.1
    United States 2.3
    Czech Republic 2
    Norway 2
    Sweden 1.9
    Spain 1.8
    Denmark 1.6
    Finland 1.6
    Mexico 1.5
    United Kingdom 1.5
    OECD-Total 1.3
    Poland 1.2
    Austria 1
    France 1
    OECD-Europe 1
    EU15 0.9
    Luxembourg 0.8
    Belgium 0.7
    Portugal 0.4
    Italy 0.4
    Germany 0.2
    Netherlands 0.1
    Switzerland -0.2
    Japan -0.7

    PS Mi devo scusare per una imprecisione: non siamo penultimi in Europa ma ben terzultimi, e quintultimi tra i paesi OECD (mi ero dimenticato di Svizzera e Olanda). Gioite gente!

  9. #9
    Sospeso/a
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    Predefinito

    Originally posted by Ago
    Esigo da nania la lista dei 14 paesi europei che nel 2002 hanno avuto un tasso di crescita inferiore allo 0,4%...

    Ma siccome e' chiaramente un pollista incapace, e la tabella in questione con ogni probabilita' non l'ha mai vista in vita sua, gli diamo una mano noi...

    Fonte OECD

    Korea 6.1
    Slovak Republic 4.3
    Greece 4
    New Zealand 3.8
    Turkey 3.7
    Ireland 3.6
    Australia 3.5
    Canada 3.3
    Hungary 3.1
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    Norway 2
    Sweden 1.9
    Spain 1.8
    Denmark 1.6
    Finland 1.6
    Mexico 1.5
    United Kingdom 1.5
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    Poland 1.2
    Austria 1
    France 1
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    Luxembourg 0.8
    Belgium 0.7
    Portugal 0.4
    Italy 0.4
    Germany 0.2
    Netherlands 0.1
    Switzerland -0.2
    Japan -0.7

    PS Mi devo scusare per una imprecisione: non siamo penultimi in Europa ma ben terzultimi, e quintultimi tra i paesi OECD (mi ero dimenticato di Svizzera e Olanda). Gioite gente!
    Sono basito.

    Certe volte mi sorprendo a domandarmi: dicono tutti che i sinistri siano faziosi, ma com'è che l'ISTAT alla fine da sempre ragione a quello che dicevano loro?

    Berlusconi dovrebbe piantarla di prendersela coi giudici e pensare invece a sistemare l'ISTAT, se vuole la quadratura del suo sistema di potere.

    Altrimenti i faziosi troveranno sempre qualche scusa cui appoggiare le loro meschine polemiche.

 

 

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