Fonti iraniane: Seif Al-'Adel e il figlio di Osama Bin Laden hanno lasciato l'Iran solo dopo gli attentati di Riyadh
In un articolo sul quotidiano londinese in lingua araba di proprietà saudita Al-Sharq Al-Awsat, il corrispondente 'Ali Nouri Zadeh ha citato una fonte iraniana secondo la quale, al contrario delle smentite dell'Iran, alcuni dirigenti di Al-Qa'ida si trovavano in Iran e sono andati via dopo gli attentati di Riyadh. Quelli che seguono sono estratti dell'articolo:
L'esodo dei leader di Al-Qa'ida dall'Iran
"Una fonte iraniana vicina alla direzione della Guardia [Rivoluzionaria] ha rivelato l'esodo collettivo di alcuni capi dell'organizzazione Al-Qa'ida, in seguito agli attentati della settimana scorsa a Riyadh. La fonte ha chiarito che alti funzionari della Guardia sono stati licenziati dagli importanti incarichi che ricoprivano dopo che si è scoperto che avevano protetto i membri di Al-Qa'ida."
"Al-Sharq Al-Awsat è stato informato che Seif Al-'Adel, il quale secondo alcuni rapporti era un comandante militare di Al-Qa'ida, Sa'ad Osama bin Laden, e un alto funzionario di Al-Qa'ida di nome Abu Khaled hanno lasciato l'Iran mercoledì 14 Maggio 2003, insieme ai loro uomini, e si prevede che altri membri di Al-Qa'ida e Ansar Al-Islam partiranno per l'Afghanistan nei prossimi giorni, nella tripla convergenza di frontiere di Iran, Pakistan e Afghanistan."
La smentita iraniana
"Alti funzionari americani hanno dichiarato che l'ordine di compiere i recenti attentati terroristici a Riyadh è arrivato da Seif Al-'Adel. Tuttavia, l'Iran ha affermato ieri [20 Maggio 2003] di essere determinato nel combattere il terrorismo, in particolare Al-Qa'ida. Il portavoce del Ministro degli Esteri iraniano Hamid Reza Asafi ha dichiarato ad una conferenza stampa che non c'è armonia fra l'Iran ed Al-Qa'ida, e ha negato le accuse americane secondo le quali dei membri di Al-Qa'ida si trovavano in Iran. Secondo il suo parere, l'Iran avrebbe agito in conformità con i suoi obblighi nei confronti delle risoluzioni dell'ONU se si fosse imbattuto nei membri di Al-Qa'ida... Ha affermato inoltre che 'L'Iran non ha intenzione di condurre negoziati con gli Stati Uniti...'"
L'Iran ha espulso membri di Al-Qa'ida anche a Febbraio
"Nel Febbraio 2003, il Ministro degli Esteri iraniano Kamal Kharrazi ha dichiarato che l'Iran aveva espulso dal proprio territorio più di 500 infiltrati sospettati di essere legati ad Al-Qa'ida. Alcune fonti hanno collegato l'espulsione da parte dell'Iran dei membri di Al-Qa'ida ai colloqui informali dell'inizio della settimana tenuti dal Generale Mohsen Rezai, ex comandante della Guardia Rivoluzionaria ed attuale segretario del Consiglio delle Opportunità, con personaggi americani vicini all'amministrazione Bush. Una fonte vicina al movimento riformista dell'Iran ha affermato che il Presidente iraniano Mohammad Khatami stava dietro [all'espulsione dei membri di Al-Qa'ida]; Khatami, ha dichiarato, ha recentemente ricevuto informazioni da un paese arabo amico dell'Iran e vicino agli Stati Uniti relative alla presenza della rete terroristica di Al-Qa'ida a Tehran, Meshhed, e Zahedan."
"La fonte ha aggiunto che Khatami è rimasto stupito dall'informazione e ancora più [stupito] dai dettagli, e ha incaricato il Ministro dell'Intelligence Ali Yunesi e uno dei comandanti delle forze armate di scoprire dove si trovassero i membri di Al-Qa'ida. E' emerso che Seif Al-'Adel, Sa'ad Osama bin Laden, e Abu Khaled vivevano in una speciale foresteria della Guardia [Rivoluzionaria] nella regione di Namk Abroud, dove in passato avevano vissuto alcuni diplomatici, catturati dagli studenti [dei] sostenitori di Khomenei all'inizio della rivoluzione, [i quali vi erano stati] tenuti in ostaggio fino alla fine del periodo rivoluzionario."
"Senza contare i risultati del convegno in Grecia o le chiare istruzioni di Khatami per porre fine alla presenza di Al-Qa'ida in Iran, ci sono segnali che la dirigenza iraniana abbia preso molto sul serio i recenti avvertimenti americani. Secondo un deputato vicino a Khatami, il Presidente è fiero delle sue buone relazioni con la dirigenza saudita e le considera uno dei più importanti risultati della propria presidenza, e quindi non permetterà a nessuno di mettere a rischio queste relazioni proteggendo i membri di Al-Qa'ida e sostenendoli finanziariamente e moralmente - anche se questo significa un confronto pubblico con i gruppi estremisti all'interno della Guardia Rivoluzionaria e il sistema di sicurezza, che sono soggetti alla sorveglianza di Al-Vali Al-Faqih [Khamenei]. Secondo il deputato, il consiglio di sicurezza nazionale dell'Islamic Shura Council sta studiando attentamente e sotto ogni punto di vista le informazioni riguardanti i movimenti di Al-Qa'ida, cosa di cui sono a conoscenza alcuni dei comandanti della Guardia Rivoluzionaria..." (1)
Note:
(1) Al-Sharq Al-Awsat (Londra), 21 Maggio 2003.
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