...scherzato?
Lo stralcio è una bella tentazione. Tutti ci guadagnano. Il partito del magistrati era alle corde, la maggioranza aveva deciso di procedere con il lodo Meccanico, una legge proposta dall’opposizione moderata per impedire la sconcia eventualità (eventualità?) di processi ad hoc contro coloro che sono stati scelti per governare le istituzioni. Era il “primo passo”, parola di Berlusconi, per tornare alla Costituzione del ’48, violata in modo indecente dieci anni or sono, e ripristinare l’autonomia e le garanzie del Parlamento di fronte alle tentazioni “tentazioni?) della interferenza politica togata..
O stralcio della posizione processuale del Cav. è arrivato a orologeria, come tutte le “ordinanze di giustizia” che contano di questo decennio, anche per salvare quel che resta della Repubblica delle procure. Ci guadagna qualcosa anche l’opposizione, che non è più costretta, se lo stralcio ad personam dovesse sostituire il ripristino delle garanzie contro la malagiustizia e il fumus persecutionis, ad inseguire i girotondi sul terreno ormai accidentato del giustizialismo, rifiutato in blocco dalla maggioranza dell’opinione pubblica, la quale secondo tutti i più recenti sondaggi ha dell’imparzialità ei giudici la stessa opinione che abbiamo noi: bassa.
Ce n’è anche per Prodi e per le sue tribune stampa, che hanno fatto ricorso a circonlocuzioni e a penose censure pur di obliterare e archiviare le delicate verità sulla tentata svendita della Sme proposte con grinta in tribunale da un presidente del Consiglio che non dice “non ricordo”.
E quest’ultimo, poi, separato dalla situazione processuale dei coimputati, può giocarsi la partita dei tempi processuali e dell’assoluzione in uno splendido isolamento.
Ma noi, il paese che cosa ci guadagna? Niente. E perde lo slancio che gli è necessario per una seria svolta nei rapporti tra giustizia e politica, per liberare le istituzioni da ipoteche improprie e consentire loro di funzionare secondo il meccanismo dell’alternanza. La tentazione di passare oltre e fare come se queste settimane di impegnato conflitto sulla verità del decennio 1993-2003 non ci fosse stato, è dunque forte. Eppure le soluzioni sono a portata di mano.
Una è quella proposta da Antonio Meccanico, tutt’altro che un eversore. L’altra, di compromesso, è quella del Parlamento europeo: invece di proibire indagini senza autorizzazione, consentire alle Camere di sospendere processi ritenuti obliqui e sospetti di accanimento persecutorio. Un compromesso che ha una naturale base bipartisan, ma che avrebbe il valore storico di inaugurare una Terza repubblica autonoma dagli assalti politicizzati, è meglio di un imbarazzante “abbiamo scherzato”.
Cosa ne pensa, Cavaliere?
E se la "sua" maggioranza ha paura di un referendum abrogativo, gli ricordi il caso della guerra e della pace: prima della guerra in Iraq tutti per la pace, ma a guerra iniziata una grande maggioranza per gli alleati e contro Saddam.
L’opinione pubblica, oggi manipolata dalle balle giustizialiste sulle “immunità-impunità”, funzionerebbe così anche in uno scontro tra l’Italia di "noi" e di Berlusconi e quella di "loro" e della Boccassini (e Borrelli).
E' questa è la scelta da compiere.
saluti
da il Foglio di martedì 20 maggio 2003




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