Fin troppo realismo: il Pentagono ha chiesto di «sfumare» i dettagli
Nei panni dei marines. Ma solo per gioco
In «Full spectrum warrior» si guida un plotone di soldati per le strade di una città mediorientale che sembra Bagdad
WASHINGTON - La guerra, quella vera, diventa un gioco. Mai così realistico. Un simulatore di battaglia sviluppato per l'esercito americano con lo scopo di allenare le reclute nella disciplina militare e nelle tattiche di guerra verrà adattato per gli utenti domestici. E distribuito dall'inizio del 2004 per la console di Microsoft, Xbox.
SIMULAZIONE - Il gioco, chiamato «Full spectrum warrior», guerrieri a 360 gradi, non ha niente a che vedere con il titolo «America's army» distribuito dal Pentagono stesso lo scorso anno con lo scopo di divertire, allenare, e quindi reclutare nuovi volontari. Si tratta infatti di una simulazione militare studiata fin nei minimi particolari, anche i più crudi e angoscianti, e con una grafica incredibile, proprio perché originariamente programmata come un vero strumento di guerra atto a preparare i soldati alle azioni sul campo. Il giocatore si troverà al comando di una truppa di fanteria leggera, impegnata in una situzione «di tensione, ostile e claustrofobica, tipica della guerriglia urbana», come recita l'incredibile promo sul sito della Pandemic Studios. Non è un caso che l'ambientazione di «Full spectrum warrior» sia per le strade di una città del Medioriente non meglio definita, ma che ha tutto l'aspetto di quella Bagdad che abbiamo visto le settimane scorse in televisione.
TRE ANNI - L'azienda americana commissionata per lo sviluppo del software militare, la Pandemic, ha speso tre anni di lavoro per arrivare al prodotto definitivo. Che è stato orgogliosamente presentato al pubblico durante l'appena trascorsa fiera del digitale E3 di Los Angeles. Alla presentazione ha ovviamente fatto seguito l'annuncio dell'imminente commercializzazione del software, che fino ad allora era invece protetto da segreto militare. «Il lavoro che abbiamo svolto fianco a fianco con gli esperti militari dell'esercito - spiega Josh Resnick, presidente della Pandemic - ha permesso la creazione di un gioco veramente unico ed entusiasmante nel suo genere. Siamo riusciti a catturare la vera vita di un soldato impegnato in una zona militare in area urbana». Nelle intenzioni della Pandemic sembrava quindi forse sprecato tenere lontano dal pubblico, e dal ricco mercato dei videogiochi, un titolo di tale realismo.
TROPPA REALTA' - Nella lavorazione che porterà il videogioco nei negozi del mondo l'anno prossimo, gli sviluppatori dell'azienda americana stanno lavorando di cesello per "romanzare" tutti quei particolari eccessivamente legati alla realtà strategica e tattica della macchina militare più forte del mondo. Proprio perché alcuni di questi aspetti risultavano troppo legati alla recente campagna degli Stati Uniti in Iraq. Una "delicatezza" richiesta dal Pentagono, geloso dei suoi segreti, e non certo dettata dalla volontà di rendere meno realistica una simulazione che si basa invece proprio sulla crudezza delle vere battaglie. Sono già in attesa del nuovo gioco, infatti, alcune associazioni di genitori americani. Pronte a gridare vendetta e a chiedere giustizia per i propri figli, mai come questa volta tentati a confondere la violenza della guerra reale con quella simulata di un videogioco.
Federico Cella
23 maggio 2003




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