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Rifondazione: sì a Manson
"Non apprezziamo il messaggio culturale di Manson, ma difendiamo un principio di libertà": così Augusto Rocchi, segretario provinciale milanese del Prc. Che assicura: Manson suonerà.
MILANO - Sarà il Pala Mazda ad ospitare il re dei provocatori: Marilyn Manson infatti salirà sul palco il 7 giugno, come previsto dopo il trasloco da Monza. A garantire la presenza della rockstar è Rifondazione Comunista, che ha deciso di patrocinare l'evento come apertura della Festa di Liberazione, che si terrà, nella stessa sede, dal 18 giugno. (Il consiglio comunale di Milano, che doveva discutere oggi se permettere o meno il concerto, non ha risolto la questione). A comunicarlo oggi è stato Augusto Rocchi, segretario provinciale milanese del Prc, spiegando di essere arrivati a questa scelta "perché inorriditi dalla logica censoria di certe forze politiche, che si arrogano ruoli che non gli competono. In Italia, anche i concerti passano al vaglio di organi di censura, che non hanno imposto vincoli d'età per l'esibizione di Manson. Quindi, assumersi il compito di impedire il concerto, o porre limiti di maggior età è un fatto di oscurantismo inaccettabile. Noi, come Rifondazione, non apprezziamo il messaggio culturale di Manson, ma difendiamo un principio di libertà". "Chi vuole reintrodurre la caccia alle streghe se ne assumerà la responsabilità politica, ma - annuncia Rocchi - il concerto si farà".
Sul dibattito in corso a Palazzo Marino è intervenuto Giovanni Occhi, capogruppo di rifondazione: "l'Avvocatura del Comune è stata chiarissima: non c'é spazio per vietare il concerto - ha detto Chiodi - questa mozione è un atto di pura propaganda, dietro cui si coprono problemi reali". L'articolo 3 della Convenzione tra Pala Mazda e Comune di Milano, ha spiegato Occhi - vieta solo gli spettacoli vietati ai minori, come il Mi Sex , per riguardo alle suore dell'ordine dei Fratelli di Nazareth, che confinano con la struttura. Anche se la mozione passasse a Palazzo Marino, comunque "saremo disobbedienti e faremo il concerto lo stesso". Anche uno degli organizzatori, Bruno Chiodi dell'agenzia milanese Harold & Maude, ha ribadito che "la Giunta non ha poteri per vietare, Manson è già stato vagliato dalla censura e non ha avuto problemi e, inoltre, abbiamo già firmato il contratto con il Mazda Palace".
Intanto, però, vanno piuttosto male le prevendite per i Festival A day at the border e Gods of metal , il primo dei quali ospita appunto Manson: solo 5000 i biglietti venduti contro i 18mila disponibili per le due serate. "Con tutte queste discussioni i padri pensano di mandare i figli all'inferno, non a un concerto - ha commentato l'organizzatore -, e noi siamo seriamente danneggiati, ma non abbiamo intenzione di chiedere i danni al Comune di Milano, perché lavoriamo in questa città, ma sicuramente non faremo più concerti a Monza finché ci sarà quel sindaco". A Chiodi è appena arrivata anche la solidarietà di Assomusica che, tramite il suo presidente Roberto Meglioli, definisce "inqualificabili i commenti che giungono anche dal Consiglio Comunale di Milano e che fanno pensare ad una recrudescenza oscurantista che si credeva, o almeno noi credevamo, scomparsa col Medioevo".
(22 MAGGIO 2003; ORE 150)




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