Stasera, Saverio Vertone, fine intellettuale, ahimè comunistatricolorito ha detto una cosa santa. Il '68 ha distrutto il comunismo. Infatti ha creato una nuova classe dirigente che ha definito "bolscevico-nihilista" che con il tempo ha trasferito il suo punto di riferimento da Mosca a New York (vedi Ferrara e gli ex-comunisti ora in FI...).
In fondo il comunismo "stalinista" aveva un progetto. Quindi per affermarlo aveva bisogno di un ordine e di una disciplina. La rivoluzione nihilista del '68 , però, ha avuto la meglio sulla visione (ancora) ordinata della società sovietica. Per cui, come aveva profetizzato il filosofo cattolico Augusto del Noce, il movimento comunista, corretto dalla "rivoluzione sessantottina" si sarebbe trasformato in un "movimento radicale di massa"...
In termini spiccioli, le ideologie del XX° secolo, con tutte le loro nefandezze, hanno svolto un compito di barriera (kathèkon) nei confronti della dissoluzione e del nihilismo...

Ecco quindi cos'è stato il '68: nient'altro che una rivoluzione borghese-nihilista.