Stati Uniti
Ora tocca all'Iran?
Un percorso lento ma inesorabile sembra portare gli Stati Uniti verso un nuovo campo di battaglia: l'Iran. Anche se il governo di Teheran ha accettato di sospendere le attività di arricchimento dell'uranio, gli Stati Uniti non abbandonano la diffidenza verso il regime degli ayatollah. Dopo l'Iraq, quindi, Washington si prepara a un nuovo scontro?
La possibilità è così concreta che l'Atlantic Monthly ha messo in piedi una seduta di "giochi di guerra", una simulazione in piena regola del conflitto. Un gruppo di esperti militari e dei servizi segreti si è riunito per tre ore in una stanza con l'obiettivo di trovare la strategia migliore da consigliare al presidente degli Stati Uniti se dovesse fallire ogni via diplomatica. Nella simulazione l'Iran respinge ogni trattativa e l'intervento armato diventa inevitabile. Cosa succede?
La situazione è molto più delicata rispetto all'Iraq, perché l'Iran è militarmente più potente, ha un governo riconosciuto a livello internazionale, è in grado di controllare un'eventuale resistenza sciita anche fuori dai suoi confini e non avrebbe nulla da perdere a rispondere all'attacco. Alle fine della simulazione gli esperti hanno individuato una strategia molto chiara: è meglio fare in modo che la diplomazia funzioni.
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