On. Federico Bricolo
Deputato Lega Nord Padania
Poiché ciascuna religione tende a un particolare modello di civiltà, lo stato non può fingere che le religioni siano tutte uguali e nemmeno deve tralasciare di difendere la civiltà cristiana ed europea, senza intaccare ovviamente la libertà religiosa che in Italia esiste già
Signor Presidente, questo disegno di legge ci vede assolutamente contrari, a cominciare dal suo impianto relativista, illuminista, che porta inevitabilmente all’indifferentismo religioso, che porta avanti il principio molto caro ai massoni che tutte le regioni sono uguali e, di conseguenza, nessuna è quella vera, cancellando tutte le profonde differenze che vi sono tra di esse. Tale principio, chiaramente giacobino, tende inevitabilmente a far perdere la profonda matrice religiosa che ci lega strettamente alla nostra cultura, alla nostra storia, alla nostra tradizione.
Tutto ciò cancellerà per sempre quei principi identitari che ci legano al nostro passato, servirà a tagliare per sempre quel cordone ombelicale che ci lega ai simboli ed ai valori che per millenni sono stati parte integrante della nostra civiltà. Col tempo, inesorabilmente, non avremo più una religione di riferimento. Arriveremo ad avere uomini senza un’identità propria, senza valori da difendere e, dunque, deboli, indifesi, in grado di essere giostrati e manipolati dai grandi poteri. Avrà valore solo la televisione, la pubblicità, vinceranno le logiche della globalizzazione sfrenata.
Solo per tale motivo il disegno di legge in esame dovrebbe essere immediatamente fermato. Purtroppo, i danni che produce non si limitano a questi. Il provvedimento andrà a riconoscere sette, pseudoreligioni, credenze varie, satanisti, clonatori. In particolar modo, darà diritti a tutti gli islamici, anche quelli fondamentalisti, presenti nel nostro territorio.
Cambieranno, poi, usi, consuetudini, modi di vivere che da sempre regolano la vita e gli equilibri delle nostre comunità. Nelle mense di ospedali, carceri e caserme dovrà essere garantito l’adempimento delle prescrizioni religiose in materia alimentare. Dunque, nei suddetti luoghi dovremo prevedere regimi alimentari conformi ai dettami religiosi. Nel periodo del ramadan, ad esempio, le mense dovranno aprire alle 4 di mattina e, poi, riaprire la notte perché durante il giorno non si può mangiare. Inoltre, gli islamici mangiano la carne secondo la macellazione tradizionale. Si tratta di cose incompatibili ed inconciliabili con i nostri usi e costumi.
Anche nei contratti collettivi di lavoro dovremo garantire i doveri essenziali di culto. Dunque, quando un islamico sarà assunto da un nostro imprenditore chiederà di pregare cinque volte al giorno e l’imprenditore sarà costretto a concedergli il momento di preghiera o, magari, di astenersi dal lavoro il venerdì che, per l’islamico, è giorno di preghiera.
I ministri di culto o le guide spirituali potranno sposare liberamente con matrimoni religiosi, che hanno anche immediato valore civile, gli appartenenti alle loro sette.
L’insegnamento nelle scuole, se non passeranno i nostri emendamenti di principio, dovrà essere impartito nel rispetto della fede religiosa di ogni singolo alunno. Dunque, innanzitutto i crocifissi, che vanno a ledere la sensibilità degli alunni musulmani, dovranno essere tolti. Non potremo più fare ad esempio i presepi nelle nostre scuole, così come non si potranno più fare i canti di Natale (come già purtroppo si sta verificando in molte scuole nel nostro paese, perché questa è la tendenza che si sta delineando). Ma non solo: quando gli insegnanti delle scuole italiane dovranno insegnare parti importanti della storia (pensiamo alle crociate, pensiamo a quando dovranno illustrare la Gerusalemme liberata di Torquato Tasso, quando dovranno spiegare il Canto dell’inferno, nel quale Dante mette appunto all’inferno Maometto), lo dovranno fare senza ledere la sensibilità dell’alunno e senza discriminarlo dal punto di vista religioso, quindi in maniera asettica. L’insegnamento della storia non rappresenterà più i principi e l’identità propria della nostra gente.
I nostri sindaci saranno poi costretti a prevedere aree per costruire luoghi di culto, come le moschee, così come saranno costretti, con i soldi dei contribuenti italiani, a finanziare la costruzione di tali moschee nel nostro paese. Si dovranno prevedere cimiteri appositi e dunque cambieremo veramente in toto usi e costumi, ma non solo: trasformeremo i nostri paesi anche nell’edilizia propria e quindi nel concetto di vivere la vita nei nostri paesi, che da sempre ha regolato la vita comune nelle nostre comunità. Addirittura imam, bonzi, shamani, santoni vari, avranno diritto di accedere al nostro sistema previdenziale: daremo la pensione a queste persone!
Credo che già solo questo, ma non solo purtroppo, dovrebbe veramente far riflettere un pò tutti e far sospendere l’intenzione di andare avanti nell’esame di questo provvedimento, anche se è chiaro che tutta la sinistra – purtroppo alleata, in questo caso, con molti colleghi della Casa delle libertà – ha deciso di andare avanti con questo disegno di legge che distruggerà l’identità della nostra gente.
Ma come saranno riconosciute queste religioni? Qual è il principio, ipocrita evidentemente, presente all’interno di questo disegno di legge, che garantirà, una volta riconosciute tutte queste religioni, tutti questi diritti che prima ho menzionato? Queste confessioni religiose dovranno presentare degli statuti e questi dovranno essere conformi ai dettati costituzionali e dopodiché potranno essere riconosciute. È chiaro che nessuna associazione islamica potrà, ad esempio, inserire negli statuti i propri principi religiosi, perché questi sono chiaramente in contrasto con i nostri dettami costituzionali. E dunque dovranno produrre degli statuti che sono palesemente falsi, di facciata, che però saranno riconosciuti! È questa la cosa grave! Facciamo alcuni esempi, che sono importanti: per esempio, questo disegno di legge prevede che venga garantito il diritto di mutare credenza religiosa (articolo 2) oppure il diritto di recedere da essa (articolo 6). Noi sappiamo che per l’islam l’apostasia non è possibile; addirittura viene punita con la morte, in alcuni paesi islamici.
Dunque, chi può credere davvero che l’islamico veramente credente e ortodosso rispetti i nostri dettami costituzionali? Leggiamo alcuni versetti e sure del Corano: gli uomini sono superiori alle donne perché Allah diede loro il predominio sopra di esse; i mariti che abbiano a soffrire la loro disobbedienza possono castigarle e abbandonarle. Ed ancora, leggiamo altre sure: vi è imposta la guerra anche se ciò possa spiacervi; uccidete gli idolatri dovunque li troviate; catturateli, assediateli, fateli cadere nelle imboscate; ammazzateli. E poi ancora altre sure recitano: sia che voi andiate incontro alla morte, sia che vi ammazzino, verso Dio sarà certamente il vostro ritorno; non tentennate, non cedete, non invocate pace, mentre siete i più forti.
Questi sono i dettami del Corano e dunque chiaramente un islamico che crede nel Corano è in netta contrapposizione con i nostri dettami costituzionali; noi però li riconosceremo lo stesso! L’islam è una religione pericolosa: lo si evince dai versetti e dalle sure che ho appena letto, così come lo si evince dalle cronache sui giornali, che vedono terroristi islamici presenti nel nostro paese arrestati quasi quotidianamente, ma lo si evince anche dalle dichiarazioni del ministro Frattini, il quale dice che l’Italia è un luogo di reclutamento dei mujaheddin e dunque dei terroristi fondamentalisti.
Sappiamo che nelle nostre moschee non si va solo a pregare, ma si fa formazione al terrorismo, reclutamento al terrorismo. Queste sono cose gravi, in quanto si attribuiscono diritti a chi ha dimostrato per primo di non rispettare le nostre leggi.
Per fortuna non siamo soli in questa battaglia. C’è tanta gente nel nostro paese che è contraria a questa legge, che nessuno ci chiede. Anche molti vescovi e molti sacerdoti della Chiesa cattolica si sono detti contrari a questa legge. Ricordiamo quanto affermato dal cardinale Biffi riguardo agli islamici, quando invitava i politici a non farli entrare nel nostro paese. Il cardinale Biffi disse testualmente che i musulmani sono troppo diversi da noi, mangiano in modo diverso, hanno un diritto incompatibile con il nostro ma, soprattutto, una visione integralista della vita pubblica. I cristiani devono piantarla di dire che bisogna andare d’accordo con tutte le idee, così è per chi non ha nessuna idea. Ciò affermava il cardinale Biffi.
Visto che sono stati citati alcuni documenti del Concilio Vaticano II è giusto anche precisare la posizione che, da sempre, la Chiesa ha tenuto nei confronti delle altre religioni. I Salmi parlano chiaro: omnes dii gentium demonia (tutti gli dèi delle genti sono demoni: è il Salmo 95, versetto 5). Nell’enciclica Quanta cura – un documento emanato l’8 dicembre 1864 ex cathedra, dunque infallibile – Pio IX affermava che è empio ed assurdo il principio secondo il quale il progresso civile dello Stato esige che la società umana sia governata senza nessun riguardo della religione o, almeno, senza far nessuna differenza tra la vera e le false religioni.
Nell’enciclica Mirari vos, invece, Gregorio XVI aveva condannato l’indifferentismo religioso e definito delirio la libertà di coscienza.
Pio XI, nell’enciclica Mortalium animos del 1928, a proposito degli incontri e dei convegni intereligiosi, si pronunciava con un giudizio estremamente tranchant, affermando che «i cattolici non possono in nessuna maniera appoggiare tentativi come questi, i quali suppongono essere tutte le religioni più o meno buone e lodevoli. Chi, dunque, tien mano a codesti tentativi ed ha di queste idee con ciò stesso, per conseguenza manifesta, si allontana dalla religione rivelata da Dio». […]




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