Radio Citt'a Aperta
La sindrome del cinese ha colpito ancora
Editoriale
La sindrome del cinese ha colpito ancora. Era più prevedibile della SARS
eppure la sindrome del cinese sta lasciando morti e feriti sulla strada della
sinistra e del sindacato in Italia. Che Cofferati non fosse l'uomo della svolta
a sinistra lo avevamo segnalato in tempi non sospetti. La sua posizione
astensionista sul referendum per l'estensione dell'art.18 è stata una doccia
fredda solo per chi ha creduto alle fulminazioni sulla strada di Damasco.
Cofferati è stato l'uomo della concertazione e della politica dei redditi che ha
penalizzato i salari e i diritti sindacali dei lavoratori nel corso di tutti gli
anni '90. Il suo scontro con D'Alema e Fassino atteneva più agli equilibri
politici dentro i DS e l'Ulivo che ad una controtendenza sul piano generale. La
mobilitazione sull'art.18 messa in campo da Cofferati e dalla CGIL aveva reso
euforici solo coloro che soffrono di memoria corta. La verifica è arrivata
puntuale e al momento giusto: quando si tratta di portare fino in fondo le
scelte importanti e dirimenti. Il SI al referendum sull'art.18 è una di queste e
occorrerà lavorare a tutto campo per ottenere un risultato significativo che
ponga una barriera alla distruzione sistematica dei diritti e della dignità dei
lavoratori nel nostro paese. Cofferati non sarà - e non poteva esserlo - un
nostro compagno di strada.




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