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  1. #1
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    Predefinito Indietro tutta: PIL primo trimestre = -0,1%

    In flessione l'industria, stazionari i servizi
    Istat: economia italiana vicina a recessione
    Calo dello 0,1% del Pil nel primo trimestre del 2003 rispetto agli ultimi tre mesi dello scorso anno


    ROMA - L'economia italiana è vicina alla recessione. Nel primo trimestre 2003 infatti il Pil è aumentato dello 0,8% rispetto al primo trimestre 2002 ma è calato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. Tecnicamente un Paese è in recessione quando il Pil cala per due trimestri consecutivi. Lo comunica l'Istat, precisando che si tratta di una stima preliminare. L'Istat ha anche rivisto il dato tendenziale del secondo trimestre 2002 (da 0,1% a 0,2%) e del quarto trimestre 2002 (da 1,0% a 0,9%).

    IN FLESSIONE L'INDUSTRIA - Il calo dello 0,1% del Pil, il peggiore dal'ultimo trimestre 2001, per l'analisi dell'Istat è da attribuire ad una diminuzione del valore aggiunto dell'industria, ad un aumento del valore aggiunto dell'agricoltura e ad una sostanziale stazionarietá dei servizi. Inoltre c'è da considerare che nel primo trimestre 2003 si è avuta una giornata lavorativa in meno sia rispetto al quarto trimestre del 2002 sia rispetto al primo trimestre del 2002.
    15 maggio 2003

  2. #2
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    secondo voi tanto per esser un po'keynesiani:
    quanto influisce sul PIL scolpire tutte quelle "lapidi"con il suo nome...in giro per l'italia?

    ragà ed il peggio viene nel secondo trimestre con i nuovi dati di cassa...

  3. #3
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    Predefinito

    In Origine Postato da arsenico
    secondo voi tanto per esser un po'keynesiani:
    quanto influisce sul PIL scolpire tutte quelle "lapidi"con il suo nome...in giro per l'italia?

    ragà ed il peggio viene nel secondo trimestre con i nuovi dati di cassa...
    Per il 2003 tirano avanti con 8 miliardi dai condoni vari ed altri 10+ di cartolarizzazioni... anche se il deficit strutturale (=senza barbatrucchi alla 3monti) continuera' a salire come ha gia' fatto nel 2002.

    Per il 2004 invece sono a pecora... condoni non ne possono fare ed anche con nuove cartolarizzazioni rischiano seriamente di sforare i parametri massimi dell'UE (l'abbattimento del deficit, come richiestoci, non e' neanche un'ipotesi da prendere in considerazione).

    Io credo che mollano il governo per il 2004, cosi' la patata bollente la lasciano a qualcun'altro: mica bello fare campagna elettorale dopo aver sforato... parlando del pil che non cresce.... o delle tasse che non si possono tagliare... molto meglio parlare dei giudici che sovvertono governi regolarmente eletti e dei komunisti mangia bambini...

  4. #4
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    Peggio di ogni previsione, l'economia italiana è ferma alle Twin Towers
    di Bianca Di Giovanni

    Secondo l'Istat la crescita italiana nel primo trimestre del 2003 è dello 0,1%, come dopo l'11 settembre 2001. L'Italia, tra i partner europei, ha il debito pubblico «arretrato» più pesante, l’inflazione più alta, domanda interna ferma ed esportazioni schiacciate dal super-euro. Il governo e la maggioranza non cedono alla realtà, il sottosegretario all’Economia Giuseppe Vegas dichiara che "l’obiettivo dell’1,1% nel 2003 sarà raggiunto". L'allarme arriva dal fronte sindacale e dall’opposizione. «Questa è la fine del Patto per l’Italia». Pezzotta chiede un impegno per lo sviluppo e Angeletti dice che l’esecutivo non ha mantenuto le promesse.

  5. #5
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    Niente paura ragazzi............
    Il ragionier Tremonti aggiusterà tutto.

    Per il momento pensate solo a spendere e basta.

    B.

  6. #6
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    15.05.2003
    Più sviluppo, meno Previti
    di Rinaldo Gianola

    Ogni giorno ha la sua pena per l’economia italiana. Abbiamo appena visto Silvio Berlusconi trionfante, armato di cazzuola, a Venezia, posare la prima pietra di una di quelle straordinarie opere con le quali, ci sia Prodi o Van Basten dall’altra parte, è sicuro di vincere tutte le elezioni a venire, che i guastafeste dei numeri diffondevano all’opinione pubblica le ultime statistiche. Il Prodotto interno lordo è fermo, anzi ha un segno negativo (-0,1%) nei primi tre mesi di quest’anno. Per ritrovare un dato simile bisogna tornare indietro al terzo trimestre del 2001, al tempo degli attentati terroristici alle Twin Towers di New York. Capito che aria tira? Intanto la produzione industriale scende, i posti di lavoro nelle grandi imprese diminuiscono e la fiducia dei consumatori è calata a livelli preoccupanti.

    Proprio mentre la maggioranza di centro-destra celebra la vittoria elettorale di due anni fa, la nostra economia tocca il fondo e lavoratori, pensionati, imprese provano la consistenza del «miracolo» promesso da Berlusconi, sottoscritto in casa del notaio Vespa. Il presidente del Consiglio passa il tempo a occuparsi del destino giudiziario del suo amico Previti e dei suoi personali processi, cerca l’impunità e minaccia cittadini contestatori e giornalisti non allineati. Intanto il tessuto produttivo perde competitività, le imprese non investono più, importiamo più di quanto esportiamo e cresce in misura preoccupante il nostro deficit proprio con gli altri Paesi dell’area dell’euro.

    La congiuntura economica è delicata in tutto il mondo industrializzato e la guerra breve in Iraq, che avrebbe scatenato una formidabile ripresa secondo economisti-marines un po’ troppo entusiasti, si è risolta in un nuovo peso finanziario per gli Stati Uniti mentre l’Europa, sull’orlo della recessione, cerca faticosamente la strada della risalita e qualcuno pensa alla scorciatoia del taglio alle pensioni, alla destrutturazione del Welfare, alla riduzione dei diritti della gente che lavora. Ma proprio perchè la situazione è difficile ovunque, il governo avrebbe dovuto tenere un comportamento responsabile nei confronti dei cittadini e dire la verità invece di propagandare un inutile ottimismo. Tremonti ci aveva promesso una crescita del 3% all’anno per ogni anno di legislatura, quest’anno se va bene forse arriveremo all’1%.
    E la Confindustria? Dov’è D’Amato? Il leader degli industriali prepara la sua relazione all’assemblea degli imprenditori della prossima settimana ed è molto impegnato a cambiare il marchio della sua associazione. Ma il direttore generale della Confindustria, Stefano Parisi, ammette che il dato del Pil «è più negativo del previsto» e che oggi servono «politiche a sostegno degli investimenti». Come sarebbe a dire «politiche per gli investimenti»? Se la memoria non ci inganna ricordiamo la felicità, i gridolini di gioia di D’Amato, Parisi e di tutta la compagnia cantante quando arrivò la Tremonti-bis che avrebbe dovuto trasformare il Paese in un Nirvana industriale. Invece non s’è visto niente. Il deserto, altro che «il turbo nell’economia».

    Alla luce di questi dati economici oggi possiamo affermare, inoltre, che aveva ragione la Cgil quando si era rifiutata di firmare il leggendario «Patto per l’Italia» che nelle promesse del governo, sottoscritte da Cisl, Uil, Confindustria e altre organizzazioni datoriali, avrebbe dovuto rilanciare l’economia, riformare gli ammortizzatori sociali, tasformare i sindacati in erogatori di servizi per conto dell’esecutivo, consentire una più veloce creazione di posti di lavoro. Quel Patto, ammesso che ancora esista, è fallito perchè si basava, non su un programma coerente di sviluppo condiviso da tutte le parti sociali e rispettoso dei diritti dei lavoratori, ma era il grimaldello, nella strategia del centro-destra, per separare i sindacati, per cercare di isolare la Cgil, ammesso che si possa isolare un’organizzazione con 5 milioni e mezzo di iscritti.
    Ieri sera il segretario della Uil, Angeletti, di fronte ai dati del Pil, ha detto, testuale, che «il governo non ha rispettato i patti». Davvero? E che cosa si aspettava da Berlusconi e dalla sua maggioranza?

  7. #7
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    In Origine Postato da damps
    ...Fossa che aveva preconizzato un'Italia
    devastata da Prodi.....
    Mentre, poi, lui s'è dedicato a devastare Linate e Malpensa....

  8. #8
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    In Origine Postato da Ago
    Per il 2003 tirano avanti con 8 miliardi dai condoni vari ed altri 10+ di cartolarizzazioni... anche se il deficit strutturale (=senza barbatrucchi alla 3monti) continuera' a salire come ha gia' fatto nel 2002.

    Per il 2004 invece sono a pecora... condoni non ne possono fare ed anche con nuove cartolarizzazioni rischiano seriamente di sforare i parametri massimi dell'UE (l'abbattimento del deficit, come richiestoci, non e' neanche un'ipotesi da prendere in considerazione).

    Io credo che mollano il governo per il 2004, cosi' la patata bollente la lasciano a qualcun'altro: mica bello fare campagna elettorale dopo aver sforato... parlando del pil che non cresce.... o delle tasse che non si possono tagliare... molto meglio parlare dei giudici che sovvertono governi regolarmente eletti e dei komunisti mangia bambini...
    hanno ancora la liquidità delle fondazioni sempre che a bruxelles si pronuncino contro..e facciano perder tempo
    mala tempora currunt
    nel 2004 si piange sangue.
    sul serio a roma nn c'è un euro da aprile, quel che è fatto è fatto.

  9. #9
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    In Origine Postato da Antonello
    Il buon prodi non se la prenderebbe con i giudici, non creerebbe leggi a suo uso e consumo, non avrebbe conflitti di interesse da risolvere o televisioni che ripetono in continuazione i suoi comizi...

    In altre parole, non ci scasserebbe i marroni come qualcun'altro... e non sarebbe poco....


    CERTAMENTE, GLI ITALIANI ...SE NON PROPRIO PRODI POTREBBERO ESSERE PIÚ FIERI DI QUEL TESTA DI CAZZO CHE SI SON TROMBATI DUE ANNI FA!!!!

  10. #10
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    naturalmente per i sinistri se l'economia cresce nella media europea a +0,8% vuol dire che il governo sta operando male e la crisi economica internazionale non c'entra nulla con la modesta crescita!
    veramente senza parole!!

 

 
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