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Risultati da 31 a 40 di 59

Discussione: Gli antitaliani

  1. #31
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    Predefinito Rif: Gli antitaliani

    Citazione Originariamente Scritto da WalterA Visualizza Messaggio
    Il più pulito c'ha la rogna, ci vuole un bel coraggio a difendere una parte o l'altra a spada tratta.
    Ora al governo c'è silviuccio italianissimo e trombatore come non mai, parliamo di lui e del suo attaccamento alla madre patria.
    Lungi da me difendere qualcuno.
    Ma quando le cose vanno dette, è giusto dirle.
    Poi per me l'Italia istituzionale & costituzionale può benissimo andare in culo.
    Vedi, Silvio non ha bisogno di dimostrare a nessuno del suo attaccamento alla madre Patria, Lvi è la madre Patria, Lvi è Dio.

  2. #32
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    Predefinito Rif: Gli antitaliani

    Citazione Originariamente Scritto da Mogun Visualizza Messaggio
    Lungi da me difendere qualcuno.
    Ma quando le cose vanno dette, è giusto dirle.
    Poi per me l'Italia istituzionale & costituzionale può benissimo andare in culo.
    Vedi, Silvio non ha bisogno di dimostrare a nessuno del suo attaccamento alla madre Patria, Lvi è la madre Patria, Lvi è Dio.
    Azz...oramai siamo fottuti

  3. #33
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    Predefinito Rif: Gli antitaliani

    Citazione Originariamente Scritto da Mogun Visualizza Messaggio
    Lungi da me difendere qualcuno.
    Ma quando le cose vanno dette, è giusto dirle.
    Poi per me l'Italia istituzionale & costituzionale può benissimo andare in culo.
    Vedi, Silvio non ha bisogno di dimostrare a nessuno del suo attaccamento alla madre Patria, Lvi è la madre Patria, Lvi è Dio.
    che Dio di M se dovette ospitare a casua sua un (?) mafioso...però peggio le "malefatte" di Prodi
    Si dice il corrotto ma non il corruttore

  4. #34
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    Predefinito Rif: Gli antitaliani

    Citazione Originariamente Scritto da Kronos Visualizza Messaggio
    che Dio di M se dovette ospitare a casua sua un (?) mafioso...però peggio le "malefatte" di Prodi
    Non ti ho detto che lui è figlio di dio.
    Ho detto che LVI è DIO, e nelle SVE case (che povertà il singolare) non ospita proprio nessuno, ora che la vecchia bagascia plasticosa l'ha mollato.

  5. #35
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    Predefinito Rif: Gli antitaliani

    Citazione Originariamente Scritto da Mogun Visualizza Messaggio
    Non ti ho detto che lui è figlio di dio.
    Ho detto che LVI è DIO, e nelle SVE case (che povertà il singolare) non ospita proprio nessuno, ora che la vecchia bagascia plasticosa l'ha mollato.
    :mmm: mica l'ho scritto infatti :mmm: stai bene?
    Si dice il corrotto ma non il corruttore

  6. #36
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    Predefinito Rif: Gli antitaliani

    Citazione Originariamente Scritto da WalterA Visualizza Messaggio
    E io pago le tasse per far studiare uno come te? ostridicolo:
    :giagia:
    Figliolo, lei è un asino...
    (D.Pastorelli, cit.)


  7. #37
    Missiroli Presidente
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    Predefinito Rif: Gli antitaliani

    Citazione Originariamente Scritto da Mogun Visualizza Messaggio
    Lvi è Dio.

    Figliolo, lei è un asino...
    (D.Pastorelli, cit.)


  8. #38
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    Predefinito Rif: Gli antitaliani

    Nella vecchia Pol me lo ricordo uno che scriveva così.
    Un post si e tre no.
    Chi fosse, però, non ricordo: se non una vaga assonanza del nome con Napoli

  9. #39
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    Predefinito Rif: Gli antitaliani

    Citazione Originariamente Scritto da Ricky86 Visualizza Messaggio
    In questi giorni, anche grazie al grande D’Alema, è tornato di moda definire gli oppositori del governo antitaliani. Io francamente resto sempre perplesso perché, secondo la destra italiana, se sei contro il governo Berlusconi allora sei antitaliani, come se il governo fosse l’Italia, lo Stato.
    Forse, questi “turisti della democrazia” si sono scordati che il popolo, quando vota, non elegge un Imperator, ma elegge un parlamento, il quale è formato da una maggioranza e da un’opposizione che hanno la stessa dignità (secondo me hanno poca dignità, ma questo è un’altra discorso).
    Dunque non è Berlusconi lo Stato, non lo è nemmeno il parlamento. Lo Stato siamo noi, sono le istituzioni, è una cosa ben più complessa del pur enorme ego del sig. Berlusconi.
    Ma queste sono riflessioni che né al PdL, né a Studio Aperto potrebbero interessare, in quanto bisogna essere “realisti” e “pragmatici”. Dunque, senza farsi troppe “seghe mentali”, definiamo amorevoli patriottici gli esponenti della destra e antitaliani quelli di sinistra.
    Ora, se essere italiani vuol dire fregarsene di ogni cosa, non avere rispetto di chi la pensa diversamente, organizzare macchinazioni per infangare l’avversario, mentire, rubare, approfittarsi degli altri, limitare le libertà altrui, riconoscere solo i propri diritti, giudicare cretino chiunque la pensa in maniera anche solo leggermente diversa, considerarsi superiori a prescindere, che male c’è ad essere antitaliani? È un po’ come essere anticafoni, verreste mai a dirmi che sono cretino se mi definisco anticafone?
    Dunque, se c’è una parte di politici (pochissimi), giornalisti, artisti o quant’altro, che rifiuta questo modo di fare (il cosiddetto berlusconismo) perché non lo rappresenta, perché lo ritiene immorale, indecente, diseducativo, irrispettoso e illiberale, bisogna per forza definirli antitaliani a prescindere? Magari queste persone cercano di fare quel che possono per cambiare le cose, per rendere migliore questo paese, sempre, chiaramente, secondo la loro concezione di “meglio”. Ma è proprio su questo delicato gioco che si regge la democrazia, o no?
    Purtroppo però per i berlusconisti non è così (e si badi, anche per i berlusconisti di sinistra, che non sono affatto pochi) e chiunque critica il governo o il parlamento o la politica è antitaliano, a prescindere da ciò che dice, da ciò che propone, da ciò che critica.
    Io penso invece che non vi siano patrioti migliori di chi tiene in guardia il governo, qualsiasi esso sia, delle derive di un qualsiasi provvedimento. Queste persone aiutano a riflettere, a pensare, a confrontarsi e dunque a prendere decisioni migliori, se vi fosse una controparte disposta ad ascoltare. Ma forse, in un paese intriso di cattolicesimo dogmatico e universalistico (oltre che autoreferenziale) pretendere un confronto e una riflessione è troppo. Quel che un tempo era scritto sulla Bibbia e ora invece sta nella testa dell’Imperator è legge, è parola di Dio, è Verità assoluta, immodificabile, innegabile. Coi risultati che si sanno.
    Infine poi mi vengono in mente i giovani, quelli che non hanno assistito a nessun’altra politica se non quella degli ultimi 15 anni. A questi ragazzi sarebbe bello domandare cos’è la buona politica.
    Sarebbe interessante vedere se le risposte saranno la presentazione di programmi, di soluzioni per risolvere i problemi. O se invece è più vantaggioso attaccare solamente l’avversario che sbaglia. E l’opposizione che deve fare? Proporre soluzioni alternative o criticare nel merito e nel metodo quelle proposte dalla maggioranza? E i partiti, sono camere stagne a se stanti o è giusto che si critichino a vicenda tra di loro, anche per questioni interne?
    E l’informazione, deve dedicarsi solamente ai politici e ai partiti, oltre che ai loro padroni pubblici o privati che siano, o devono parlare anche di temi scabrosi come lavoro, legalità, economia, laicità, senza sentire l’opinione in merito a qualsiasi argomento dei politici?

    Giustizia e Libertà!

    in tutte le dittature, nate o nascenti, definire gli oppositori politici come "nemici del popolo o della nazione" è un classico dal quale, nemmeno la nascente dittatura mediatica delle bananas ne è immune..
    X

  10. #40
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    Predefinito Rif: Gli antitaliani

    Roma - Toonine, Tooonine, ce diavule me cumbine? Avete mai provato a parlargli nel suo idioma prima di dire che Tonino Di Pietro non sente ragione? Vorrei tentare di parlargli da conterroneo a conterroneo e perfino da amico, come forse fui un tempo. Non tirerò colpi bassi, storie di finanziamenti pubblici e privati, lauree per corrispondenza o dishonoris causa, ombre personali e familiari. A costo di scontentare molti lettori del Giornale, dirò che non nutro antipatia per lui nonostante il suo sfascismo contro tutto ciò che è italiano, dal premier al congiuntivo. Sarà perché ho cugini al Sud di nome Tonino, ma considero Tonino Di Pietro un cugino di campagna. Mi ricorda troppo i ’zurri del sud, affettuoso nomignolo per indicare da noi i buzzurri; me lo vedo al bar o in piazza a litigare sui carciofi e le sgommate delle moto. In un ritratto che gli ho dedicato nel libro Sud, tratteggiando il suo stile tra la Guardia repubblicana e la Guardia campestre, notavo che a prima vista Tonino sembra l’autista di un ministro, ma poi quando lo senti parlare ti accorgi che lo avevi sopravvalutato.

    Tifai Di Pietro ai tempi di Mani pulite e non me ne vergogno. Pensai che ci volesse davvero un po’ di piazza pulita contro il malaffare e non ritenni mai Di Pietro un agente segreto della sinistra togata. Ne conoscevo di tonini come lui al sud ed erano marescialli o militanti dell’Msi, magari sognavano un bel golpe per imporre legge e ordine. Certo, spaventava il suo furore, l’accanimento unilaterale delle indagini, ma la corruzione c’era, la necessità di un cambiamento pure, e non avremmo avuto Berlusconi, Bossi e Fini al governo senza Mani pulite. Non dimenticatelo, lui e voi.

    Però ora l’Italia vive una situazione senza precedenti. Il leader morale e civile dell’opposizione è lui, Tonino Di Pietro. Vi rendete conto? Non è un’emergenza democratica, civile e politica questa? La sinistra sarà diffusa, come oggi si dice, esiste ovunque, meno che in politica. Dicesi Franceschini l’intervallo in bianco tra due leader rossi scoloriti. E dicesi sinistra la fettina di cotto schiacciata tra Berlusconi e Di Pietro. Il processo a Berlusconi, nei tribunali o nei parlamenti, europeo incluso, è di marca dipietresca; la sinistra si accoda, va faticosamente al suo rimorchio, è sua suddita. Loro sono la coda e isso è lu capo, Tonino da Montenero di Bisaccia, per usare un nome brigantesco. Mi diverte leggere i colti della sinistra che accusano il berlusconismo e il leghismo di essere incolti parvenu; ammazza la cultura che ferve a sinistra, se il loro capataz è Tonino Di Pietro, che ebbe per chiara fama una cattedra al Cepu.

    A Di Pietro vorrei dire quattro cose. La prima è un bilancio della sua missione politica e giudiziaria: voleva eliminare la corruzione dalla politica, sterminare i socialisti, sfasciare Berlusconi. Ammetti, Tonino caro, che non ci sei riuscito. Il malaffare fiorisce trasversale, sinistra inclusa, il malcostume non ne parliamo; i socialisti sono rifioriti nel centrodestra e sono tra i migliori ministri, e Berlusconi governa senza golpe ma con quell’arma civile che si chiama voto, ovvero il libero consenso degli italiani. Missione fallita su tutti i fronti.

    La seconda è un appello non più da terrone a terrone ma da italiano a italiano: non puoi gettare palate di fango sul tuo Paese, affittare pagine di giornali stranieri, portare in europarlamento la storia ridicola delle querele per attaccare il premier e di conseguenza la maggioranza degli italiani che lo hanno votato, lasciando credere che viviamo nella dittatura di Bananas. Sai bene che quella campagna viene tradotta in discredito per l’Italia intera. Perché sai bene che la stessa sinistra, quando attacca Berlusconi sul piano pubblico e privato, gli rimprovera di essere arcitaliano e di incarnare l’autobiografia della nazione (mentre loro evidentemente sono l’autopsia della nazione). Insomma, per sfasciare Berlusconi state sfasciando il Paese e la sua immagine nel mondo, ingigantendo storielle di malcostume, semplici querele e vicende private, cancellando l’azione di governo e l’ottima considerazione conquistata nei rapporti con i leader del pianeta. Berlusconi va all’Aquila e voi tra i corvi. Terza riflessione. Se un giorno si farà la storia di questi anni si scriverà che il populismo in Italia ebbe tre varianti: Bossi, Berlusconi e Di Pietro. Più contorno di Santoro. Non giocarti questo alone residuo di genuina popolarità, non prestarti come guardia giurata dei poteri grossi, una specie di Catozzo in servizio davanti a banche e palazzi della City. Ti vogliono usare come vigilante della notte e poi gettarti. Ti esaltano in pubblico ma in salotto ridono alle tue spalle, come leader delle brigate rozze.
    Il vero allarme civile? L'antitaliano Di Pietro - Interni - ilGiornale.it del 26-09-2009

 

 
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